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Solidarietà ai processati per la protesta alla sede del Pd contro lo sgombero di Casa de Nialtri!

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LA E’ DI CHI L’ABITA

Questa storia comincia nell’autunno del 2013 quando diversi attivisti solidali si mobilitano per difendere alcune famiglie dalla minaccia di sfratto incombente su di loro. Per tali sfratti sono uno schiaffo, un segno tangibile della crisi montante che divora vite e dignità sottraendo soldi e risorse alle classi medio-basse.

Viene organizzata una prima assemblea cittadina per il diritto alla casa ove partecipano alcuni senzatetto, i quali informano sulla propria condizione e del fatto, ahimè, di non essere gli unici; alla seconda assemblea la partecipazione è sorprendente: decine e decine i senza tetto!

L’EX SCUOLA LIBERATA

Si passa all’azione: l’ex scuola Regina Margherita, da anni abbandonata al degrado, viene liberata da incuria, rifiuti e siringhe per dar vita all’esperienza di Casa de Nialtri. Almeno 60, tra anconetani, italiani e migranti trovano un rifugio, non certo una casa vera, ma almeno possono trascorrere l’inverno sotto un tetto, dove poter dormire, lavarsi, cucinare e stare insieme. La risposta della città è immediata e bellissima: singoli, famiglie, parrocchie, associazioni fanno a gara per contribuire alle necessità più stringenti; abitanti del quartiere partecipano a feste ed assemblee dicendosi meno soli; agenti dei carabinieri riconoscono che la zona è più sicura di prima e nessun reato è stato registrato. Abitanti, attivisti e solidali vari -tra i quali una forte presenza di militanti del Gruppo Anarchico Malatesta e degli anarcosindacalisti dell’USI- cercano di rompere la radicata logica dell’assistenzialismo, sviluppando e sperimentando forme di autogestione ed autodeterminazione; nascono progetti di cooperative di lavoro, alcuni cittadini mettono a disposizione qualche ettaro di terra per farla coltivare, si pensa a forme di mutualità. Quelli che erano senza casa, soli e disperati, convivono nonostante le profonde differenze culturali, religiose e linguistiche, imparando man mano a conoscersi e rispettarsi: un esempio meraviglioso nell’Europa di oggi, sempre più dilaniata da guerre, chiusure e fobie. E tutto a costo zero: non un centesimo è stato chiesto di soldi pubblici!

LA GUERRA DI VALERIA

Ma tutto ciò non interessa al sindaco di Ancona: quando si indica la luna lo sciocco guarda il dito, e così la Mancinelli ha voluto vedere solo l’illegalità dell’occupazione, parandosi dietro di essa per dichiarare guerra a Casa de Nialtri.

Non si contano le menzogne e le minacce, persino agli enti caritatevoli (i quali non avrebbero più ricevuto sussidi pubblici se si ostinavano a rifornire gli occupanti di cibo e coperte!).

Menzogne e minacce che hanno portato in meno di 2 mesi allo di Casa de Nialtri, con un’operazione militare che ha bloccato per ore l’intero quartiere, cosa mai vista in Ancona in tempo di pace.

Cosa ancor più grave, lo sgombero è stato effettuato con la partecipazione di un gruppo di presunta umana solidarietà, il quale si è reso complice di una deportazione illegale (ma delle illegalità contro i diritti delle persone pare che nessuno se ne occupi…): gli occupanti -sotto il ricatto di eventuale denuncia che poi è comunque arrivata (che operazione brillante!!)- sono stati fatti salire su dei furgoni e portati fuori Ancona! Peccato che nessuno fosse in stato di arresto: chi mai risponderà del reato di sequestro di persona?

LA LEGGE DEI LEGALISTI

Che fine hanno fatto gli ex abitanti di Casa de Nialtri?

Alcuni sono stati rimpatriati -anche in zona di guerra come la Nigeria (complimenti!)-, altri sono andati a riempire le file degli schiavi-braccianti del caporalato mafioso in Puglia (ottimo risultato! Bravi! Quanto amore per la legalità…), altri ancora sono tornati ad ingrandire i numeri dell’assistenzialismo pubblico con minaccia di esserne esclusi se non si accettano lavori sottopagati (400-500 Euro mensili per un’intera giornata di lavoro) gestiti spesso -guarda un po’?- dallo stesso gruppo di presunta umana solidarietà che aveva partecipato allo sgombero (conflitto di interessi? La gestione dei profughi in mafia capitale dovrebbe imporci massima attenzione a riguardo).

Il presidente del GUS è andato a dire sui giornali che Casa de Nialtri era un’operazione preparata a tavolino (“dietro l’occupazione dell’ex asilo c’è stato qualcosa di montato ad arte.” il Resto del Carlino 10 ottobre 2014): ah sì? Da chi? E per quali interessi? Se alcuni fossero in possesso di qualche informazione a riguardo, perché non la mettono a disposizione di tutti anziché fare illazioni? Nostro interesse è sempre la verità! Ma se qualcuno è in cerca di fama, fondi o carriera politica non deve permettersi di gettare fango sulla vera solidarietà e sull’autogestione.

STANATI COME TOPI

Ed oggi?

Sempre più sono le persone che cadono nella povertà più assoluta: la crisi economica e le guerre (coi relativi flussi migratori) stanno creando un enorme esercito di esclusi.

Ad Ancona tale schiera è affrontata con le armi a cui ci ha abituati il sindaco ed il suo partito: assistenzialismo e brutale.

Quotidianamente quelli che non hanno più una casa vengono cacciati dai rifugi di fortuna ricavati negli ospedali, negli stabili in disuso o nei giardini abbandonati, stanati come topi e mandati a marcire altrove, fino alla prossima umiliazione, alla prossima denuncia penale, fino al prossimo sgombero.

IL MALORE ATTIVO DELLE BANDIERE

Come anarchici urliamo il nostro sdegno e ci battiamo affinché questa schifosa politica finisca.

Casa de Nialtri ha saputo delineare un modo diverso di affrontare le contraddizioni ed i drammi sociali: nella solidarietà gratuita, nella conoscenza reciproca e nell’autogestione.

In seguito al vergognoso sgombero di Casa de Nialtri un’ondata di indignazione, proteste e mobilitazioni ha invaso la città di Ancona. In questo clima, una manifestazione ha attraversato il centro cittadino ed è andata a chiedere conto in Comune, trovandosi però il Municipio -palazzo del popolo- blindato ed inaccessibile: un’ulteriore vessazione alla faccia della tanto sbandierata democrazia, partecipazione e trasparenza. Quando il corteo, arrabbiato ed umiliato, si è trovato di fronte la sede del anconetano, il principale responsabile politico della scellerata guerra all’autodeterminazione dei poveri, alcuni hanno ben pensato di attuare una protesta spontanea in quella sede …ed alcune bandiere di partito si sono suicidate dalla vergogna di tanto scempio procurato dai suoi seguaci. Un gesto di dignità!

CENTO BANDIERE NON VALGONO UN SOLO MINUTO DELLA VITA DI UN ESSERE UMANO!

OGGI VENIAMO SOTTOPOSTI A PROCEDIMENTO GIUDIZIARIO PER LA PROTESTA ALLA SEDE PD RISCHIANDO DELLE PENE DETENTIVE.

Rivendichiamo con forza il percorso di autodeterminazione e solidarietà di Casa de Nialtri!

RIBALTIAMO LE ACCUSE E LE SCAGLIAMO CONTRO LA SINDACA VALERIA MANCINELLI, IL PD ED I RESPONSABILI DELLA GESTIONE DEL POTERE CITTADINO PER LE VITE RUBATE ED I SOLDI BRUCIATI TRA BUGIE INTERESSI E SOPRAFFAZIONE

Gruppo Anarchico “Malatesta” Ancona