Questa è la verità su Almaviva

PALERMO 17.02.2016 - CORTEO DI PROTESTA OPERATORI CALLA CENTER ALMAVIVA. © STUDIO CAMERA/FRANCO LANNINO

Siamo avviliti e schifati per il modo in cui giornali e telegiornali stanno vendendo la nostra storia all’opinione pubblica.‭ ‬Quasi non crediamo sia possibile che l’unica versione servita al popolo italiano sia quella dell’azienda,‭ ‬del Governo o al massimo delle dirigenze sindacali.‭ ‬1600‭ ‬ vanno a casa dopo anni di lavoro e mesi di battaglie e la loro voce non viene praticamente ascoltata.
Perché non sono i mesi di sacrifici,‭ ‬di contratti di solidarietà,‭ ‬di salario perso a forza di scioperi,‭ ‬gli anni di lavoro che vanno in fumo con una semplice lettera di licenziamento.‭ ‬Non è questo il nostro principale dolore in questo momento.‭ ‬Sono queste inaccettabili menzogne a ferirci davvero,‭ ‬quelle che vorrebbero tramutare la vittima in colpevole.‭ ‬Quelle che vorrebbero far ricadere la colpa di questo licenziamento di massa sugli stessi che lo subiscono e non su un’azienda che l’ha sempre voluto,‭ ‬che da anni usa questa minaccia per intascare soldi e commesse pubbliche,‭ ‬che da anni vessa i propri dipendenti e li mette gli uni contro gli altri.‭ ‬Un’azienda che mentre chiude le sedi di Roma e Napoli dove i lavoratori sono più anziani e le costano di più perché hanno ancora dei diritti,‭ ‬non si fa scrupolo di delocalizzare in Romania e chiedere ore di straordinario nelle sedi di Milano e Rende.

Perché la vera notizia di oggi doveva essere quella per cui in questo paese pieno di ricatti,‭ ‬di paura,‭ ‬di un servilismo alimentato da piccole promesse e illusioni,‭ ‬qualcuno,‭ ‬nonostante il prezzo,‭ ‬ha provato a dire NO:‭ ‬no a un accordo che altro non era che l’ennesimo attacco alla nostra dignità di lavoratori ed ai nostri diritti conquistati in anni di lavoro.‭ ‬Questa la proposta‭ “‬indecente‭” ‬avanzata da azienda e Governo,‭ ‬proposta che prevedeva la rinuncia agli scatti di anzianità maturati,‭ ‬controllo individuale e cassa integrazione.‭ ‬Tutte condizioni che se accettate avrebbero decurtato stipendi già miseri,‭ ‬reso ancora più insopportabile la nostra vita lavorativa e reso noi lavoratori ancora più vessati ed umiliati.‭ ‬Tutte proposte,‭ ‬guarda caso,‭ ‬avanzate dall’associazione padronale di categoria‭ (‬ASSTELL‭) ‬per il rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti delle telecomunicazioni.
La pezza che ha provato a metterci il Governo consisteva soltanto in una proroga della trattativa di altri tre mesi.‭ ‬Uno stillicidio pagato con le tasche dei contribuenti in forma di cassa integrazione,‭ ‬per imporre poi lo stesso taglio del costo del lavoro e il controllo individuale che avevamo dichiarato inaccettabile e quindi concludere il tutto comunque con i licenziamenti.‭ ‬E per far passare questa schifezza,‭ ‬che nei titoli dei giornali era già‭ “‬salvataggio‭” ‬ancor prima che la trattativa si concludesse,‭ ‬hanno fatto una forzatura inaccettabile:‭ ‬quella di separare le vertenze di Napoli e Roma,‭ ‬che finora avevano corso insieme,‭ ‬per metterle l’una contro l’altra.
E ora vorrebbero mascherarsi dietro i formalismi procedurali e con questi assolvere ancora una volta dalle sue responsabilità un’azienda da sempre arrogante e spietata‭!

La verità è che voleva il plebiscito e non l’ha ottenuto.‭ ‬Perché è vero che la paura si è fatta strada,‭ ‬assecondata dalle dirigenze sindacali che,‭ ‬anziché rafforzare quelli che resistevano,‭ ‬l’hanno pure alimentata con raccolte firme e un referendum che non aveva nulla di democratico,‭ ‬che chiamava libero un voto svolto sotto ricatto.‭ ‬Per una volta però questo non è bastato.‭ ‬Perché nonostante questo,‭ ‬in quel referendum,‭ ‬il‭ ‬44%‭ ‬dei lavoratori ha comunque detto NO.‭ ‬Noi capiamo i nostri colleghi del SI,‭ ‬quelli disposti alla fine ad accettare e non gli facciamo una colpa delle loro decisioni.‭ ‬I colpevoli dei ricatti non solo quelli che cedono,‭ ‬ma quelli che li architettano.‭ ‬Capiamo adesso la loro delusione,‭ ‬molto di più quanto non lo facciano quelli che li hanno provati a sfruttare contro di noi,‭ ‬che si sono gettati come sciacalli sulle incertezze e difficoltà di noi tutti,‭ ‬le difficoltà che chiunque proverebbe di fronte a una lettera di licenziamento.‭ ‬Perché nonostante le nostre scelte diverse noi siamo e ci sentiamo nella stessa condizione.‭ ‬Però nonostante gli enormi sacrifici che questa comporta,‭ ‬rivendichiamo con orgoglio di aver messo un punto,‭ ‬un freno all’arroganza di chi chiama‭ “‬responsabilità‭” ‬accettare di essere servi pur di lavorare.‭ ‬Perché a tutto c’è un limite,‭ ‬ancora siamo uomini e non ancora schiavi,‭ ‬nonostante le politiche di questi governanti che ora voglio apparire salvatori ci stiano portano in questa condizione.
Per questo hanno provato a infamarci,‭ ‬perché abbiamo dimostrato che la loro arroganza non può tutto.‭ ‬E questo non lo riescono proprio a tollerare.‭ ‬Perché ci tengono ad apparire più forti di quanto siano e hanno il terrore che anziché farci la guerra tra noi per le briciole che ci concedono potremmo cominciare a unirci e lottare.

Per noi,‭ ‬infatti,‭ ‬la lotta non si conclude qui.‭

Comunicato dei lavoratori