Dalla grande paura alla digestione pesante

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I risultati delle regionali a parlano quantomai chiaro, il lavoro che gli anarchici hanno portato avanti quotidianamente, a partire da quello svolto all’interno dell’assemblea permanente, continua a palesarsi.

In città l’astensionismo è salito al 59,07%, se si conteggiano poi le bianche e le nulle il “non voto” arriva complessivamente al 60,96%, alla luce di questo si possono rapidamente aggiornare le percentuali: a Rossi, candidato di maggioranza è toccato un misero 14,24%; mentre Giannarelli, cinque stelle, e Borghi lega e fascistame vario, si accontentano rispettivamente del 9,77% e del 7,42%.

Per gli altri candidati manco vale la pena accendere la calcolatrice…

A ogni modo in città gli esponenti di partito sono tutti (trombati e) contenti.

Lo avevamo detto all’inizio dell’assemblea permanente, lo abbiamo detto durante quella esperienza, lo abbiamo detto quando ne siamo usciti, proprio perché non ci andava di appoggiare in alcun modo l’etica del “meno peggio”; lo ribadiamo oggi: non è con le votazioni che si ottiene qualcosa.

E l’esperienza dell’assemblea permanente lo dimostra, lo dimostra anche il fatto che, dopo che ce le avevano promesse i giorni dello sgombero della sala di rappresentanza del Comune, il braccio armato della politica sia andato a presentare il conto proprio agli anarchici nella piazza antifascista del 16 maggio a Massa. Ma lo dimostrano tutte le lusinghe e le strizzatine d’occhio che in questi mesi, come libertari, ci siamo sorbiti.

Non ce ne vogliano a male i vari pompieri di turno, ma le lusinghe non ci piacciono e “il meno peggio” non ci convince. Non ce ne vogliano a male la maggioranza, ma le manganellate non ci fermano, non ce ne vogliano a male i sindacati concertativi e i loro saltimbanchi, ma non ci sentiamo proprio di essere soltanto folklore.

Ci dispiace proprio, ma siamo difficili da digerire.

E se per tutta questa genia la campagna elettorale per le comunali prossime venture è appena iniziata ci dispiace per loro, ma noi saremo qui a dimostrare che è solo con l’azione diretta e rifiutando la delega che le cose possono essere cambiate.

Noi continueremo a essere presenti nelle piazze a ribadire la nostra scelta astensionista e a cercare strade pratiche e praticabili di lotta.

Continueremo a sobillare e a nutrire il germe della partecipazione dal basso, fuori da ogni logica di partito, perché la grande paura che la tecnocrazia politica locale ha avuto nei mesi scorsi è stata proprio l’impossibilità di interagire con la popolazione autorganizzata per riportarla a più miti consigli (dei cittadini?).

La grande paura è quella del controllo diretto delle risorse e del territorio da parte della cittadinanza, la grande paura è quella che il popolo non sia poi così tanto caprone e ignorante come sperano i padroni del vapore, ma che anzi sia in grado di analisi e di progettualità che il tecnico di turno non è in grado di esprimere.

La grande paura è che i cittadini si interessino alla cosa pubblica.

Sempre avanti: “a difesa della città”!

D.L.