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La polizia dichiara guerra ai poveri

bimba poliziaI di partecipano alla campagna elettorale presentando un “patto per la sicurezza” ai candidati sindaco.
Lunedì hanno indetto una fiaccolata per la sicurezza da piazza Crispi al Comune.

Il loro programma per rendere più sicura?
Sgomberare campi rom e case occupate (tranne quelle fasciste per soli italiani).
Limitare i diritti dei rifugiati, cacciare baraccati e mendicanti.
Chiedono la riapertura dei bordelli e l’allontanamento delle prostitute dalle strade, la chiusura dei mercati abusivi, la deportazione dei senza documenti. Chiedono più poliziotti e più secondini.
La loro “sicurezza” puzza di razzismo, di violenza contro gli immigrati poveri, contro chi per vivere ricicla i rifiuti e vende in un mercato spontaneo.

Nelle nostre periferie c’è chi lavora troppo per molto poco e chi non lavora affatto. Il lavoro è sempre più pericoloso, malpagato, precario.

La tutela della salute, la cura degli anziani, le tutele per i disabili sono riservate a chi può pagare. Per gli altri, i più, l’aspettativa di vita è diminuita, la prevenzione è un miraggio.

A Torino ci sono case vuote e gente in strada.

Scuole, trasporti pubblici, ospedali offrono sempre meno servizi a caro prezzo.

In questi anni di crisi i ricchi sono diventati più ricchi, i poveri sempre più poveri.
L’affermarsi violento di una democrazia autoritaria è il necessario corollario a politiche di demolizione di ogni forma di tutela sociale.
Le truppe tricolori sono in guerra nel Mediterraneo e nei quartieri popolari delle nostre città.

Fascisti, leghisti e comitati spontanei soffiano sul fuoco cercando di far esplodere la guerra tra poveri, puntando il dito contro gli immigrati africani, magrebini, cinesi, rumeni, peruviani che vivono a Torino.

Occupare le case vuote, praticare la solidarietà con i senza documenti e i baraccati, costruire esperienze di autogestione e mutuo appoggio, battersi contro la militarizzazione dei quartieri cambia la vita di tutti e disinnesca la propaganda di chi vuole che i poveri si facciano la guerra, per poterli meglio controllare ed opprimere.

I sindacati di polizia non vogliono la sicurezza, ma cercano di imporre una gestione violenta del territorio, per bloccare ogni insorgenza sociale.

Anche noi vogliamo vivere sicuri.
Senza polizia che arresta e deporta uomini e donne colpevoli di essere poveri e nati altrove.

Senza polizia che picchia e gasa chi si oppone allo sfruttamento, agli sfratti, alla devastazione del territorio.
Senza poliziotti e secondini che pestano e torturano nelle strade, nelle caserme e nelle carceri.

Gli uomini in divisa difendono i ricchi, i potenti, i governanti, non certo la gente delle periferie che fatica ad arrivare a fine mese.

La polizia difende il governo e i padroni.
Il governo e i padroni ci hanno rubato il futuro e reso intollerabile il presente. Un presente fatto di tagli alla sanità, alla scuola, ai trasporti pubblici, alle pensioni, ai salari.

Sicurezza è una casa dove vivere

Sicurezza è non morire di lavoro

Sicurezza sono le cure quando siamo malati

Sicurezza è quando uomini e donne non sono più merce a poco prezzo

Sicurezza è un mondo senza sfruttati e senza sfruttatori

Sicurezza è un mondo senza frontiere, filo spinato, prigioni e polizia

tratto da anarresinfo.noblogs.org