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Corrispondenze dal Rojava

battaglioneDiamo inizio, in questo numero, ad una corrispondenza regolare con alcuni compagni che militano nell’Antifascist Internationalist Tabur (Battaglione Antifascista Internazionalista), in , pubblicando due comunicati che ci hanno inviato. Il primo annuncia la fondazione del Tabûr, nato non casualmente il‭ ‬20‭ ‬novembre‭ ‬2016,‭ ‬data in cui ricorre l’anniversario della morte di ‬Buonaventura Durruti (20‭ ‬novembre del‭ ‬1937).‭ ‬Il‭ ‬secondo‭ ‬è stato scritto a gennaio e propone un’analisi dello stato della guerra in in e della rivoluzione del‭ ‬Rojava.

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Comunicato‭ ‬numero‭ ‬1.‭ ‬20‭ ‬novembre‭ ‬2016
Un gruppo di compagni antifascisti,‭ ‬internazionalisti,‭ ‬,‭ ‬comunisti,‭ ‬libertari e socialisti rivolge un appello per appoggiare la Rivoluzione in Rojava e per unirsi alla lotta degli oppressi.
Dal buio del mondo capitalista occidentale siamo venuti per lottare e per apprendere dalle compagne e dai compagni del Rojava come reclamare con forza la libertà e il diritto di esistere.
Con il loro coraggio ci infondono la speranza per creare una vita senza oppressione e persecuzione,‭ ‬un mondo senza più fascismo ed oscurantismo.‭ ‬Insieme navighiamo verso questo obbiettivo spinti dal vento della libertà,‭ ‬dell’uguaglianza e del rispetto per la Terra.
Questa è la stessa via di quelle persone eccezionali che hanno solcato l’oblio lasciando un calore inestinguibile dentro i nostri cuori.‭ ‬È lo stesso calore che sentiamo ora,‭ ‬che ci anima,‭ ‬che ci porta a varcare la soglia delle fiamme della lotta per la Federazione Democratica della Siria del Nord.
‭“‬Ogni compagno,‭ ‬qui,‭ ‬ora combatte con il cuore colmo di sole.‭ ‬Ogni compagno,‭ ‬qui,‭ ‬ora combatte per la luce,‭ ‬con la memoria viva delle precedenti lotte partigiane per un mondo migliore che ci hanno condotto fino a queste terre infuocate.‭” ‬Così,‭ ‬con il nome della nostra unità,‭ ‬vogliamo ricordare la compagna Ş.‭ ‬Ivana Hoffmann,‭ ‬caduta valorosamente combattendo l’ nel fronte di Till Tamir,‭ ‬il‭ ‬7‭ ‬marzo‭ ‬2015.‭ ‬Insieme lottiamo per difendere quei valori,‭ ‬che serbiamo nei nostri cuori.‭ ‬Prendiamo il nostro simbolo dai rivoluzionari che combatterono in Spagna,‭ ‬nel‭ ‬1936,‭ ‬per un mondo senza confini,‭ ‬senza ombre e senza paura‭ – ‬la storia non li sconfisse.‭ ‬I loro sogni non morirono.‭ ‬Rinascono ora con noi,‭ ‬con ogni compagno,‭ ‬che oggi combatte in Rojava.
Come il fuoco della fenice risorge sempre dalle proprie ceneri,‭ ‬così il fuoco della Rivoluzione,‭ ‬continuerà a bruciare per sempre.
‭“‬Siamo partigiani,‭ ‬viviamo‭”‬.
Silav û Rezen Soresgerî.
Antifascist internationalist Tabûr.

Battaglione-antifascita-internazionalista-simboloComunicato‭ ‬numero‭ ‬2.
Rojava:‭ ‬una Rivoluzione in cammino tra ISIS eTurchia.
La liberazione della città Taly Abihad/Gire Spi ha permesso la storica unione dei due cantoni di é Cizire,‭ ‬ha troncato la famigerata‭ (‬ma non unica‭) ‬autostrada della jihad tra gli allora alleati e ISIS ed ha contemporaneamente impresso una forte accelerazione alla rivoluzione del Rojava.‭ ‬Anche nel‭ ‬2016,‭ ‬l’anno appena trascorso,‭ ‬molta‭ ‬è stata la strada percorsa dai popoli che abitano le terre del Nord della Siria.‭ ‬Il doppio binario sul quale si muove la Rivoluzione‭ ‬è costituito da un lato dall’unione con ,‭ ‬il terzo cantone più occidentale del Rojava e dall’altro dall’attacco a Raqqa la capitale del sedicente Stato Islamico.‭ ‬Per quanto concerne il primo obbiettivo,‭ ‬la liberazione territoriale ha ormai superato le acque del fiume Eufrate con la sanguinosa battaglia di Mambij.‭ ‬Tutte le battaglie sono sanguinose per definizione ma il prezzo pagato dalle compagne e dai compagni‭ ‬è stato particolarmente alto.
Considerando tutti gli stati che si stanno combattendo direttamente o per procura nel Siraq‭ (‬il territorio della Siria e dell’Iraq dal confine ormai polverizzato dalla guerra‭) ‬quella che sta avvenendo in queste terre‭ ‬è de facto una micro Guerra mondiale con alleanze variabili.‭ ‬I nemici della Rivoluzione del Rojava non mancano ma sicuramente il più accanito si chiama Recep Tayp ,‭ ‬l’attuale presidente della Turchia.
La politica neottomana della Turchia prevedeva l’espansione sia nel Nord dell’Iraq‭ ‬sia nel Nord della Siria contestualmente all’eliminazione di Bashar Al Assad.‭ ‬Per questo progetto imperialista la Rivoluzione del Rojava a forte trazione curda‭ ‬è un’incubo strategico:‭ ‬sia perché l’unione territoriale dei tre cantoni Efrin,‭ ‬Kobane e Cizire sigillerebbe il confine turco ponendo fine a qualunque obbiettivo siriano,‭ ‬sia perché il radicamento del confederalismo democratico rappresenta un temibile esempio ed una stabile sponda per i‭ ‬15‭ ‬milioni di curdi del Bakur,‭ ‬il Kurdistan turco.‭ ‬La campagna imperialista dello stato turco non sta dando buoni frutti:‭ ‬in Iraq la coalizione per l’assedio a Mosul ha fortemente osteggiato la forza militare turca e l’ha esautorata dall’operazione.‭ ‬Ora Erdogan grazie al suo utile alleato Masud Barzani,‭ ‬presidente del KRG‭ (‬Kurdistan Regional Governament‭)‬,‭ ‬il governo regionale del Kurdistan nell’Iraq del Nord,‭ ‬preme su Shengal ed i territori Yazidi cercando di piazzarsi sul confine orientale del Rojava tagliandone le uniche linee di approvvigionamento.
Nell’estate del‭ ‬2016‭ ‬con un grande tripudio di fanfare e tromboni‭ ‬è partita l’operazione‭ “‬scudo dell’Eufrate‭” “‬per combattere i terroristi dell’ISIS ed i terroristi curdi dello YPJ/YPG‭”‬,‭ ‬secondo la propaganda del governo turco.
Mettendo piede in Siria l’esercito turco ha dato il via all’avventura espansionistica di Erdogan,‭ ‬sancendo un cambio di posizionamento nello scacchiere delle nazioni che si stanno scontrando qui.‭ ‬La Turchia da alleata e sponsor sunnita dell’altrettanto sunnita ISIS e dalla guerra per procura‭ ‬è passata alla guerra in prima linea contro i Daesh‭ (‬l’acronimo arabo per ISIS‭)‬,‭ ‬gli amici di ieri.
I militari turchi,‭ ‬per contrastare l’unione territoriale della Confederazione Democratica della Siria del Nord,‭ ‬denominazione ufficiale della Rivoluzione del Rojava che rappresenta l’alleanza multietnica tra curdi,‭ ‬arabi,‭ ‬assiri,‭ ‬circassi,‭ ‬turkmeni,‭ ‬ecc.,‭ ‬hanno prima ottenuto la città di Jarablus,‭ ‬tramite un accordo con l’ISIS,‭ ‬hanno bombardato e colpito duramente la popolazione del cantone di Efrin ed i villaggi intorno Manbiji,‭ ‬spingendosi poi velocemente a sud verso Aleppo,‭ ‬città cardine della Siria.
Non riuscendo ad ottenere risultati con l’FSA,‭ (‬Free Siryan Army‭) ‬l’esercito siriano libero,‭ ‬in realtà ormai milizie sotto il comando turco,‭ ‬è stato siglato un patto tra Russia e Turchia,‭ ‬leggi Vladimir Putin e Recep Erdogan.‭ ‬L’FSA e la Turchia hanno lasciato Aleppo ai governativi di Assad,‭ ‬presidente della Siria‭ –‬ filoiraniano ed ormai pedina della Russia‭ ‬– in cambio della completa libertà di azione su Al Bab,‭ ‬attualmente in mano all’ISIS.‭ ‬Al bab‭ ‬è la città principale che separa ancora Efrin dagli altri due cantoni,‭ ‬per questo motivo l’avanzata delle forze democratiche della Siria si è per ora fermata a meno di‭ ‬40‭ ‬chilometri dall’unione.‭ ‬Le notizie che ci arrivano dal fronte di Al Bab raccontano di una battaglia senza sosta tra esercito turco ed Isis e di continui bombardamenti aerei e di artiglieria da terra ma,‭ ‬dopo più di un mese di scontri,‭ ‬le forze turche non sono ancora neanche riuscite a mettere piede nella città di Al Bab.
Un altro elemento non trascurabile nello scacchiere del Siraq‭ ‬è stato l‭’‬accordo siglato il Dicembre scorso tra Russia Iran e Turchia per la spartizione della Siria.‭ ‬Tale accordo prevede una tregua tra le parti che sta sostanzialmente tenendo per la prima volta dai precedenti tentativi dell’ONU‭; ‬rappresenta inoltre un anticipo per un futuro smembramento del territorio siriano.‭ ‬Da questo triplice accordo sono state escluse le forze rivoluzionarie del Rojava,‭ ‬equiparate all’ISIS e gli Stati Uniti d’America dopo il tramonto della gestione Obama ed a pochi giorni‭ (‬avvenuto il‭ ‬20‭ ‬gennaio‭) ‬dall’insediamento del neopresidente eletto Donald Trump.‭ ‬Cosa comporterà e quali ricadute avrà la nuova gestione a marchio repubblicano resta ancora attualmente un‭’‬incognita.
Per quanto riguarda il secondo obbiettivo della Rivoluzione confederale,‭ ‬l’operazione Raqqa,‭ ‬denominata‭ “‬Operazione Ira dell’Eufrate‭”‬,‭ ‬è partita nel Novembre scorso.‭ ‬L’assedio della capitale Daesh con una manovra a tenaglia sta procedendo lentamente ma senza pause,‭ ‬villaggio dopo villaggio,‭ ‬e l’ultima postazione rilevante liberata‭ ‬è stata quella della cittadina e del castello di Jabar sul cosiddetto lago di Assad.‭ ‬Per quanto riguarda la Turchia non possiamo non ricordare la brutale repressione del popolo curdo nel bakur e non solo e la sistematica soppressione di qualunque voce discordante nei confronti del capo di stato Erdogan.‭ ‬Sarebbe troppo riduttivo parlarne qui e per questo motivo rimandiamo ad un successivo apposito comunicato sull’argomento.
Mentre il coraggio ed il sacrificio delle Unità di Protezione del Popolo e delle Donne consolidano ed ampliano gli orizzonti della confederazione democratica della Siria del Nord,‭ ‬la società civile sta cambiando,‭ ‬rivoluzionando se stessa anche in tempo di guerra,‭ ‬grazie all’impegno portato avanti negli anni dalle compagne e dai compagni.‭ ‬Molto strada resta da percorrere ma il modello politico confederale,‭ ‬interetnico ed intereligioso,‭ ‬l’utilizzo non capitalistico delle risorse naturali e la Rivoluzione della donna,‭ ‬vera punta di diamante per recidere i lacci di una società patriarcale conservatrice di stampo tribale,‭ ‬rappresentano un patrimonio dell’umanità da difendere,‭ ‬se necessario,‭ ‬anche con le armi.
Ci siamo uniti a questa Rivoluzione in cammino per difendere e diffondere questi valori che crediamo universali.
Silav û rezen soresgeri

A.I.T.‭ ‬-Antifascist Internationalist Tabur
Battaglione Antifascista Internazionalista‭ ‬