I bombardamenti italiani sulla Catalogna (1936-1939)

La rimozione collettiva è uno sport molto praticato in Italia e lo stereotipo degli “Italiani brava gente” è sicuramente uno dei più consolidati nella coscienza nazionale.

Tra i tanti crimini di guerra commessi dal regime fascista il più dimenticato è sicuramente la serie di bombardamenti sulla popolazione inerme compiuti dall’aviazione italiana durante la guerra civile spagnola.

E’ noto a tutti il massiccio appoggio dato da Hitler e Mussolini al tentativo di golpe militare del luglio 1936. È ben conosciuto il micidiale bombardamento di (immortalato da Picasso), messo in atto da bombardieri tedeschi il 26 aprile 1937. Ben pochi sanno invece che i bombardieri tedeschi erano scortati da aerei da caccia italiani. Praticamente nessuno sa (almeno nel nostro paese) che l’aviazione italiana bombardò ripetutamente Barcellona e la , partendo da basi sulle isole Baleari.

Il generale italiano Giulio Douhet (a cui è a tutt’oggi intitolata la scuola militare aeronautica di Firenze) fu tra i primi a teorizzare il ruolo fondamentale dell’aviazione in guerra, anche con bombardamenti terroristici sulla popolazione civile allo scopo di fiaccare la resistenza del nemico.

Il regime fascista mise in atto questi insegnamenti inviando un Spagna un corpo d’aviazione di oltre 750 aerei che si distinsero soprattutto per gli attacchi alla popolazione inerme. Ricordiamo tra tutti il bombardamento su Barcellona del 30 gennaio 1938, quando nella sola chiesa di S. Filippo Neri trovarono la morte 42 persone (quasi tutti bambini). E per fortuna che l’intervento fascista era contro i “rossi” che bruciavano le chiese !

L’aviazione italiana prese anche l’abitudine di documentare i bombardamenti con foto aeree, che rimangono oggi come una vivida testimonianza dei crimini commessi.

Un utile strumento di informazione su questi delitti dimenticati è la mostra “Catalogna bombardata” realizzata dal Memorial Democratic della Generalitat de Catalunya1, e fatta circolare in Italia dal Centro “Filippo Buonarroti” di Milano e da altre realtà (anche con l’ausilio di alcuni compagni anarchici).

Dal punto di vista libertario sono ben evidenti alcuni limiti, che derivano dal fatto di essere stata prodotta da un ente istituzionale. Viene esagerato il ruolo del governo autonomo catalano, mentre vengono sottaciuti gli aspetti rivoluzionari degli eventi del 1936-1939 ed il ruolo degli anarchici e della .

Limiti che erano già tutti presenti nella precedente mostra “Quando piovevano bombe: i bombardamenti e la citta’ di Barcellona durante la guerra civile” realizzata una decina di anni fa dal Museu d’Història de Barcelona .

Nonostante questi aspetti negativi la mostra costituisce sicuramente uno strumento di informazione antifascista molto utile, dato che tratta in maniera semplice e chiara eventi di cui è difficile sentir parlare in Italia.

1 La mostra, tradotta in italiano dall’associazione Altraitalia di Barcellona è visibile on line http://www.mostracatalognabombardata.it/