L’amara notte di Cisco Bonfante

uva

Pubblichiamo la poesia di un lettore scritta dopo l’assoluzione dei poliziotti che uccisero .(ndr)

Dunque, siete voi Cisco Bonfante?

Così c’è scritto nel documento che v’ho dato!

Siete forse un assassino…un brigante?

Si sbaglia commissario, son immacolato!

Giravo per le strade spensierato,

sol un bicchier di vino avevo bevuto,

cantavo, allegramente a perdifiato…

troncatomi il discorso –Siete voi che l’avete voluto.

Partirono le sberle ed i cazzotti,

i calci, giù, nei genitali,

ridevan, a crepapelle, i poliziotti,

pensai, questi mica son normali.

Poi, caddi a faccia bocconi sul pavimento,

e li, feroci, tre quattro manganelli,

colpivano il mio corpo come cento,

strappando via la carne ed i capelli.

Il sangue fuoriusciva a fiumara,

mi ruppero la testa e un dente,

pensai, per un attimo, che notte amara,

poi chiusi gli occhi e non sentii più niente.

Sol ora che son morto, lo intuisco,

quale fu la colpa, quale il reato,

in questo mondo triste, caro Cisco,

quella di cantar felice e spensierato.