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Il futuro della società

petroleuse_1871“‬Non c’è più uno Stato,‭ ‬non c’è più un potere centrale superiore‭ (‬…‭) ‬c’è solo la forza collettiva risultante dalla federazione‭ (…) ‬i comuni godono della pienezza della loro indipendenza,‭ ‬c’è la vera ‭” ‬J.‭ ‬Guillaume

La oggi
La ricorrenza della Comune di Parigi è caduta quest’anno in un periodo in cui emerge la crescente sfiducia delle masse nell’ordinamento giuridico e nelle forme di legittimazione delle classi di governo.
Mentre si avvicinano le elezioni amministrative in importanti città,‭ ‬la paura maggiore per il ceto politico è rappresentato dal crescere dell’astensionismo.‭ ‬L’astensionismo segna una serie di novità nel panorama politico italiano:‭ ‬già da alcuni anni non esiste più una rappresentanza parlamentare che si richiami esplicitamente alle componenti legalitarie storiche del movimento operaio‭ (‬comunista o socialista‭); ‬secondo le ricerche di istituti specializzati,‭ ‬gli operai costituiscono la maggioranza degli astenuti,‭ ‬e l’astensionismo è l’opzione politica maggioritaria fra gli operai.‭ ‬Si tratta di un vero e proprio movimento di massa,‭ ‬con profonde radici di classe,‭ ‬che non riesce ancora ad esprimersi con una proposta alternativa al modello statale di organizzazione sociale.

I governi fonte della miseria e dello sterminio
D’altra parte il ceto politico e i governi dimostrano ogni giorno di più la loro estraneità e avversione nei confronti degli esclusi dal potere e dai benefici della società capitalistica,‭ ‬l’immensa massa sfruttati,‭ ‬del proletariato.‭ ‬Le politiche di austerità e di crescita dell’accumulazione,‭ ‬si traducono in un aumento dello sfruttamento della forza-lavoro,‭ ‬nella riduzione dei salari,‭ ‬nell’aumento della disoccupazione,‭ ‬in una parola miseria crescente per i ceti popolari.‭ ‬La repressione che colpisce chiunque si opponga ai piani delle istituzioni e delle classi dominanti,‭ ‬si trasforma nella militarizzazione della società ed arriva alla segregazione e allo sterminio nei confronti dei migranti.

Il congresso della Federazione
E‭’ ‬questo il quadro in cui la ha deciso di mettere all’ordine del giorno del prossimo congresso il progetto di trasformazione sociale,‭ ‬e in particolare le forme di organizzazione sociale antistatale.‭ ‬Quanto sta avvenendo oggi in Kurdistan dimostra l’utilità della riflessione e della proposta politica degli anarchici organizzati.‭ ‬Il movimento di liberazione del popolo curdo,‭ ‬che ha ispirazioni ideali lontane dalle nostre,‭ ‬cerca una soluzione alla situazione drammatica dei popoli della regione in forme organizzative lontane dall’idea dello Stato-nazione e che prevedono una forte partecipazione dal basso,‭ ‬e che possono aprire la strada ad un’evoluzione in senso libertario ed egualitario.‭ ‬La forza del modello anarchico di organizzazione sociale è dimostrata dal suo continuo riapparire,‭ ‬al di là della forza e della presenza del movimento anarchico,‭ ‬anche ad opera di settori sociali e politici molto lontani da noi.‭ ‬Esiste quindi una spinta sociale profonda verso l’anarchia,‭ ‬che si impone al di là delle volontà esplicite dei soggetti che se ne fanno portatori.‭ ‬Ecco l’importanza del dibattito nella Federazione:‭ ‬dare a questa spinta sociale profonda coscienza di sé,‭ ‬della propria forza e degli obiettivi concreti in cui esprimersi.

Un nuovo modello di organizzazione sociale
La Comune di Parigi ha rappresentato l’annuncio di un nuovo modello sociale.‭ ‬Oggi non ce ne occupiamo solo per commemorare quell’epopea proletaria,‭ ‬ce ne occupiamo soprattutto per trarne insegnamenti per il futuro.
Probabilmente ha ragione Errico Malatesta quando affermava,‭ ‬cinquant’anni dopo,‭ ‬che la Comune è più importante per quello che avrebbe potuto essere che per quello che è stato.‭ ‬Quello che ha stabilito,‭ ‬nonostante tutti gli sforzi dei filistei che dell’emancipazione della classe operaia si sono fatti scalino della propria ascesa parlamentare‭ (‬la lunga marcia dentro le istituzioni‭)‬,‭ ‬è che il proletariato può conquistare la propria liberazione solo sulle macerie dello Stato,‭ ‬e all’interno di un’organizzazione sociale basata sulle assemblee di base,‭ ‬sulla revocabilità dei delegati e sul mandato imperativo,‭ ‬oltre che sulla retribuzione delle funzioni,‭ ‬pari al salario medio di un operaio.‭ ‬Allo stesso tempo,‭ ‬la Comune provvide alla liquidazione degli organi repressivi e dell’esercito,‭ ‬sostituiti dal popolo in armi.‭ ‬Un altro punto importante fu la sostituzione della centralizzazione statale con il federalismo delle Comuni.
In un articolo precedente‭ (‬1903‭)‬,‭ ‬sempre Errico Malatesta aveva avanzato dubbi sulla Comune,‭ ‬che considerava pur sempre un governo,‭ ‬che non aveva fatto danni per il semplice fatto che era durato poco:‭ “‬Da lunghi anni la critica anarchica è passata sugli avvenimenti conosciuti col nome di Comune di Parigi e poco o nulla vi è rimasto del regime comunalista,‭ ‬come fu inteso a Parigi nel‭ ‬1871,‭ ‬che possa essere accettato e dato in esempio dagli anarchici‭”‬.‭ ‬Con il passare degli anni,‭ ‬all’interno dell’ italiano si è andata affermando una posizione più favorevole,‭ ‬anche per l’esperienza dei consigli e dei soviet che riprendono i Bologna del‭ ‬1920,‭ ‬approva due mozioni,‭ ‬una a favore dei Consigli di Fabbrica in periodo rivoluzionario,‭ ‬e una a favore dei Soviet come organismi di ricostruzione sociale,‭ ‬a patto che siano espressione genuina della volontà popolare,‭ ‬e non schemi astratti imposti da un partito particolare.‭ ‬Successivamente sarà la Federazione Anarchica Italiana,‭ ‬nel Congresso costitutivo del‭ ‬1945,‭ ‬a individuare nei Comitati‭ (‬in pratica i vecchi Consigli‭) ‬gli strumenti per la ricostruzione economica e sociale.‭ ‬L’esperienza della Comune riappare soprattutto nell’aspetto che aveva reso più sospettoso Malatesta,‭ ‬e cioè sul terreno della riorganizzazione della società nel suo complesso,‭ ‬e non solo della produzione delle distribuzione ad opera degli organismi dei lavoratori.‭ ‬Si tratta di un passaggio molto significativo,‭ ‬che fa sì che i modelli di ricostruzione sociale di tipo sindacale,‭ ‬che mettono al centro il ruolo dei produttori,‭ ‬non siano riusciti a coinvolgere la totalità dei militanti italiani.
Anche il meccanismo della delega,‭ ‬oggetto delle critiche di Malatesta,‭ ‬è diventato patrimonio comune del movimento anarchico,‭ ‬comune ai due tronconi che si separarono al Congresso di Carrara del‭ ‬1965.‭ ‬A questo proposito è interessante la posizione di Michele Damiani,‭ ‬esponente di spicco dei Gruppi di Iniziativa Anarchica,‭ ‬espressa in un articolo del‭ ‬1966:‭ “‬in una società organizzata anarchicamente nel Comune autonomo e federato agli altri comuni,‭ ‬noi anarchici saremo‭ ‘‬elettori ed eleggibili‭’”‬,‭ ‬e più sotto:‭ “‬…una cosa è‭ (…) ‬delegare ad altri la facoltà di fare leggi per imporle a tutti,‭ ‬servendosi della forza‭ (…)‬,‭ ‬ed altra cosa è‭ ‘‬delegare‭’ ‬incombenze,‭ ‬incarichi di lavoro:‭ ‬deleghe revocabili sempre e in qualsiasi momento‭”‬.
Ecco come l’esperienza della Comune è stata ripresa nel movimento anarchico.‭ ‬Questa esperienza,‭ ‬e il dibattito che ne è uscito ci forniscono strumenti per la costruzione di una società libertaria.