La manifestazione come atto condiviso

Duemila sono le persone che hanno partecipato alla organizzata dal Permanente di sabato 22 novembre. Duemila sono i volti che hanno sfilato durante il corteo affermando il proprio disappunto e la completa sfiducia nei confronti dell’Amministrazione Comunale: chiedono a gran voce le dimissioni del Sindaco Zubbani e di tutta la Giunta ritenuti complici e colpevoli dei fatti accaduti durante l’alluvione del 5 novembre. Visi noti e meno noti decidono così di scendere nelle strade cittadine manifestando, passo dopo passo, la volontà di far valere i propri diritti e far sentire la propria voce riversando la loro fisicità nella città. Essa infatti è il luogo fondamentale dell’appartenenza e della rivendicazione dell’esserci del cittadino il quale ricolloca in essa la propria identità.

Il corteo come atto simbolico è partito dal luogo del crollo del muro, in via Argine destro ad Avenza, ed è confluito nel viale XX Settembre. A mano a mano che avanzava verso piazza Gino Menconi di Marina di Carrara, prendeva sempre più consistenza. Un corteo di solidarietà per tutte le persone che durante l’alluvione hanno perso tutto. Un corteo per riaffermare la dignità cittadina andata perduta durante gli anni di questa Amministrazione Comunale, ritenuta colpevole di aver portato la città al degrado e aver fatto tutto tranne che proteggere e mettere in sicurezza la popolazione e il territorio. La manifestazione è stata la messa in pratica del lavoro svolto durante queste settimane dalla cittadinanza presente al Presidio Permanente: essere stati così numerosi è l’affermazione palese del coinvolgimento della collettività. L’arrivo in piazza Gino Menconi ha dimostrato tutto questo: centinaia infatti le persone che sostavano aspettando l’arrivo del corteo. Nuove idee sono state proposte ai punti informativi allestiti dal Presidio nel piazzale davanti alla chiesa e raccolte nuove adesioni. Un momento importante di incontro fra realtà cittadine diverse che tornano così a scambiarsi opinioni e testimonianze, riscoprendo l’importanza fondamentale della condivisione e dell’aggregazione. Cittadini che nonostante abbiano perso tutto, non hanno perso la forza di contestare e condividere la protesta. Un momento storico di riscatto è quello che si sta vivendo a Carrara in questi giorni: una presa di coscienza cittadina che dimostra la volontà assoluta di cambiare le carte in gioco. La vecchia politica ha dimostrato nuovamente la sua corruzione e le sue irresponsabilità. La cittadinanza, stanca e frustrata, chiede a gran voce una partecipazione diretta che provenga dal basso basata su una politica dell’ascolto e delle decisioni comuni. Contro ogni istituzione verticistica si rivendica il diritto di amministrare la cosa coinvolgendo la collettività. Questa manifestazione è stata per il Presidio una conferma per continuare e perseguire gli obiettivi prestabiliti e lavorare con la consapevolezza del sostegno di tutti i cittadini. Questa è la palese dimostrazione che l’unione delle persone può fermare e cambiare i tradizionali processi politici e, insieme, raggiungere un traguardo importante nell’affermazione del singolo sia come individuo sia come cittadino appartenente ad una data comunità. Acquisita questa consapevolezza, il cittadino si trova ad abbandonare la sua vecchia posizione di personaggio passivo nel teatrino politico e finalmente ad affermarsi e attualizzarsi da protagonista nei processi decisionali. Questo è il punto chiave e di svolta che rende così importante quello che sta accadendo a Carrara: la ri-presa di coscienza e di consapevolezza del potere popolare. Ed è proprio attraverso la coscienza cittadina che si comincia a far traballare il potere forte che ci ha tenuto inchiodati tutti questi anni ponendo così le basi per un futuro benessere collettivo e partecipativo.