A v’l’avevn dit!

Ormai a distanza di alcuni mesi dall’elezione e dall’insediamento del Consiglio dei Cittadini a , i fatti palesano a tutti la realtà delle nostre opposizioni, già espresse in un volantino distribuito in città alla vigilia delle elezioni di detto consiglio nel gennaio 2015.
È di questi giorni la notizia della prima annunciata pantomima all’interno della seduta del consiglio dei cittadini, che ha ottenuto il solo splendido risultato di distrarre la pressione popolare sul consiglio comunale…

RedC

PRIMO DIALOGO DI NESTORE IL MECCANICO CON SE STESSO MEDESIMO
(il dialogo è stato intercettato dal quippresente Nucleo Operativo Seghe Mentali dei Carrarabinieri di -omissis- presso i tavoli difuori al gazzebbo del bar “da Gregorio” di -omissis- il giorno -omissis- alle ore 11:30 circa, mentre il suddetto Nestore vulgo “il meccanico” stava leggendo il giornale locale. Chi non ci crede peggio per lui.)

Cos’è successo?
Un gruppo di cittadini ha bloccato una seduta del “CONSIGLIO DEI CITTADINI”®.
Perché?
Perché la presidentessa del “CONSIGLIO DEI CITTADINI”® lo voleva fare a porte chiuse.
Perché?
Perché voleva definire il regolamento interno del consiglio.
Perché?
Perché dice che un consigliere ha pubblicato un comunicato a nome del consiglio senza esserne autorizzato dal consiglio.
Perché?
Vallo a sapere…magari si è confuso…lui dice che non è così, che è la presidentessa che è un’autoritaria che vuole fare un po’ come le pare a lei…e infatti lui l’ha sfiduciata e dice che lei in realtà ha chiuso le porte per non parlare in pubblico della sua sfiducia…ma poi lui è anche un uomo del partito di maggioranza…
Del “CONSIGLIO DEI CITTADINI”®?
No, del consiglio comunale.
Ma lui è un consigliere comunale?
No, dei cittadini, ma nel “CONSIGLIO DEI CITTADINI”® ci sono anche persone legate ai partiti, per esempio questo qui è presidente di un circolo del PD.
E consiglia i cittadini?
L’hanno votato…
Coi consigli del PD
Eh…ma ora il consiglio s’è spaccato, qualcuno è anche uscito fuori insieme ai contestatori e si è messo a contestare
I contestatori?
No, la presidentessa e quelli che sono rimasti dentro…han tirato anche le monetine…
Mah…non ho capito molto…ma sto consiglio cosa fa?
E cosa fa… dice che s’informa, parla con la gente, sta a sentire, si fa un’idea, protesta, poi chiede di parlare col sindaco e di vedere i documenti, e il sindaco se vuole li sta a sentire sennò no…e non possono parlare di bilancio…
Vabbè, tutto questo lo possono già fare i cittadini se vogliono… quindi non serve a un cazzo.
E invece serve: i cittadini vogliono dire la loro e rompono un po’ troppo i coglioni: il sindaco crea un consiglio cittadino che fa da anticamera tra lui e la popolazione: la quale popolazione a un certo punto s’incazzerà con questi “eletti” del “CONSIGLIO DEI CITTADINI”®, che stan lì tra il naïf e l’interessato, come se tutto questo fosse una cosa vera.
Quindi al sindaco non gli interessa dargli retta?
E sì che gli interessa, soprattutto ora che siamo all’inizio: aggiusterà una grondaia, tre tombini, due buchi nelle strade e innalzerà ponteggi, metterà in sicurezza…tutte cose che sono in realtà di normale amministrazione, ma più farà vedere che i consigli sono utili più i cittadini confideranno in quello strumento, così lui potrà occuparsi delle cose che contano davvero, degli interessi grossi e ai cittadini sembrerà di contare qualcosa perché gli hanno aggiustato il marciapiede davanti a casa dopo che lo avevano segnalato al “CONSIGLIO DEI CITTADINI”®. E poi in questo posto porta più voti aggiustare un marciapiede che un progetto a lungo termine per la salute pubblica. Insomma, la giunta così, alla fine, prende tempo, mescola le carte, butta un po’ di fumo in piazza e intanto in consiglio comunale fa la brace per l’arrosto.
Sì, però bisogna vedere se lo mangiano, perché anche in consiglio comunale i cittadini rompono i coglioni.
Eh…ma questo gli dà tempo: se si alzano troppo i toni si sospende la seduta e se i toni non si alzano allora si alza un consigliere di maggioranza, anche sempre il solito, che lancia un paio di provocazioni mirate e alla prima puntuale esternazione di dissenso…allora si alzano i toni e si sospende la seduta, e intanto le decisioni da prendere diventano urgenti e van prese di là.
Messa così me la sento nel culo…
Eh, un po’ sì, ma se fosse questo il problema…il problema è che ormai non si sa più immaginare, abbiamo perso la fantasia; o meglio, si è preferito relegarla all’ambito fantastico, ai giochi, al lato infante che potrebbe salvarci a patto che chi non ce l’ha capisca di non averlo… fantasie appunto.
Non si sa più immaginare una strada diversa da quella che si sta percorrendo. Non si sa più immaginare cose vere, perché se lo sapessimo fare, se si riuscisse a credere come veri gli assunti che la nostra immaginazione sa prefigurare, si troverebbero vie nuove per spiazzare il potere e ribaltarlo; non si riesce ad immaginare un reale obiettivo politico che possa prefigurare un mutamento profondo dello status quo nei rapporti tra industria e territorio, tra le politiche di palazzo e i cittadini, tra il disagio ed il sostegno, tra il potere e la gestione, tra l’arrosto e chi lo mangia…e allora intanto si protesta, anche contro il fumo della brace dell’arrosto, come fosse un allenamento per una partita che però non si giocherà, perché stando nei limiti e nelle regole scritte da chi il potere lo usa volentieri per suo piacere e comodo la storia si ripeterà sempre uguale; è per questo che la rappresentanza cade e il potere che ne deriverebbe invece no, perché il potere una visione unitaria, un obiettivo comune pratico e realizzabile ce l’ha ed è grosso e ben strutturato e può crearsi il tempo e il modo giusto per realizzarlo.
Eh… son bei discorsi, ma te un’idea così ce l’hai?
Candiddio se ce l’ho! E non ce l’ho solo io… è un’idea che viene da lontano eppure è nuova perché non s’è mai attuata qui, perché talmente lontana dall’idea di potere da spaventare profondamente chi il potere lo detiene, e anche chi lo subisce ma ormai è profondamente convinto che la cosa pubblica si possa gestire solo con un altro sistema di potere, più o meno autoritario, più o meno democratico…
E allora perché non lo fai?
Sì… se va bene siamo in cinque… il fatto è che mi pare che alla gente non interessi proprio, perché sembra troppo difficile, sembra un’utopia irrealizzabile, però fa comodo quando c’è da prendere dei calci nel culo, ancora meglio dopo che li abbiamo presi…e allora m’incazzo e mi viene lo sconforto, poi penso che forse allora noi che ce l’abbiamo, quest’idea, dobbiamo immaginarla ancora meglio e pratica: per farla comprendere, per poterla condividere, sviluppare, per mostrarla realizzabile a chi vaga sul mondo camminando e sbraitando col paraocchi di un’illusione democratica e chiederà l’ennesima delega in bianco o la voterà.
Non mi hai convinto… prendo un Campari.
Lo prenderò anch’io.
Io macchiato.
Anch’io.
Però ora stai zitto…
Nemmeno per sogno…