Pada/li…Pada/la…Padali..No…o senti un po’ cosa ci fo’

Il famigerato P M Andrea è stato trasferito dalla procura di Torino a quella di .

Il “famigerato” i compagni, certo, lo conoscono bene per essere uno dei più acerrimi nemici del Movimento No Tav della Valsusa. Fu uno dei PM che confezionarono l’accusa di terrorismo per alcuni No Tav, poi miseramente caduta nelle aule dei tribunali. Si occupò del maxi processo riguardante lo sgombero della Maddalena e la seguente storica manifestazione del 3 luglio. Firmò decine di misure cautelari, non a caso è stato sopranominato il “pm con l’elmetto”. Siamo senza dubbio di fronte ad una persona che ha fatto della lotta ai No Tav un trampolino per la propria carriera, e infatti con questa sua instancabile attività repressiva è riuscito a balzare agli onori della cronaca. Nulla da stupirsi perciò che appena arrivato nell’Alessandrino abbia con gioia pensato bene di allestire un maxi processo (anche da noi) contro 50 No Tav , per i fatti del 5 aprile del 2014, quando migliaia di cittadini manifestarono per l’ennesima volta ad Arquata contro la costruzione del , e raggiunto il cantiere di Radimero iniziarono ad abbattere le recinzioni. Contro di loro si scagliò la reazione delle forze dell’ordine: cariche e lacrimogeni per difendere un’opera pubblica inutile e delirante, diversi feriti fra cui un pensionato colpito alla testa. Ai No Tav a vario titolo vengono contestati i reati di manifestazione non autorizzata, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento e travisamento. In più sempre ad opera del “Padali” altri 17 vengono rinviati a giudizio per i fatti di Pozzolo Formigaro: altre reti di un cantiere TAV abbattute in una manifestazione della settimana successiva. Immaginiamo Padalino al lavoro con foga, talmente preso che non si è neppure accorto che una persona alla quale è arrivata la notifica quel giorno non era proprio fisicamente alla manifestazione ed è stata rinviata a giudizio per resistenza, lesioni e danneggiamento. Con ogni probabilità ha fatto tutto solo col pensiero. Ci sono poi persone accusate di danneggiamento che non si sono neppure avvicinate alle recinzioni ed altre accusate di resistenza e lesioni che erano a decine di metri dalle forze dell’ordine. Complimenti proprio un lavoro scientifico!!!

I compagni anarchici dell’alessandrino che subiranno questo processo, con accuse diverse, sono tre; ovviamente questa notifica va ad aggiungersi ad altri due futuri processi già annunciati dagli avvisi di conclusioni delle indagini, più naturalmente, denunce varie, sempre parlando solo della lotta No Tav Terzo valico.

I prossimi processi (ancora non sappiamo le date) sono quello a 37 persone imputati per il blocco degli espropri di Trasta (Genova) del 10 luglio 2013 (tra i quali due del Perlanera, più altri compagni anarchici) che era già costato diedi fogli di via da Genova per i No Tav terzo valico piemontesi (due solo del PerlaNera). L’altro processo sarà per il fatto (ritenuto il più grave dagli inquirenti) del 29 ottobre 2016: in quell’occasione il Cociv (che è tuttora la ditta incaricata dei lavori del tav delle nostre parti) venne travolto da uno dei peggiori scandali nazionali, con l’arresto di tutto il suo gruppo dirigente per connivenza con la malavita organizzata, ma nonostante ciò il commissario governativo per il Terzo Valico decideva di dar vita all’Open space tecnology, un convegno ad Alessandria nel quale discutere come utilizzare i 60 milioni di euro di compensazioni per la realizzazione dell’opera. Persino alcuni sindaci consigliarono al commissario di rinviare l’iniziativa ma la sua smisurata mania di grandezza l’indusse a tirare dritto.

Ovviamente andammo a contestare quest’ennesima presa per i fondelli, i tutori del dis/ordine manganellarono e ferirono, noi ci difendemmo.

Su quei fatti io avevo a suo tempo fatto un articolo su Umanità Nova, comunque si può anche guardare l’articolo di Marco Vittone su Il Manifesto ed il servizio video realizzato da Stefano Bertolino per fanpage.

Per questa vicenda i processati saranno 11 (due gli anarchici).

Che dire, la nostra lotta non verrà certo fermata dai processi, sappiamo che ne stanno preparando altri, molte sono le denuncie che ci hanno rifilato in questi anni di lotta contro il terzo valico, appena sapremo la data dei processi o avremo notizie su altre manovre repressive avviseremo i compagni. NO TAV SEMPRE!!!