Brevi dal mondo del lavoro

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Quello che segue è il contributo al seminario promosso dal CoNUP‭ (‬Coordinamento nazionale unitario pensionati di oggi e domani‭) ‬a Milano il‭ ‬24‭ ‬novembre‭ ‬2015‭ ‬sul tema:‭ “‬Anziani,‭ ‬lavoratori,‭ ‬donne,‭ ‬giovani:‭ ‬per un futuro,‭ ‬una vita,‭ ‬un lavoro,‭ ‬una pensione dignitosa‭”‬.

‬Un‭ ‬Progetto per una battaglia comune dei pensionati presenti e futuri

Come USI pensiamo utile costituire una propria associazione per la tutela degli interessi degli anziani,‭ ‬ legati alla propria specificità,‭ ‬ma che nel contempo si rapporti con le esigenze e gli interessi dell’intera società,‭ ‬a partire dai settori più deboli che necessitano di solidarietà.

Altresì riteniamo imprescindibile‭ ‬lanciare‭ ‬una grande ed importante battaglia che sappia riattivare le‭ ‬energie spesso non utilizzate e disperse nella vasta area del pensionariato che possono diventare un grande serbatoio di energia da mettere in gioco,‭ ‬vuoi per le esperienze accomulate,‭ ‬vuoi per maggiore disponibilità di tempo,‭ ‬purchè ci si riconosca in un progetto comune,‭ ‬il‭ ‬più allargato ed unitario possibile,‭ ‬legato ad obbiettivi che,‭ ‬oltre a difendere le condizioni della nostra specificità,‭ ‬continuamente sotto attacco,‭ ‬sappia agganciarsi alla progettualità di emancipazione dell’intera società,‭ ‬intrecciando rapporti con lavoratori e lavoratrici,‭ ‬coi‭ ‬ disoccupati e soprattutto con le giovani generazioni.‭ ‬Ma per rendere ciò efficace e possibile occorre identificare dei passaggi in cui si confrontano e si fondano interessi comuni.‭

Tracciamo qui di seguito alcuni dei principali obbiettivi rivendicativi che a nostro avviso dovrebbero orientare la nostra azione sindacale e sociale:

‭ ‬Contro il blocco delle pensioni

‭· ‬In questo momento siamo particolarmente impegnati alla rivendicazione del totale recupero di quanto è stato sottratto ai pensionati dal blocco imposto dal‭ ‬2012‭ ‬dalla legge Fornero,‭ ‬sulla cui illegittimità si è pronunciata la stessa Corte Costituzionale con sentenza n‭ ‬70/2015,‭ ‬contrastando nel contempo,‭ ‬la manovra messa in campo dal governo Renzi,‭ ‬tramite decreto trasformato in legge,‭ ‬con l’intento di restituire solo una minima parte del‭ “‬mal tolto‭”‬.
Questo deve essere un punto concreto ed irrinunciabile della nostra azione,‭ ‬perché se cediamo a questo attacco erosivo dei nostri redditi,‭ ‬frutto di contributi realmente versati,‭ ‬dobbiamo essere coscienti che il peggio deve ancora venire.‭ ‬Dobbiamo mobilitarci a‭ ‬360‭ ‬gradi su tutti i piani:‭ ‬dall’informazione capillare,‭ ‬alle mobilitazioni di protesta,‭ ‬all’utilizzo di cause legali nei tempi e nei modi in cui ci sarà possibile.‭ ‬Solo l’insieme di queste azioni,‭ ‬collegate fra loro,‭ ‬potrà‭ ‬dare dei buoni risultati.

Indicizzazione totale di pensioni e salari‭

· Le pensioni,‭ ‬in coerenza con i contributi effettivamente‭ ‬versati,‭ ‬debbono avere un regolare adeguamento al reale costo della vita.‭ ‬Su questo terreno dovremo lanciare una proposta semplice ed essenziale,‭ ‬fondata sull‭’ ‬unità concreta tra lavoratori dipendenti e pensionati,‭ ‬per il ripristino integrale della indicizzazione dei redditi,‭ ‬la‭ “‬scala mobile‭”‬,‭ ‬che ai dipendenti è stata tolta d’autorità e ai pensionati viene ridotta quando non addirittura bloccata come è accaduto.

‭ ‬Restituzione agli‭ “‬esodati‭” ‬dei diritti cancellati

‭· ‬Agli‭ “‬esodati‭” ‬debbono essere corrisposti pensioni adeguate,‭ ‬secondo le regole vigenti al momento in cui hanno cessato la loro attività lavorativa.‭ ‬La sorte toccata agli‭ “‬esodati‭” ‬è un vero e proprio tradimento dalle conseguenze disastrosamente inumane.‭ ‬Rimanere improvvisamente senza reddito,‭ ‬a causa di un atto delinquenziale compiuto ai livelli alti istituzionali,‭ ‬dove le regole sono state stravolte da un giorno all’altro,‭ ‬non è minimamente accettabile.‭ ‬Assolutamente vanno riconosciuti a tutti questi ex lavoratori e lavoratrici i diritti cancellati con un colpo di spugna,‭ ‬da parte di una classe politica che i propri‭ ‬privilegi acquisiti li difende a denti stretti.

‭ ‬Il ripristino del sistema retributivo alle future pensioni

· Deve essere ripristinato nel ricalcolo delle pensioni il metodo retributivo,‭ ‬oggi sostituito da quello contributivo che non garantisce pensioni adeguate alle future generazioni.‭ ‬Dobbiamo nel contempo contrastare con efficacia e durezza i tentativi,‭ ‬già in elaborazione,‭ ‬di un ricalcolo‭ ‬ dal retributivo al contributivo anche delle attuali pensioni‭;‬ tentativo‭ ‬che,‭ ‬dietro le false parole di equità e solidarietà,‭ ‬sono solo una rapina ai nostri‭ ‬diritti acquisiti,‭ ‬un modo per utilizzare le nostre pensioni come un bancomat per sanare le loro malefatte e mantenere i loro privilegi.
La lotta per il‭ ‬ripristino delle future pensioni,‭ ‬riportandole nel ricalcolo col metodo retributivo,‭ ‬è un’azione che ci unisce alle giovani generazioni che altrimenti,‭ ‬con il sistema contributivo vigente avranno pensioni da fame o costretti a costose assicurazioni integrative.

Adeguamento delle pensioni minime e d’invalidità

‭· ‬Le pensioni minime non possono essere al di sotto della soglia di povertà,‭ ‬questo vale anche e soprattutto per le pensioni di invalidità che attualmente sono a livelli bassissimi.‭ ‬Agli invalidi va comunque garantito un effettivo diritto al lavoro da parte delle aziende che,‭ ‬nella situazione attuale,‭ ‬riescono ad eludere le stesse norme di legge.

‭ ‬I contributi persi dagli immigrati

‭· ‬Gli immigrati che lavorano regolarmente in Italia e decidono di tornare al loro Paese d’origine,‭ ‬non avendo maturato i requisiti alla pensione‭ (‬raggiungimento del‭ ‬66°‭ ‬anno d’età e almeno‭ ‬20‭ ‬anni di contributi‭) ‬per la stragrande maggioranza‭ (‬circa‭ ‬200‭ ‬mila all’anno dati Inps‭) ‬perdono i contributi versati.‭ ‬Solo in quei Paesi che hanno accordi bilaterali con l’Italia,‭ ‬possono recuperare quanto versato se fanno le dovute richieste‭ (‬molti non lo sanno e vanno informati‭)‬.‭ ‬Questa situazione produce attualmente un‭ “‬tesoretto‭” ‬annuo di‭ ‬
3‭ ‬miliardi di euro‭ ‬che rimangono nelle casse dell’Inps.‭ ‬Ci sembra un‭’ ‬ingiustizia ai danni degli immigrati sulla quale occorre mobilitarsi per sanare.

‭ ‬Il necessario scorporo delle pensioni sociali

‭· ‬Le pensioni sociali sono un atto di opportuna e necessaria solidarietà verso chi non ha potuto versare i relativi contributi,‭ ‬ma non è giusto che tale costo sia addossato alle casse dell’Inps,‭ ‬perché tutto ciò viene usato per ridurre i diritti di chi ha regolarmente versato.‭ ‬Di questa opera di sostegno e solidarietà sociale è necessario che se ne faccia carico la fiscalità generale alla quale già contribuiamo abbondantemente.

‭ ‬Cancellazione della legge Fornero

‭· ‬E‭’ ‬necessario provvedere all’abbattimento della legge Fornero che ha allungato a dismisura gli anni di lavoro per il diritto alla pensione,‭ ‬penalizzando particolarmente le donne.‭ ‬Dobbiamo rivendicare una ulteriore riduzione di anni di lavoro necessari‭ ‬per il diritto alla pensione‭ ‬per quei lavoratori e quelle‭ ‬lavoratrici che svolgono mansioni particolarmente usuranti.‭ ‬Ridurre gli anni per il diritto alla pensione,‭ ‬assieme alla sempre più necessaria riduzione dell’orario di lavoro,‭ ‬è una battaglia che ci collega alla azione unitaria e solidale con le giovani generazioni che sempre maggiormente trovano difficoltà a trovare un posto di lavoro.

‭· ‬Abolizione di tiket sanitari per tutti,‭ ‬a partire dai pensionati che,‭ ‬per la loro età,‭
hanno particolari necessità di curarsi.

· Trasporti gratuiti per pensionati e disoccupati.

Per raggiungere tali obbiettivi è necessario un percorso unitario con tutti coloro che li condividono,‭ ‬attuando forme di lotta forti ed incisive a tutti i livelli.

E‭’ ‬per questo che nella fase attuale stiamo sperimentando un percorso comune con associazioni quali il‭ “‬coordinamento nazionale di pensionati di oggi e domani‭” (‬CoNUP‭) ‬che raggruppa pensionati e quanti oggi lottano per il diritto alla pensione adeguata per tutti,‭ ‬presente e future.

Soprattutto indichiamo nelle pratiche assembleari lo strumento principale per indicare obbiettivi comuni e forme di lotta da attuale.

Per L’Unione Sindacale Italiana‭ (‬USI‭ – ‬AIT‭)

Pensionati USI della Sede via Torricelli‭ ‬19‭ – ‬Milano
‭ ‬
I lavoratori non sono carne da macello‭ !!

La scrivente Organizzazione Sindacale si trova costretta a denunciare ancora una volta episodi che vanno a ledere la dignità dei lavoratori e dei cittadini stessi.‭ ‬Riteniamo inaccettabile e inqualificabile quanto avvenuto ad Empoli da‭ “‬professionisti‭” ‬dell’INAIL che dovrebbero invece lavorare con onestà e tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.‭ ‬L’INAIL,‭ ‬l’ente che dovrebbe sincerarsi dello stato di salute e dell’efficienza dei lavoratori,‭ ‬reintegra in maniera impietosa,‭ ‬fredda e brutale i lavoratori pur non essendo nelle loro piene facoltà fisiche dopo l’infortunio sul lavoro.‭ ‬Questo‭ ‬E‭’ ‬quanto avvenuto ad Empoli in questi giorni e che abbiamo denunciato pubblicamente.‭ ‬Siamo tuttavia‭ ‬a conoscenza di numerosissimi casi accertati rispetto‭ ‬episodi di questo tipo in ogni territorio.‭ ‬Casi talvolta molto pesanti e di una gravità inaudita.‭ ‬Oltre al danno la beffa‭ !! ‬L’INAIL‭ ‬che fa parte di quelle stesse istituzioni che hanno la funzione di tutela dei lavoratori si rivelano oggi nemiche degli stessi lavoratori,‭ ‬i quali vengono rispediti con sistemi arroganti a lavorare dopo essere stati ritenuti‭ “‬parzialmente abili”e senza considerare neppure la tipologia di lavoro che viene svolto mettendo a rischio la salute degli operatori e la sicurezza dei pazienti.‭ ‬Potete spiegarci cosa significa essere parzialmente abili al lavoro‭? ‬Potete spiegarci se secondo voi è‭’ ‬lecito reintegrare il lavoratore pur sapendo di mettere a rischio lui stesso e le persone con cui lavora ritenendolo parzialmente abile‭ ? ‬Potete spiegarci quale etica professionale può avere un medico che nonostante certifichi una diagnosi e sappia dell’esistenza di pareri medici discordanti documentati si arroga il diritto di‭ ‬decidere sulla salute altrui‭ ?

Il contenzioso tra una lavoratrice da noi tutelata e la vostra sede territoriale di Empoli è un caso emblematico.‭ ‬Ci sono voluti due presidi informativi,‭ ‬volantinaggi e denunce alla stampa locale‭ ‬per ottenere‭ ‬seppur in maniera parziale le prime‭ ‬ammissioni‭ ‬di colpe e responsabilità‭ ‬dell’INAIL stessa.‭

Come USI sanità continueremo ad agire con ogni mezzo a nostra disposizione per tutelare ogni lavoratore minato del suo diritto alla cura e della sua dignità.‭

Firenze‭ ‬28‭ ‬novembre‭ ‬2015

Per la segreteria nazionale USI‭ – ‬AIT sanità

Lusi Corrado