‬La realtà e gli specchietti per le allodole

Sin dal loro apparire,‭ ‬tra la fine dell’Ottocento e gli anni‭ ’‬30‭ ‬del secolo del secolo scorso,‭ ‬le leggi antidroga hanno suscitato critiche sia per la loro evidente irrazionalità che per la pretesa di imporre un codice di comportamento in una delle sfere più intime delle persone,‭ ‬cioè cosa mettere e non mettere dentro il proprio corpo.‭ ‬Queste critiche per un lungo periodo sono rimaste confinate nell’ambito ristretto delle riviste accademiche di diritto e di medicina o tra le pagine della stampa libertaria‭ (‬il nostro Umanità Nova già nel‭ ‬1921‭ ‬pubblicava un durissimo articolo di Errico Malatesta contro la messa fuorilegge della cocaina in Francia‭)‬,‭ ‬ma‭ ‬sono diventate sempre più diffuse‭ ‬a partire dagli anni‭ ‘‬50‭ ‬con la diffusione della tra i giovani europei e nordamericani da una parte e con la conseguente repressione poliziesca dall’altra.‭ ‬Molti fanno risalire la data di nascita‭ “‬ufficiale‭” ‬delle mobilitazioni antiproibizioniste al‭ ‬25‭ ‬luglio‭ ‬1967‭ ‬quando il Times ‭ ‬di Londra ospitò in un’intera pagina a pagamento un appello per la legalizzazione della marijuana firmato dal filosofo Alaistair McIntyre,‭ ‬dallo psichiatra Ronald Laing,‭ ‬dal sociologo Tariq Ali,‭ ‬da tutti e quattro i membri dei Beatles‭ (‬secondo alcuni sarebbero stati proprio i componenti della boy band più famosa di tutti i tempi a pagare il costoso annuncio‭)‬,‭ ‬dal loro manager Brian Epstein e da altri personaggi della scena musicale e culturale britannica.‭ ‬Il giorno dopo anche Bertrand Russell esprimeva la propria adesione all’appello.‭ ‬L’evento che aveva scatenato la mobilitazione era stata,‭ ‬solo poche settimane prima,‭ ‬l’incarcerazione di Mick Jagger e Keith Richards dei Rolling Stones,‭ ‬in prigione dal‭ ‬29‭ ‬giugno per detenzione e uso di marijuana.‭ ‬La notizia aveva fatto rapidamente il giro di Londra e il clamore suscitato dalla carcerazione dei due artisti‭ ‬diventò l’occasione per attaccare il sistema giudiziario britannico e le leggi proibizioniste in‭ ‬particolare.‭ ‬La mobilitazione per i due Stones raggiunse il culmine il‭ ‬31‭ ‬luglio all’udienza conclusiva dell’appello,‭ ‬a cui partecipano centinaia di persone che invadono l’aula,‭ ‬i corridoi e il cortile del tribunale che accolsero con un tripudio generale la lettura della sentenza con cui il giudice revocava la condanna al carcere e ordinava l’immediata liberazione dei due musicisti.‭ ‬Pochi giorno dopo il quotidiano The Guardian dichiarava‭ “‬già morta‭” ‬la convenzione internazionale contro‭ “‬la droga‭” ‬entrata in vigore sotto l’egida dell’Onu e grazie alle pressioni del governo USA solo pochi anni prima.
Quasi mezzo secolo dopo,‭ ‬la War On Drugs infuria più che mai e si fa sempre più feroce,‭ ‬tanto che,‭ ‬come ha denunciato da tempo Amnesty International,‭ ‬non fa che allungarsi la lista dei Paesi che applicano la pena di morte per traffico di droga e ogni anno centinaia di persone vengono giustiziate in Cina,‭ ‬Arabia Saudita,‭ ‬Indonesia,‭ ‬Iran etc per quello che i giuristi definiscono‭ “‬un reato senza vittime‭”‬,‭ ‬nel senso che chi assume sostanze illecite‭ ‬ne ricava un danno,‭ ‬ma lo fa comunque in genere volontariamente e senza essere costretto‭ (‬esattamente come nessuno viene a costretto a rovinarsi il fegato mangiando‭ ‬5‭ ‬hamburger di fila o a farsi venire il diabete con una dieta zuccheri e junk food‭)‬.‭ ‬Contemporaneamente,‭ ‬in questi‭ ‬50‭ ‬anni in cui la War On Drugs ha prodotto solo guadagni stratosferici per i narcos e carcerei piene di disgraziati,‭ ‬non sono mai finite neanche le mobilitazioni antiproibizioniste.‭ ‬Anzi,‭ ‬proprio in questi ultimi anni hanno segnato importanti risultati,‭ ‬sia negli USA‭ (‬dove grazie ad una serie di referendum popolari la cannabis cosiddetta‭ “‬terapeutica‭” ‬è ormai legale in‭ ‬24‭ ‬stati,‭ ‬mentre in altri‭ ‬5‭ ‬è legale la marijuana tout court‭) ‬che in Europa‭ (‬basti pensare alla diffusione dei Cannabis Social Club in Spagna‭) ‬che in America Latina.‭ ‬Giusto pochi giorni fa,‭ ‬il‭ ‬7‭ ‬luglio in Cile‭ (‬dove è ancora in vigore la legge sulle droghe approvata negli anni‭ ’‬70‭ ‬dal dittatore Pinochet,‭ ‬che prevede sino a‭ ‬15‭ ‬anni di carcere per la coltivazione di cannabis‭) ‬la Camera dei Deputati ha votato ad ampia maggioranza un disegno di legge che‭ ‬consentirebbe il possesso fino a‭ ‬500‭ ‬grammi di cannabis e la coltivazione di sei piante.‭
Anche in Italia,‭ ‬il movimento antiproibizionista è sempre stato attivo a partire dall’opposizione contro la legge Craxi-Jervolino tra la fine degli anni‭ ’‬80‭ ‬e l’inizio degli anni‭ ’‬90‭ ‬fino all’incessante mobilitazione che ha portato la Corte Costituzionale nel febbraio‭ ‬dell’anno scorso a pochi giorni di distanza dalla grande manifestazione nazionale organizzata dalla Rete Fino Alla Fine Del Mondo Proibizionista.‭ ‬Non c’è da stupirsi che in questo clima mercoledì scorso sia stata‭ ‬presentato un‭ ‬disegno di legge per la legalizzazione della cannabis in Italia redatto dall’Intergruppo‭ “‬Cannabis Legale‭” ‬e firmato da‭ ‬218‭ ‬parlamentari tra Camera e Senato‭ (‬SEL al gran completo,‭ ‬M5S in forze,‭ ‬un po‭’ ‬di PD e un po‭’ ‬di ex centrodestra ed ex centrosinistra‭)‬.‭ ‬Il capo dell’intergruppo è Benedetto Della Vedova,‭ ‬una vecchia volpe della politica,‭ ‬fra le altre cose ex presidente dei Radicali‭ (‬il partito degli sciacalli delle lotte per i diritti civili,‭ ‬da mezzo secolo ininterrottamente‭) ‬e ex deputato di Futuro e Libertà,‭ ‬oggi sottosegretario agli Esteri del Governo Renzi.‭ ‬ La proposta di legge prevede che i maggiorenni possano detenere una modica quantità per uso ricreativo:‭ ‬15‭ ‬grammi a casa,‭ ‬5‭ ‬grammi fuori casa,‭ ‬mentre rimarrebbe il divieto assoluto per i minorenni.‭ ‬Sarebbe consentita l’autocoltivazione a casa fino a‭ ‬5‭ ‬piante ma vietata la vendita del raccolto.‭ ‬Possibili però i cannabis social club:‭ ‬ai maggiorenni residenti in Italia sarà consentita la coltivazione in forma associata in gruppi fino a‭ ‬50‭ ‬membri.‭ ‬Consentita anche la vendita:‭ ‬previa autorizzazione,‭ ‬si potrà lavorare e coltivare la cannabis e venderla in negozi specializzati,‭ ‬forniti di licenza dei monopoli,‭ ‬mentre rimarrebbero vietate l’importazione e l’esportazione.‭ ‬E‭’ ‬una legge che in gran parte ricalca la normativa sulla cannabis in vigore in Uruguay dalla fine dello scorso anno,‭ ‬con l’unica differenza che in Uruguay la marijuana‭ (‬quando verrà attivata anche la vendita al dettaglio‭) ‬verrà venduta in farmacia.‭ ‬Condita comunque di una iperburocratizzazione e di una ipocrisia tutte italiane.‭ ‬Per la coltivazione personale sarebbe necessario inviare una comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli a cui bisognerebbe chiedere‭ ‬l’autorizzazione non solo per la produzione commerciale,‭ ‬ma anche per poter fare un cannabis sociale.‭ ‬E in questa caldissima estate in cui di notte‭ ‬le piazze,‭ ‬i parchi e le spiaggie s’illuminano delle braci dei joint e dei chilum,‭ ‬la proposta di Dalla Vedova etc prevede che non si potrà fumare in nessun luogo pubblico e in nessun luogo aperto al pubblico,‭ ‬costringendo quindi i fumatori a rimanere rinchiusi nelle loro case‭ (‬una limitazione non prevista né dalla legge uruguayana né da quelle degli stati USA che vietano di fumare ganja solo nei luoghi dove è già vietato fumare tabacco‭)‬.‭ ‬Dulcis in fundo,‭ ‬la legalizzazione della cannabis non comporta l’attenuazione delle norme e delle sanzioni previste dal Codice della strada per la guida in stato di alterazione psico-fisica‭ (‬che prevedono tra l’altro,‭ ‬il ritiro della patente anche fino a‭ ‬2‭ ‬anni e addirittura il carcere e la confisca del mezzo‭)‬.‭ ‬Secondo il testo proposto dall’intergruppo,‭ ‬bontà loro,‭ “‬rimane aperta comunque la questione relativa alle tecniche di verifica che attestino un’alterazione effettivamente in atto,‭ ‬come per gli alcolici‭”‬.‭ ‬In effetti la questione che rimane aperta da più di‭ ‬40‭ ‬anni‭ (‬da quando nello Stato di Washington vennero fatti i primi studi‭ “‬dal vivo‭” ‬con‭ ‬automobilisti fumati che però guidavano‭ ‬in modo‭ ‬prudente‭) ‬è piuttosto se la cannabis abbia un effetto negativo sulla guida.‭ ‬Tanto per intenderci,‭ ‬in Colorado dove dopo che hanno legalizzato la cannabis i test li fanno solo agli automobilisti che hanno provocato incidenti o che hanno commesso gravi infrazioni e dove attualmente‭ ‬il limite è di‭ ‬5‭ ‬mcg per litro di sangue‭ (‬quello che potrebbe avere un adulto di‭ ‬70‭ ‬kg che nelle ultime‭ ‬24‭ ‬ore avesse fumato‭ ‬2‭ ‬g di erba con THC al‭ ‬20%‭)‬,‭ ‬stanno abbassando di abolirli del tutto questi limiti o per lo meno di riconsiderarli,‭ ‬dopo che è uscito uno studio del NIDA che stabilisce che per produrre nei consumatori di cannabis problemi di guida accumunabili a quelli di chi‭ ‬ha‭ ‬0,5g/l di alcol servivano concentrazioni di thc di almeno‭ ‬13,1‭ ‬mcg/l,‭ ‬cioè più del doppio del limite permesso agli automobilisti secondo le leggi‭ ‬del Colorado.‭
Insomma,‭ ‬nella miglior tradizione di quel Teatro Dell’Assurdo che è la politica istituzionale italiana,‭ ‬una proposta di legge per la legalizzazione,‭ ‬ma piena di pruderie proibizioniste.‭ ‬Non c’è da stupirsi visto che tra i primi firmatari ci sono‭ ‬molti del M5s a cominciare dai quattro membri del direttorio,‭ ‬Alessandro Di Battista,‭ ‬Carla Ruocco,‭ ‬Roberto Fico,‭ ‬Luigi Di Maio che solo pochi giorni prima avevano lanciato un comunicato stampo sul fatto che molti profughi che arrivano in Italia in realtà non sarebbero altro che‭ “‬spacciatori professionisti di droga‭”‬,‭ ‬riprendendo un appello del Coisp‭ (‬il sindacato di polizia di ultradestra noto alle cronache per aver organizzato un presidio contro la madre di Federico Aldrovandi e,‭ ‬più di recente,‭ ‬per la proposta di rimuovere da Piazza Alimonda a Genova la targa che ricorda Carlo Giuliani‭)‬.‭ ‬
Certo,‭ ‬una pur minimissima forma di depenalizzazione della cannabis sarebbe un grande passo in‭ ‬avanti anche perché,‭ ‬come‭ ‬assicura la saggezza contadini appena si aprono i cancelli,‭ ‬i buoi scappano.‭ ‬La proposta di Della Vedova etc è‭ ‬però‭ ‬solo uno specchietto per le allodole per acchiappare i voti degli ingenui,‭ ‬ma con pochissime possibilità di concretizzarsi in qualche modo.‭ ‬Il Governo Renzi a causa della sua alleanza di ferro con l’NCD non riesce neanche ad approvare una prudentissima legge sulle unioni civili,‭ ‬figuriamoci legalizzare la cannabis‭ (‬e infatti il ministro della Giustizia pd Orlando ha subito che lui‭ ‬se ne lava le mani dicendo che e‭’ ‬competenza degli organismi internazionali e transnazionali‭)‬.‭ ‬E,‭ ‬tanto per rimanere nel mondo della realtà,‭ ‬solo poche settimane fa‭’ ‬l’Associazione Antigone e la Società della Ragione hanno denunciato‭  ‬che in carcere ci sono ancora migliaia di detenuti per la legge Fini-Giovanardi dichiarata poi incostituzionale.