camillo berneri

Berneri e la rivoluzione in Spagna

camillo berneri

Il‭ ‬19‭ ‬luglio di‭ ‬80‭ ‬anni fa,‭ ‬gli operai e i contadini spagnoli,‭ ‬con le armi in pugno,‭ ‬dopo aver salvato la repubblica spagnola dal‭ ‬putsch militare franchista,‭ ‬si lanciarono ben oltre,‭ ‬alla ricerca di un mondo nuovo senza sfruttati‭ ‬né sfruttatori.‭ ‬In Catalogna,‭ ‬in Aragona e nel Levante,‭ ‬guidati dalle forze anarchiche e anarcosindacaliste,‭ ‬essi si impadronirono dei mezzi di produzione e di scambio,‭ ‬costruendo l’intelaiatura di una possibile società comunista libertaria.

I lavoratori,‭ ‬organizzati in milizie popolari dai sindacati ‭ (‬anarco-sindacalista‭) ‬e UGT‭ (‬socialista‭)‬,‭ ‬combatterono contro un esercito assai meglio armato e appoggiato dall’Italia di Mussolini e dalla Germania di Hitler.‭ ‬Nessun aiuto arrivò alle forze progressiste dalle democrazie francese e inglese,‭ ‬mentre la Russia di Stalin inviò aiuti con il contagocce,‭ ‬in ritardo,‭ ‬facendosele pagare a peso d’oro e li fece arrivare solo a quelle forze che si ponevano a difesa della proprietà capitalista e della democrazia borghese.‭

Il sogno di una società liberata fu stritolato tra le maglie d’acciaio della guerra.‭ ‬Ben presto arrivarono i compromessi:‭ ‬il ricatto delle armi che mancavano,‭ ‬spinse i dirigenti anarcosindacalisti a entrare prima nel governo catalano,‭ ‬poi in quello nazionale spagnolo.‭ ‬La partita si fece sempre più complicata,‭ ‬la dirigenza anarchica sembrò smarrire sé stessa e le proprie ragioni,‭ ‬mentre l’arroganza totalitaria dei‭ “‬consiglieri‭” ‬russi la fece sempre più da padrona.‭ ‬La breve estate dell’anarchia,‭ ‬prima ancora che dal fascismo,‭ ‬fu soppressa dalla coalizione democratico-stalinista che ebbe nel PSUC‭ (‬il partito stalinista catalano‭) ‬il suo Noske spagnolo.‭(‬1‭)

Durante le giornate di maggio del‭ ’‬37‭ ‬a Barcellona,‭ ‬quando le forze della controrivoluzione stalinista sferrarono l’attacco alla rivoluzione libertaria,‭ ‬si giocò sulle barricate la battaglia decisiva:‭ ‬CNT,‭ ‬ e‭ ‬POUM‭ (‬comunisti di sinistra‭) ‬da una parte‭; ‬stalinisti,‭ ‬repubblicani e catalanisti dall’altra.‭ ‬I secondi vinsero per l’appoggio pesante della Russia,‭ ‬ma anche per le incertezze e per gli evidenti limiti politici del movimento libertario spagnolo.‭ ‬Così,‭ ‬nella notte tra il‭ ‬5‭ ‬e il‭ ‬6‭ ‬maggio,‭ ‬Camillo ed il suo amico Ciccio Barbieri furono assassinati a freddo da sicari stalinisti,‭ ‬andandosi ad aggiungere alle‭ ‬500‭ ‬vittime di quelle giornate.

La rivoluzione spagnola rappresentò uno spartiacque nella storia mondiale:‭ ‬il nazi-fascismo una volta vinta la guerra sociale in ,‭ ‬scatenò la Seconda Guerra Mondiale,‭ ‬mentre per l’anarchismo internazionale dopo quella sconfitta niente fu come prima:‭ ‬solo con il‭ ’‬68‭ ‬prima e poi con i più recenti i movimenti internazionali l’ipotesi libertaria ha ricominciato una sua nuova vita.

La figura di Berneri in questo contesto è decisiva e simbolica allo stesso tempo:‭ ‬decisiva per il ruolo critico che egli ebbe in quelle tormentate e drammatiche vicende spagnole‭; ‬simbolica perché la soppressione fisica della sua limpida intelligenza ha coinciso con il temporaneo declino di una storia lunga e gloriosa.

Nel secondo dopoguerra la figura di Berneri in generale ed il suo specifico agire e pensare in Spagna furono modellati in funzione di una neo-ortodossia anarchica priva di orizzonti politici.‭ ‬La personalità di Berneri fu accuratamente selezionata disegnando linee dritte dove in realtà vi erano curve e contro-curve,‭ ‬contraddizioni rilevanti‭ ‬e non pochi punti controversi.

Dopo la caduta del Muro di Berlino,‭ ‬quando‭ ‬l’anarchismo è tornato all’attenzione di un vasto pubblico,‭ ‬anche la figura di Berneri è tornata alla ribalta ed è stata oggetto di un rinnovato interesse storiografico.‭ ‬È andato affermandosi negli anni un variegato‭ ‬milieu intellettuale,‭ ‬che ha tentato in vario modo di ridisegnare la figura di Berneri,‭ ‬conducendolo passo,‭ ‬passo,‭ ‬dalla sua militanza anarchica rivoluzionaria,‭ ‬fino al profilo di un uomo‭ “‬fuori campo‭”‬,‭ ‬di‭ “‬un intellettuale di confine‭”‬,‭ ‬di una tormentata intelligenza,‭ ‬svolazzante tra un anarchismo liberale,‭ ‬un liberal-socialismo ed un qualcosa di indefinito,‭ ‬tendenzialmente fuori da una rigida logica di appartenenza,‭ ‬oppure alla ricerca di un partito che non è mai riuscito a nascere.

Non c’è dubbio che il percorso intellettuale di Camillo Berneri è stato un percorso ricchissimo,‭ ‬affascinante,‭ ‬contraddittorio,‭ ‬contorto e controverso:‭ ‬un uomo che riesce a‭ ‬subire le suggestioni del marxista Angelo e del riformista‭ ‬Prampolini,‭ ‬dei classici anarchici Malatesta e Kropotkin,‭ ‬ma anche di un Salvemini,‭ ‬di un Gobetti,‭ ‬di un‭ ‬De Viti De Marco,‭ ‬di tutta la scuola liberista italiana‭ (‬da cui la discutibile convergenza da lui ad un certo punto teorizzata tra collettivismo e liberismo‭)‬.‭

Un uomo il”nostro‭” ‬in cui troviamo il miglior Bakunin,‭ ‬il miglior Marx,‭ ‬e in controluce Gramsci,‭ ‬ma in cui troviamo anche il Proudhon più arcaico,‭ ‬da cui deriva,‭ ‬in parte,‭ ‬l’orrenda posizione berneriana sulla questione femminile.‭ ‬D’altra parte una notevole forza ha in lui il retroterra risorgimentale del Mazzini,‭ ‬del Cattaneo,‭ ‬del Ferrari e,‭ ‬se poi andiamo spaziando,‭ ‬troviamo il solido anarchismo nordico di Rudolf Rocker,‭ ‬il marxismo anti-determinista del sindacalista rivoluzionario Enrico Leone.‭ ‬Scavando ancora,‭ ‬ma nemmeno tanto,‭ ‬troviamo la sua passione per la democrazia radicale dei rivoluzionari francesi dell‭’‬89‭ ‬e per la tolleranza liberale di Voltaire.‭ ‬Troviamo la viva simpatia politica per il conciliarismo operaio e per Rosa Luxemburg,‭(‬2‭) ‬ma anche la più totale avversione al determinismo marxista da cui era pervasa la comunista polacca.‭ ‬Andando in filosofia troviamo certamente Kant,‭ ‬il matematico-filosofo convenzionalista‭ ‬Poincarè e quindi Einstein,‭ ‬l’ex prete Ardigò.‭ ‬Per non dire di certe simpatie evangeliche e tanto altro ancora‭!

Detto tutto ciò,‭ ‬però,‭ ‬questo intellettuale geniale e contorto,‭ ‬eclettico e problematico,‭ ‬entusiasmante e censurabile,‭ ‬concreto e sognatore,‭ ‬fu essenzialmente e innanzitutto un militante anarchico di prima fila.‭ ‬Uno che quando pensava che bisognasse attentare alla vita degli uomini del fascismo non faceva l’intellettuale,‭ ‬ci provava in prima persona,‭ ‬magari con‭ ‬risultati non proprio brillanti.‭(‬3‭) ‬Berneri fu l’anarchico più espulso d’Europa,‭ ‬non perché era un intellettuale,‭ ‬ma perché era un organizzatore instancabile,‭ ‬pronto all’estremo sacrificio.

Berneri riuscì nella difficilissima impresa di coagulare il disperso anarchismo italiano dell’esilio e riunirlo nell’importantissimo convegno di Sartrouville dell’ottobre‭ ’‬35.‭(‬4‭) ‬Fu anche colui che guidò gli anarchici ad una ponderata alleanza con Giustizia e Libertà,‭ ‬fino alla formazione,‭ ‬nell’agosto del‭ ’‬36,‭ ‬della‭ ‬Prima‭ ‬Colonna Italiana di combattenti antifascisti in Spagna.

Era sordo e malaticcio,‭ ‬ma volle lo stesso combattere al fronte aragonese,‭ ‬partecipando con coraggio alla gloriosa battaglia di Monte Pelato.‭ ‬Fino a che i suoi compagni amorevolmente lo‭ “‬cacciarono‭”‬,‭ ‬inviandolo a Barcellona dove era assai più utile con la sua opera di direzione politica e fu lui che denunciò,‭ ‬senza timore della morte,‭ ‬i crimini di Stalin che in quel momento stava compiendo:‭ ‬trucidare quegli stessi gerarchi bolscevichi,‭ ‬che a loro volta avevano avuto le mani sporche di sangue di altri rivoluzionari.‭ ‬Fu ancora lui che difese senza sé e senza ma,‭ ‬il piccolo partito comunista di sinistra‭ (‬Il POUM‭)‬,‭ ‬dagli efferati attacchi moscoviti,‭ ‬rivendicando l’alleanza degli anarchici con quel partito.

A questo punto,‭ ‬quasi un secolo dopo,‭ ‬su cosa avrebbe fatto Berneri,‭ ‬se non fosse stato ammazzato in Spagna,‭ ‬se ne possono dire o lasciar intendere quante ne vogliamo,‭ ‬tanto i morti non resuscitano e il tempo non torna indietro.‭ ‬Ma poiché alla vita più che la morte non si‭ ‬può chiedere è evidente che la vicenda‭ ‬spagnola rimarrà per sempre l’ultima pellicola sulla vita di Camillo Berneri,‭ ‬una pellicola su cui si‭ ‬concentrano non poche ambiguità e trascuratezze.‭

Sulla scia dell’ondata culturale seguita al crollo dei regimi‭ “‬feudal-comunisti‭” ‬dell’est europeo,‭ ‬piace a molti collocare Berneri tra le vittime del comunismo.‭ ‬In effetti i fatti hanno la testa dura:‭ ‬a ucciderlo materialmente furono uomini che si dichiaravano comunisti agli ordini di un partito che si considerava comunista.‭ ‬Ma d’altra parte lui in Spagna non fu avversario del comunismo,‭ ‬se per comunismo si intende un sistema egualitario di riorganizzazione della vita economica e sociale.‭ ‬La realtà è l’esatto contrario.‭

Gli stalinisti in Spagna,‭ ‬cioè gli assassini di Berneri,‭ ‬erano alleati con i repubblicani e con i catalanisti ed erano violentemente contrari alla collettivizzazione di fabbriche,‭ ‬terre e servizi.‭ ‬Anzi,‭ ‬quando dopo le giornate di maggio‭ ’‬37‭ ‬essi presero il sopravvento sugli anarchici e sul POUM,‭ ‬si premurarono subito di restituire ai vecchi proprietari molte delle terre aragonesi che erano state espropriate e collettivizzate dai contadini.‭ ‬Berneri come gli altri anarchici era invece decisamente schierato per la collettivizzazione delle fabbriche,‭ ‬delle terre e dei servizi.‭

Certo lui era un tattico e raccomandava cautela verso la piccola proprietà,‭ ‬in rapporto alle esigenze della guerra da cui non si poteva prescindere.‭ ‬Ma la direzione di marcia da lui invocata era inequivocabile.‭ ‬“Per noi la lotta è intavolata fra il fascismo e il comunismo libertario‭” ‬disse in un’intervista.‭ ‬E in un articolo su‭ “‬Guerra di Classe‭” ‬denunciava:‭ ‬“Il comitato esecutivo‭ ‬del‭ ‬Partito Comunista Spagnolo ha dichiarato recentemente che nella lotta attuale,‭ ‬egli si propone la difesa della democrazia e la salvaguardia della proprietà privata.‭ ‬Vi è nell’aria puzzo di Noske‭”‬.‭ ‬Passarono neanche cinque mesi da quel momento,‭ ‬perché i Noske spagnoli entrassero in azione e facessero di Camillo Berneri il Rosa Luxemburg della rivoluzione spagnola.‭

Ma per chi avesse dubbi su come Berneri si prefigurasse il progresso sociale della Spagna,‭ ‬si rilegga questo passaggio de‭ “‬Il massacro degli intellettuali‭”‬:‭ ‬“In un paese in cui l’analfabetismo impaluda ancora il livello culturale del sessanta per cento del proletariato rurale,‭ ‬soltanto il socialismo può fondare scuole in ogni villaggio‭ (…)‬.‭ ‬In un paese in cui l’industrialismo è ai primi passi,‭ ‬la cultura tecnica non può essere sviluppata rapidamente che a una sola condizione:‭ ‬che tutta la vita economica acquisti un ritmo accelerato,‭ ‬un ampio respiro,‭ ‬una modernizzazione di piani e di unità di sviluppo,‭ ‬condizione codesta che soltanto un economia collettivista può determinare‭”‬.‭ ‬Che strano liberale‭!

Strettamente connessa alla questione del comunismo è quella dell’umanesimo e del classismo nell’anarchismo.‭ ‬È antico di alcuni decenni il tentativo di‭ ‬descrivere Berneri come colui che avrebbe tentato di traghettare l’anarchismo‭ ‬fuori dal recinto del movimento operaio e socialista,‭ ‬verso un‭ ‬approdo aclassista,‭ ‬interclassista e astrattamente universalistico.‭ ‬Su questa strada il milieu neo-berneriano‭ “‬da destra‭” ‬è costretto a scontrarsi subito con una questione nominale:‭ ‬Berneri in Spagna,‭ ‬cioè nell’ultimo capitolo della sua vita,‭ ‬diresse un giornale che si chiamava per l’appunto‭ ‬“Guerra di Classe‭”‬.‭ ‬Con grande nonchalanche qualcuno è arrivato a scrivere che questo è un fatto irrilevante,‭ ‬puramente formale perché ormai Berneri sarebbe stato orientato idealmente in tutt’altra direzione.‭ ‬Leggiamo quindi l’editoriale da lui scritto,‭ ‬con cui comincia la pubblicazione di‭ ‬ “Guerra di Classe‭”‬ a Barcellona‭ ‬il‭ ‬9‭ ‬ottobre‭ ‬del‭ ’‬36.‭ ‬“’Guerra di Classe‭’ ‬è titolo d’attualità,‭ ‬da millenni.‭ ‬E lo rimarrà per molti secoli ancora.‭ ‬Guerra di classe è quella in cui siamo immersi qui,‭ ‬dove‭ “‬viviamo‭” ‬e la riconosciamo e l’affermiamo come tale.‭ ‬Guerra civile e rivoluzione sociale non sono in Spagna che due aspetti di una realtà unica:‭ ‬Un paese in marcia verso un nuovo ordine politico ed economico che,‭ ‬senza dittature e contro lo spirito dittatoriale costruirà le premesse e le condizioni di sviluppo del collettivismo libertario.‭”‬

Berneri non contrappose mai la dimensione umanistica a quella classista dell’anarchismo:‭ ‬al contrario,‭ ‬dette ad ognuna il posto che le spettava.‭ ‬In una polemica con i bordighisti,‭ ‬Berneri scrisse che‭ ‬“l’anarchismo è classista per‭ ‬contingenza storica e umanista per essenza filosofica.‭”‬.‭(‬5‭) ‬In uno dei suoi classici scrisse poi:‭ ‬“Il rivoluzionario umanista è consapevole della funzione evolutiva del proletariato,‭ ‬è con il proletariato perché essa è classe oppressa,‭ ‬sfruttata,‭ ‬avvilita ma non cade nell’ingenuità populista di attribuire al proletariato tutte le virtù,‭ ‬e alla borghesia tutti i vizi e la stessa borghesia comprende nel suo sogno di umana emancipazione.‭ ‬Pietro Kropotkin diceva:‭ ‬‘Lavorando ad abolire la divisione tra padroni e schiavi,‭ ‬noi lavoriamo alla felicità degli uni e degli altri,‭ ‬alla felicità dell’umanità‭’ (‬…) l’anarchismo si è affermato nettamente e costantemente in ogni paese come corrente socialista e come movimento proletario.‭ ‬Ma l’umanesimo si è affermato nell’anarchismo come preoccupazione individualista di garantire lo sviluppo delle personalità e come comprensione,‭ ‬nel sogno di emancipazione sociale di tutte le classi,‭ ‬di tutti i ceti,‭ ‬ossia di tutta l’umanità.‭ ‬Tutti gli uomini hanno bisogno di essere redenti da altri e da sé stessi.‭ ‬Il proletariato è stato,‭ ‬è,‭ ‬e sarà più che mai il fattore storico‭ ‬di questa universale emancipazione‭”‬ (il grassetto è mio‭)‬.

Per quanto la prosa berneriana sia piacevolissima da leggere,‭ ‬siamo‭ ‬praticamente alla‭ “‬scoperta dell’acqua calda‭” ‬dell’anarchismo:‭ ‬distinzione‭ ‬e connessione tra aspirazione etica e necessità storica.‭ ‬Evidentemente però‭ “‬l’acqua calda‭” ‬era allora e per molti è ancora un concetto difficile da comprendere.‭ ‬Quando si cerca di disegnare un Berneri che vira verso la dimensione universalistica dell’anarchismo,‭ ‬bisognerebbe ricordarsi che se c’è un punto fermo nella personalità di Berneri è proprio quello di essersi battuto strenuamente e costantemente per un anarchismo che fosse‭ ‬“un grande fattore di storia‭”‬.

Ma riguardo al Berneri spagnolo vi è un altro aspetto politico estremamente significativo che si tende,‭ ‬non a caso,‭ ‬a trascurare.‭ ‬Stiamo parlando dell’indicazione che Berneri dette‭ ‬all’allargamento del conflitto spagnolo verso il mondo arabo delle colonie francesi,‭ ‬inglesi‭ ‬e spagnole.‭ ‬Con quell’indicazione il‭ “‬nostro‭” ‬puntava esplicitamente ad allentare quel cappio oppressivo che fascismi democrazie e stalinismo stavano stringendo attorno al collo della rivoluzione spagnola.‭ ‬Berneri era ben cosciente che la vittoria della rivoluzione,‭ ‬se mai fosse stata possibile,‭ ‬si sarebbe dovuta vincere sul piano internazionale,‭ ‬ma d’altra parte aveva poca fiducia nelle capacità insurrezionali del proletariato francese su cui alcuni ponevano delle speranze.‭ ‬Allora che fare‭?

Già il‭ ‬24‭ ‬ottobre‭ ‘‬36‭ ‬scriveva:‭ ‬“La base di operazioni dell’armata fascista è il Marocco.‭ ‬Occorre intensificare la propaganda a favore dell’autonomia marocchina su tutto il settore dell’influenza pan-islamica.‭ ‬Occorre imporre a Madrid dichiarazioni inequivocabili di abbandono del Marocco e di protezione dell’autonomia marocchina.‭ ‬La Francia vede con preoccupazione la possibilità di ripercussioni insurrezionali nell’Africa settentrionale e nella Siria,‭ ‬e l‭’ ‬Inghilterra vede rafforzare le agitazioni autonomistiche egiziane e degli arabi di Palestina.‭ ‬Occorre sfruttare tali preoccupazioni‭ ‬,‭ ‬con un politica che minacci di scatenare la rivolta del mondo islamico.‭ ‬Per una tal politica occorre denaro ed urge mandare emissari,‭ ‬agitatori ed organizzatori in tutti i centri dell’emigrazione araba‭ (…)” ‬Queste cose continuò a dire fino a che non fu ammazzato.

Si,‭ ‬in qualche modo si può dire che Berneri aveva intuito,‭ ‬molto in anticipo,‭ ‬l’emergere di una questione araba e in particolare di una questione palestinese.‭ ‬Quello stesso intellettuale anarchico che scrisse bellissime pagine contro l’antisemitismo ne‭ “‬L’ebreo antisemita‭”‬,‭ ‬fu anche colui che,‭ ‬in un pionieristico e dimenticato articolo del novembre del‭ ’‬29,‭ “‬La Palestina insanguinata‭”‬,‭(‬6‭) ‬scrisse senza mezzi termini:‭ “‬Da che parte è la ragione‭? ‬È da parte degli arabi‭”‬.‭ ‬L’articolo commentava i gravissimi e sanguinosi scontri che si stavano registrando in quel momento tra coloni ebrei e popolani palestinesi.‭ ‬Berneri denunciò gli effetti disastrosi della famosa Dichiarazione di Balfour per una patria ebraica in Palestina‭(‬7‭) ‬e la colonizzazione finanziata dai capitali inglesi,‭ ‬sviluppatasi dopo la spartizione a tavolino del medio oriente operata dalle potenze vincitrici della Prima Guerra Mondiale.‭ ‬Questa colonizzazione ebraica della palestina,‭ ‬finanziata dal capitalismo inglese si era sovrapposta e anzi sostituita alla innocua migrazione dei profughi ebrei in Palestina che pacificamente era in corso da vari decenni,‭ ‬senza dar luogo a particolari conflitti.

Del resto Berneri fin dal‭ ‬1921‭ ‬aveva avuto un’attenzione particolare alle lotte anti-coloniali e ne aveva studiato le possibili connessioni con le lotte rivoluzionarie del proletariato.‭ ‬Non fu dunque un caso che in Spagna abbia prontamente individuato nelle agitazioni del mondo arabo,‭ ‬una delle leve su cui avrebbe potuto agire la rivoluzione spagnola.

Altro che‭ “‬intellettuale di confine‭”‬.‭ ‬Camillo Berneri fu soprattutto un combattente rivoluzionario.‭ ‬Fu un uomo tormentato e contraddittorio,‭ ‬ma che sapeva sempre dov’era il suo posto di battaglia.‭ ‬Fu un blasfemo,‭ ‬un eretico dell’anarchia e a volte fu anche saccente,‭ ‬presuntuoso e antipatico.‭ ‬Ma fu un uomo che quando il destino lo ha chiamato ha saputo usare tanto‭ “‬la penna‭” ‬quanto‭ “‬il revolver‭” ‬per difendere la Spagna rivoluzionaria,‭ ‬il comunismo libertario,‭ ‬il futuro dell’anarchia.‭ ‬Lo commemoreremo tra un anno in Via Volta‭ ‬13‭ ‬a Firenze dove abitò in gioventù.

(1) Gustav Noske‭ (‬1868-1946‭)‬.‭ ‬Dopo aver fatto parte del movimento sindacale si iscrive al partito socialdemocratico tedesco‭ (‬SPD‭)‬ e nel‭ ‬1906‭ ‬viene eletto in‭ ‬Parlamento.‭ ‬Dopo la rivoluzione democratico-socialista del novembre‭ ‬1918‭ ‬con cui termina la Prima Guerra Mondiale,‭ ‬Noske diventa‭ ‬Ministro della Difesa del governo socialdemocratico e‭ ‬non esita a incoraggiare l’azione di gruppi paramilitari ultranazionalisti‭ (‬in particolare i‭ ‬Freikorps‭) ‬per contrastare il diffondersi le tendenze rivoluzionarie e consiliariste nella Repubblica di Weimar.‭ ‬Noske sarà il diretto responsabile della sanguinosa repressione dei moti spartachisti del gennaio‭ ‬1919‭ ‬e del barbaro assassinio di Rosa Luxemburg e Karl Liebnecht.

(2) Vedi BERNERI,‭ ‬Camillo,‭ ‬“El sovietismo en la revoltion alemana‭”‬,‭ ‬in‭ ‬Tiempos Nuevos‭ (‬Barcellona‭)‬,‭ ‬n.‭ ‬6,‭ ‬5/9/1934‭; ‬vedi l’inedito pubblicato con il titolo‭ ‬“Sullo stato proletario‭” ‬in BERNERI,‭ ‬Camillo,‭ “‬Anarchia e società aperta.‭ ‬Scritti editi e inediti a cura di Pietro Adamo‭”‬,‭ ‬Milano,‭ ‬M&BPublishing srl‭ ‬2001.

(3) Nel‭ ‬1929‭ ‬Berneri varcò la frontiera tra la Francia e il Belgio con la precisa intenzione di andare a Bruxelles alla Società delle Nazioni ed attentare alla vita di Alfredo Rocco,‭ ‬ministro fascista,‭ ‬padre del famoso codice Rocco,‭ ‬tutt’ora in vigore.‭ ‬In realtà appena varcato il confine fu arrestato perché tradito da un infiltrato di nome Menapace.

(4) Vedi AA.‭ ‬VV.,‭ “‬Il Convegno d’intesa degli Anarchici italiani emigrati in Europa‭ (‬Francia-Belgio-Svizzera‭)‬.‭ ‬Ottobre‭ ‬1935‭”‬,‭ ‬Nuova edizione a cura dell’Archivio Famiglia Berneri,‭ ‬Pistoia‭ ‬1980.‭ ‬Il convegno fu molto influenzato dalle idee di Berneri.

(5) Vedi non firmato‭ ‬“Arzigogoli‭” ‬in‭ ‬L’Adunata dei Refrattari‭ (‬New York‭)‬,‭ ‬26/10/1935.

(6) Vedi BERNERI,‭ ‬Camillo,‭ ‬“La Palestina insanguinata‭”‬,‭ ‬in‭ ‬Vogliamo‭ (‬Biasca-Annemasse-Lugano‭)‬,‭ ‬anno I,‭ ‬n.‭ ‬4,‭ ‬novembre‭ ‬1929,‭ ‬oggi in‭ ‬Kronstadt‭ ‬Foglio Anarchico e Libertario del gruppo Kronstadt Toscano,‭ ‬novembre‭ ‬2014.

(7) L’Inghilterra occupa la Palestina nel‭ ‬1917‭ ‬ed ed impone il suo protettorato.‭ ‬Con la dichiarazione di Balfour,‭ ‬ministro degli esteri britannico,‭ ‬l’Inghilterra comincia a sostenere e finanziare la colonizzazione sionista.‭ ‬Quella che era stata fin dagli anni‭ ’‬80‭ ‬dell‭’‬800,‭ ‬una migrazione spontanea e pacifica di alcune migliaia di ebrei disperati che fuggivano‭ ‬dai pogrom di Russia e di Polonia,‭ ‬si trasforma grazie all’imperialismo inglese,‭ ‬in una tragedia che ancora oggi è ben lungi dal terminare.