Picture by Daniel Hambury/Stella Pictures Ltd +44 7813 022858 21/01/2014 Bitcoin developer Amir Taaki pictured in Victoria Park, London.

Anarchici compresi

Picture by Daniel Hambury/Stella Pictures Ltd +44 7813 022858 21/01/2014 Bitcoin developer Amir Taaki pictured in Victoria Park, London.

Accanto ai grandi temi che coinvolgono da sempre la Rete e che sono inevitabilmente destinati a riproporsi ciclicamente, quando un avvenimento di cronaca li richiama, ci sono storie molto meno visibili ma che possono interessare anche di più e che per questo vale la pena di segnalare. Di seguito due di quelle che coinvolgono in modo inestricabile la Rete e tutto il resto, anarchici compresi.

A fine marzo, sul sito di “Wired”, una rivista che da quasi venticinque anni si occupa dei rapporti tra tecnologia, politica, economia e cultura, è comparso un articolo dal titolo: “Come un anarchico e programmatore di si trovò a combattere ISIS in Siria” [1]. Si tratta della storia di Amir Taaki [2] un noto programmatore conosciuto soprattutto perché si è occupato dello sviluppo di programmi per l’uso dei “”, la cosiddetta moneta virtuale anonima. Nel corso del suo lavoro è stato anche coinvolto nel 2012 nell’affare “Bitcoinica” che, secondo alcune stime, ha causato perdite per circa 66 milioni di dollari ai possessori di moneta virtuale [3].

Amir è stato, tra il 2015 e il 2016, tre o quattro mesi in Rojava dove ha cercato di portare in vario modo la sua solidarietà al movimento curdo e il suo contributo alla guerra contro l’ISIS. Nel maggio dello scorso anno, al suo rientro nel Regno Unito, è stato arrestato. Dopo un giorno di fermo e un interrogatorio è stato inviato agli arresti domiciliari in casa della madre e sottoposto all’obbligo di firma. Solo dopo tutti questi mesi ha reso pubblica la sua storia. La sua situazione attuale è quella di una persona che non ha più il passaporto e la cui posizione è ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria inglese. Del suo caso si è interessata anche la BBC, riportando sul suo sito quella che sembra una vera e propria intervista [4] e mandando in onda un servizio in tv sullo stesso argomento. Anche molti siti che si occupano di “Bitcoin” hanno dato spazio alla notizia, vista la notorietà di Amir Taaki all’interno di quella comunità.

Molto più indietro nel tempo ci riporta invece la recente diffusione della notizia della morte, avvenuta lo scorso anno, di William Powell, considerato l’autore del testo “The Anarchist Cookbook” [5]. Scritto tra il 1968 e il 1969 e pubblicato nel 1971, quando l’autore aveva 19 anni, il manuale conteneva istruzioni alquanto rudimentali e in certi casi molto pericolose per il “fai-da-te” nel campo degli esplosivi, della tecnologia, delle sostanze stupefacenti e di altro. Il “ricettario anarchico” è uno dei tanti testi prodotti a cavallo degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso all’interno di quel “movimento” di giovani statunitensi che stavano vivendo la nascita di una controcultura. La fama del testo è dovuta, almeno fuori dalla ristretta cerchia underground statunitense di quegli anni, al fatto che è stato sicuramente il primo del suo genere a essere messo a disposizione su , e questo ben prima della comparsa dei primi siti web, quando i file si scaricavano in modo anonimo dai server scrivendo dei comandi sulla tastiera. Addirittura il file del “ricettario” è stato distribuito per diverso tempo nel pacchetto di testi “anarchism”, a disposizione degli utenti della Debian, la più famosa delle versioni del Sistema Operativo Linux. Nel 2002 è anche uscito un film [6] decisamente non memorabile con lo stesso nome. L’autore del testo, una volta diventato cristiano, ha pubblicamente e in più riprese ripudiato il suo scritto giovanile ma, nonostante questo, alcuni stimano che tra carta e file ne siano state diffuse più di due milioni di copie. Il libro stampato di quello che è stato definito “Ricettario per un disastro” contiene un testo incompleto e in alcune parti diverso da quello originale, che è ancora disponibile sul sito del maggiore venditore di libri del mondo. Nel 2016 è stato prodotto un documentario [7], che in Italia è stato presentato al Festival di Venezia, nel quale lo stesso William Powell racconta la sua storia e quella del suo libro maledetto.

Riferimenti

[1] https://www.wired.com/2017/03/anarchist-bitcoin-coder-found-fighting-isis-syria/

[2] https://en.wikipedia.org/wiki/Amir_Taaki

[3] https://cointelegraph.com/news/how-amir-taaki-tried-to-build-bitcoin-economy-in-syria-while-fighting-isis

[4] http://www.bbc.com/news/uk-39417937

[5] https://en.wikipedia.org/wiki/The_Anarchist_Cookbook

[6] https://en.wikipedia.org/wiki/The_Anarchist_Cookbook_(film)

[7] http://www.rogerebert.com/reviews/american-anarchist-2017