Blocchiamo l’aggressione omofoba

Gli omofobi hanno annunciato che scenderanno in piazza domenica 5 ottobre in oltre cento città italiane, con il sostegno delle organizzazioni fasciste, la benedizione delle gerarchie cattoliche e la protezione delle questure. Si tratta di una provocazione contro le libertà e i diritti di tutti.

Le manifestazioni sono organizzate da , e bisognerà vedere quante di quelle annunciate si terranno effettivamente; nelle uscite pubbliche svoltesi finora non viene manifestato alcun pensiero, i partecipanti simulano il compartamento dei militari di guardia, rimanendo in piedi per il tempo prefissato allineati e in riga: si tratta quindi di un’organizzazione informale di tipo militare.

Nel loro appello si rivendica la libertà di espressione, ma in realtà si attacca la libertà di scegliere il proprio partner, e soprattutto si attacca la libertà di diffondere le tematiche di genere. Oltre all’aperta partecipazione dell’ ex ministro Giovanardi, in numerose località sono le organizzazioni neofasciste a fornire la manovalanza necessaria ad organizzare le veglie, mentre la gerarchia cattolica, oltre a fornire il quadro di riferimento ideologico di queste iniziative, dimostra il proprio sostegno autorizzando la partecipazione visibile di membri del clero. L’appoggio da parte delle istituzioni è dimostrato sia dalla repressione nei confronti delle iniziative di contestazione, sia nel contrasto, da parte delle prfetture, degli atti simbolici che le amministrazioni locali compiono a sostegno delle libertà civili.

L’ideologia neoliberista a parole dice di sostenere i diritti dell’individuo contro l’invadenza dello Stato, in realtà, dietro a questo slogan, si attaccano quelle conquiste che, dagli anni ’60 in poi, hanno permesso una maggiore libertà degli individui, che costituiscono la base materiale della riduzione del peso della famiglia e della libera scelta dell’orientamento sessuale.

Non è possibile illudersi che siano i governi che tagliano scuola, sanità, assistenza, pensioni, a difendere i diritti di genere; l’uguaglianza formale di diritti viene quotidianamente smentita dall’allargamento delle disuguaglianze, dagli steccati economici che vengono eretti tra chi può beneficiare dei diritti civili allargati e chi si trova a fare i conti con l’insicurezza, la disoccupazione la miseria crescente.

La Chiesa cattolica è la principale beneficiaria di questo attacco ai servizi sociali. Questa vera e propria multinazionale fornisce una legitimazione ideale alle politiche di privtizzazione sostenendo il principio di sussidiarietà, e si candida a trarre lauti guadagni attraverso le proprie strutture a pagamento che si occupano di scuola, sanità, assistenza.

Gruppi come Sentinelle sono l’espressione dell’odio, del disprezzo, della chiusura mentale, della violenza di cui gronda questa società basata sulla gerarchia e sulla competizione fra gli individui. Per questo non possiamo rimanere indifferenti, dobbiamo far sentire alta la nostra protesta, sostenere chi scende in piazza per conquistare con la lotta i propri diritti, civili, di genere o sociali che siano. Dobbiamo impegnarci affinché chi rimane indifferente di fronte a queste tematiche, chi ha paura di esporsi, di mettersi contro l’opinione della Chiesa venga messo di fronte alle proprie contraddizioni.

La guerra all’integralismo religioso si combatte anche nelle piazze: morte al fascismo, per la libertà di amare.