Centro della persona o suo esilio?

Cara “Sacra Famiglia”….Chi non vorrebbe mettere al centro le persone o rispettare gli “ospiti” della struttura ospedaliera? E’ sufficiente e magari con particolare enfasi, affermare cose importanti e sacre perché si realizzino veramente? Non sarebbe opportuno più che spendersi a parole, verificare concretamente in quale modo attuarle? Perché i nostri Rupa (Responsabili di reparto) non lo fanno? Quale irragionevole mandato hanno ricevuto dal Direttore Servizi Residenziali, dalla direzione, nonché dal “nostro presidente”? Che significato ha mettere al “centro la persona” quando non se ne chiarisce la natura? Se il valore di una persona non risiede in ciò che E’, ma in ciò che Ha, al centro non si mette una persona solo per il ricavo economico che dalla stessa si può trarre?

Ebbene, nel vedere ciò che da tempo sta accadendo nel nostro Istituto, non possiamo non dichiarare come la “Sacra Famiglia” nei fatti, non stia rispettando né gli “ospiti”, né tantomeno i lavoratori! La “Sacra Famiglia” sta risolvendo la crisi economica, che i suoi amministratori hanno creato, non solo come sempre sulle spalle degli operatori di base, ma soprattutto trattando questi ultimi come “oggetti”. Tutto ciò è violenza! Infatti, a quest’azienda non è bastato “inserire forzatamente l’ausiliariato”, ora per completare l’opera e in vista di passare dalle 36 alle 38 ore lavorative, che sente già in tasca, sta andando nei reparti già provati dalle numerosi mansioni, con i suoi “scaltri, scontrosi e amabili RUPA”, alla ricerca di manodopera per le assistenze domiciliari (Progetto Virgilio). Non le è bastato aumentare ulteriormente il carico di lavoro degli operatori o peggiorare agli “ospiti” l’assistenza… Adesso vuole di più la “golosa”, naturalmente il tutto in nome della crisi che sta attraversando. In particolar modo, l’Istituto “Sacra Famiglia” nel portare avanti e in maniera sistematica questa operazione (pianificata da tempo), affronta le difficoltà economiche colpendo il diritto d’esistere e la dignità di ogni persona, facendo così venir meno, quella che dovrebbe essere il postulato principe della sua “MISSION”.

Infine, tenendo presente come in data 24 Febbraio 2014, la gran parte della RSU abbia firmato una lettera di diffida e messa in mora per l’avvio della realizzazione del progetto aziendale ISF, denominato “RSA Aperta”, incontriamoci tutti nella prossima assemblea per far chiarezza sul servizio domiciliare arbitrariamente organizzato dall’azienda (non c’è stato confronto ed informazione sindacale) e discutere sulle 38 ore che l’amministrazione vuole imporci.

Lavoratori, non facciamoci prendere in giro, rivendichiamo i nostri diritti!

SANITA’ “SACRA FAMIGLIA” – Cesano Boscone (Milano)

(nota di e.m.) – L’Assemblea che si è successivamente tenuta si è pronunciata contro il tentativo dell’azienda di accorpare agli ausiliari anche la mansione di “lavapiatti”, ha criticato il progetto “RSA Aperta” che sottrae personale verso l’assistenza domiciliare, aumentando di conseguenza i carichi di lavoro all’interno dell’istituto ospedaliero, si è pronunciata contro il passaggio delle 36 ore del CCNL ARIS, dove risiede la maggior parte dei dipendenti, alle 38 ore del CCNL dell’UNEBA, dove sono collocati una minoranza di dipendenti e infine contro la deroga che permette alla azienda turnazioni con intervallo inferiore alle 11 ore tra un turno e l’altro, come stabilisce la normativa europea. Su tutto ciò è stato proclamato lo stato di agitazione.