Cosenza le sentinelle non passano, la piazza ce la siamo ripresa noi!

Le hanno fatto la loro becera comparsa anche a Cosenza. Nella giornata del 23 maggio scorso si sono radunati, raccattando gente dalla provincia, fra cui un paio di giovinastri legati a Forza Nuova, in piazza dei Bruzi. La città ha quindi assistito all’epifania di chi, negando la libertà per tutti e tutte, di contro rivendica la libertà per sé, e invoca in maniera evidentemente strumentale il diritto di esprimere, liberamente, le proprie idee che fanno dell’omotransfobia, della misoginia, dell’ottusità le proprie bandiere preferite. Al di là del fatto che non esiste libertà nella libertà,  tuttavia non vogliamo qui confutare tesi del tutto oscene, ricordiamo però che come anarchici non possiamo che vivere, non per reclamare diritti, ma per abbattere gerarchie, divisioni, caselle nelle quali far rientrare le vite di ciascuno di noi. Che importanza può mai avere il sesso di una persona, le proprie scelte sessuali? Chi mostra sul campo, e non a parole, la propria avversione a una specifica categoria, magari non ritenendola adeguata a taluni lavori, compiti, prassi, non può che avviare una profonda riflessione interiore che lo condurrà verso altri lidi , lontani da quelli anarchici e libertari ma anche questa discussione ci porterebbe lontano dalla questione che qui si pone. Le sentinelle tentano di far passare attraverso apparentemente innocue messe in scena  – come la lettura di un libro –  concetti autoritari, violenti, oppressivi e repressivi che sono da denunciare e perseguitare apertamente e senza mezze misure.

Ad ogni modo la cronaca della giornata è stata quella di una manifestazione “Cosenza dei diritti” che si è data appuntamento a piazza 11 settembre, da li si è sfilati in corteo, sul corso principale della città, muniti di cartelloni colorati di fucsia e scandendo slogan per sbeffeggiare le ridicole sentinelle. Il corteo – giunto all’altezza di viale Trieste – si è incontrato con quello dei “Prendocasa” che avevano occupato simbolicamente una palazzina sfitta. Questi ultimi si sono diretti , dopo una sosta, sotto la questura per protestare contro il fermo di un giovane. Nel frattempo il corteo “Cosenza dei diritti” ha preso la piazza dei bruzi, la stessa dove queste sedici sentinelle rimaneva in piedi a far finta di leggere. Le oltre cento persone che protestavano contro le sentinelle hanno, infine, ricoperto di urla fischi e canzoni la lettura di un comunicato che la città non è riuscita a sentire. L’amore, l’umanità, il rispetto, sono stati più forti del silenzio delle sentinelle. La bella giornata di lotta del 23 non deve però far abbassare la guardia, i tentativi destroidi di infiltrarsi in città devono essere sradicati attraverso una prassi quotidiana che non può che passare da una battaglia culturale, unita a quello che concretamente si è, senza razzolare male, ma vivendo nella eguale dignità di  tutti e tutte posto che non ci si trovi innanzi gli intolleranti verso i quali non possiamo che essere intolleranti.

A Cosenza le sentinelle non passano, la piazza ce la siamo ripresa noi!

k.