Firenze: cariche al corteo degli studenti medi

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Venerdì il corteo degli studenti contro la Buona Scuola  a Firenze non è stato rituale. Alcune centinaia di  studenti medi ha tentato di occupare, durante il percorso, il Galileo una del scuole più grandi e più famose del capoluogo toscano. Quasi immediata la carica dei carabinieri che in due riprese hanno fatto roteare i manganelli rompendo alcune teste di compagni.

Il corteo era partito con circa un migliaio di manifestanti composto dalle variegate e composite realtà degli studenti medi fiorentini. Buona partecipazione di alcune realtà universitarie e una presenza significativa di alcune realtà occupate fiorentine. Ridotta numericamente ma visibile la presenza di , libertari, e Unicobas con bandiere e un volantino a firma del Gruppo Anarchico Azione Diretta e Collettivo Libertario Uroborus dal titolo “Contro la Buona Scuola, contro la gerarchia e lo sfruttamento, per l’autorganizzazione e l’autogestione”. Nel corteo è stato distribuito anche un volantino del neo-nato Coordinamento di Lotta per una Scuola Libera (CUB, vUnicobas, Sanità, Polveriera, ecc.), un coordinamento che sta tentando di unire vari pezzi del mondo della scuola (che significa una gran parte della società).
Al momento del tentativo di sfondamento del portone della scuola Galileo una parte del corteo ha proseguito, ma una buona metà è rimasta a sostenere l’azione di lotta, che è stata stroncata violentemente dai manganelli.
Purtroppo qualche realtà studentesca, nella furia di dissociarsi da forme di lotta certo non rituali, ha vergognosamente parlato pubblicamente di “atti di vandalismo” come se chi lotta contro una scuola sempre più di classe e sempre più acefala, chi lottando lo fa rischiando di persona, fosse un hooligan o un coatto e come se rompere un portone fosse peggio che rompere delle teste.
Se è fisiologico che i movimenti ragionino al proprio interno sulle modalità di stare in piazza, sull’opportunità delle varie pratiche nei vari momenti, una dissociazione con quelle tonalità favorisce obbiettivamente le forze repressive nel loro lavoro.
Nonostante tutto la lotta deve continuare e continuerà contro i tagli alla spesa sociale, contro l’a stretta autoritaria, contro il super-sfruttamento.
Claudio Strambi