Contro il Governo e per l’autodeterminazione

Riportiamo di seguito i due ultimi volantini diffusi dalla

 

Il governo “-

COLPISCE CHI LOTTA E PORTA UN PESANTE ATTACCO

ALLE LIBERTÀ E AL FUTURO

DI TUTTI I LAVORATORI E LE LAVORATRICI

Fino a 4 anni di carcere per chi partecipa ad un picchetto davanti ai cancelli della propria azienda, durante lo sciopero, o a chi manifesta senza rispettare al centimetro i percorsi blindati imposti dalle questure invadendo la sede stradale e interrompendo la circolazione, o ancora a chi occupa anche temporaneamente qualunque edificio o terreno abbandonato; fino a 6 anni per chi viene considerato organizzatore. Nel caso sia un cittadino “immigrato” a compiere tali “reati” scatta la revoca immediata del permesso di soggiorno e l’espulsione, scatta anche una pesante limitazione della libertà di movimento attraverso il Daspo urbano, facilmente applicabile ai manifestanti, colti a discrezione poliziesca in un corteo senza aver commesso alcun reato.

Con queste misure il governo Di Maio-Salvini vuole colpire in primis le decine di migliaia di lavoratori che da alcuni anni, organizzati in sindacati di base e di classe, conducono una lotta senza tregua, soprattutto nel settore logistico, contro lo sfruttamento selvaggio e schiavistico da parte di cooperative e aziende. Lotte che avendo ottenuto importanti miglioramenti salariali e contrattuali, stanno dilagando in tutto il settore nazionale del magazzinaggio, e rappresentano un esempio per tutti i lavoratori e le lavoratrici di questo paese dimostrando che l’azione diretta con gli strumenti dei picchetti di massa ai cancelli ed i blocchi dei camion paga e che la protervia padronale si può piegare.

Nel nome della “sacralità della proprietà privata“ come dichiarato dal ministro degli interni Salvini, si vogliono colpire i movimenti per la casa e gli spazi sociali che lottano attraverso le occupazioni d’immobili abbandonati da anni al degrado. Immobili di proprietà di grandi immobiliari, assicurazioni e banche, presenti in grande quantità nelle città. Spazi enormi che sono sottratti alle comunità che vivono nel territorio e dove da oggi la necessità dell’abitare diventa un crimine, mentre mutui e affitti restano alle stelle, in un contesto dove le spese militari e per la “sicurezza” crescono a dismisura, mentre chi ha bisogno di un esame sanitario urgente deve provvedere privatamente pagando centinaia di euro.

La prevenzione e il contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa, sbandierati come veri obiettivi del Decreto “Sicurezza” in realtà sono la foglia di fico sotto la quale si nasconde la politica di governo dell’immigrazione in funzione di un maggiore sfruttamento della manodopera immigrata, ricattata e sotto schiaffo da misure costruite apposta per metterla in una condizione di continua subordinazione e sostanziale emarginazione.

Il decreto “sicurezza” del governo “Movimento 5 Stelle-Lega” è un preciso attacco rivolto contro quanti lottano oggi e contro chi lo farà nel futuro. Ma non bisogna dimenticare che con queste violente misure repressive si aggrava ciò che è stato legiferato dai precedenti governi, quelli di centro sinistra targati P.D. che nel campo del lavoro si sono contraddistinti colpendo, di concerto con CGIL CISL UIL, il diritto di sciopero e i diritti sindacali, perfezionando poi con il Job Act la loro demolizione. Mentre sul piano della politica della casa nulla hanno fatto se non incrementare sgomberi e sfratti (e a Milano ne sappiamo qualcosa).

Rispetto all’immigrazione i governi P.D. a partire dalla legge Turco-Napolitano (istitutrice della prima forma di campo di concentramento in Italia, dalla fine della guerra, i CPT), non solo si sono ben guardati dal mettere mano alla legge Bossi-Fini, ma hanno bloccato l’acquisizione della cittadinanza ai figli dei cittadini immigrati, nati e cresciuti in Italia. Non solo; il decreto del ministro del P.D. ha dato inizio con il DASPO urbano all’ulteriore emarginazione dei poveri; ha promosso la criminalizzazione di quanti operano per la salvaguardia della vita (le Ong); ha preso accordi con le milizie libiche e i trafficanti di carne umana per l’apertura di autentici campi di concentramento ove torture, violenze sessuali e privazioni sono all’ordine del giorno; infine ha voluto la cancellazione del secondo grado d’appello per i richiedenti asilo.

Salvini porta a compimento quanto iniziato da Minniti inneggiando al reato di solidarietà che ha portato all’arresto del sindaco di Riace, Domenico Lucano, colpevole di aver trasformato un paese in via di abbandono in un centro di accoglienza, vitale e popolato, parte civile nei processi contro la ‘ndrangheta.

Ma cosa ci possiamo aspettare da un ministro dell’Interno, da sempre attivo militante di un partito che ha frodato 49 milioni di euro alla collettività e che invece di mettere al primo posto la lotta alla mafia fa si che i beni a lei sequestrati vengano messi all’asta, così che gli stessi mafiosi li possono riacquistare? Da un ministro che continua ad agitare il pericolo dell’immigrazione quando questa è in netto calo e gli autentici problemi del paese sono rappresentati dall’aumentato divario di reddito tra chi sta sopra e chi sta sotto, dalla crescente emigrazione di lavoratori e lavoratrici italiani, dalla disoccupazione giovanile, dall’intollerabile peso delle spese militari che sottraggono reddito e risorse per le autentiche necessità che si chiamano: casa, sanità, scuola.

Dietro la facciata democratica del sistema, é sempre più evidente l’autoritarismo e la repressione contro i tutti i poveri, che non vedranno altro che qualche misera elemosina in cambio della loro libertà. I pochi possessori di ricchezze e privilegi avranno le mani sempre più libere per imporre il loro sfruttamento alla grande massa. Al di là della propaganda sparsa a piene mani i due ministri, Salvini e Di Maio, come il gatto e la volpe della fiaba di Pinocchio, vogliono far crederci che la povertà è abolita per decreto, grazie all’elemosina di un fantomatico “reddito di cittadinanza” mentre in realtà con la flat tax e i condoni fiscali si favoriscono le imprese e i più ricchi.

Anche dietro l’attacco ai burocrati di Bruxelles non c’è solo un tema caro a quanti hanno sofferto per l’introduzione dell’euro e le politiche dell’austerità che hanno già portato al collasso la Grecia, ma c’è qualcosa di più inquietante. C’è il disegno della liquidazione dell’Europa come soggetto politico (peraltro mai attivo) in uno scenario che vede l’acuirsi dei conflitti internazionali tra le grandi potenze Stati Uniti, Cina e Russia, tutte interessate alla disgregazione dell’Unione europea e alla realizzazione di singole alleanze con questo o quel paese, in previsione del prossimo conflitto.

Il rispolverare del nazionalismo, mascherato da “sovranismo”, lo slogan “Prima gli italiani”, nasconde la volontà di far si che l’Italia sia parte integrante di una di queste alleanze e l’aspro confronto che agita la scena politica italiana è soprattutto dovuto non tanto alle politiche economiche in atto quanto al fatto che quello che è in gioco è la collocazione internazionale del paese: USA? Russia? Cavallo di troia della Cina in Europa? O la vecchia Unione europea?

Che dire poi dell’attacco che stanno portando sul fronte delle libertà e dei diritti civili? La ripresa dell’offensiva clerico-fascista contro la Legge e i pur contenuti diritti conquistati dai movimenti per la parità di genere, il ridisegnare la legge sul divorzio e le separazioni (Decreto Pillon), vanno tutti nella direzione di riportare la donna in una condizione di subalternità, nel ruolo di fattrice e casalinga e di riaffermare la centralità della famiglia patriarcale secondo le “migliori” tradizioni dell’epoca fascista. Vaticano e fascioleghisti si dimostrano in evidente combutta: Bergoglio in questo è stato chiarissimo indicando negli addetti al corretto funzionamento della i ‘sicari’ da eliminare, con buona pace delle tante anime belle che si erano illuse della bontà di tale papa.

Le sfide sul terreno sono tante. Occorre allora adoperarsi alla costruzione di un percorso finalizzato innanzitutto a riprendersi gli strumenti di lotta e a chiarire gli aspetti perversi del sistema in cui viviamo. L’alternativa al sistema è possibile, e può venire solo dalla società, dai lavoratori e dalle lavoratrici e non dallo Stato.

Interagire con gli altri è fondamentale: da lì può nascere nuova coscienza e immaginazione verso una reale possibilità di cambiamento. Unendosi tra sfruttati e oppressi, mettendo in luce il proprio protagonismo, con il metodo della discussione e della decisione per consenso, superando la vecchia pratica basata su maggioranze e minoranze, praticando l’autogestione nei momenti di vita sottratti al potere, praticando solidarietà, antiautoritarismo, antirazzismo e antisessismo, si potranno costruire movimenti di lotta non pilotabili da nessuno e così riprendere gli spazi di libertà sottrattici, e far si che anche la prospettiva di un mondo di libere ed eguali diventi cosa concreta.

FEDERAZIONE ANARCHICA – MILANO

https://federazione-anarchica-milanese-fai.noblogs.org/

Viale Monza 255


A TUTTE LE DONNE AUTODETERMINATE O CHE VOGLIONO LOTTARE PER AUTODETERMINARSI

(e a tutti gli uomini solidali e partecipi con questa lotta per la libertà)

RIAPPROPRIAMOCI DEI NOSTRI CORPI!

Il papa Bergoglio, Forza Nuova, il ministro Fontana e il Comitato no194 dicono che se avete abortito siete assassine e chi vi ha assistito dei sicari

RIAPPROPRIAMOCI DELLA NOSTRA SALUTE!

Il papa Bergoglio, Forza Nuova, il ministro Fontana e il Comitato no194 dicono che se volete abortire per tutelare la vostra vita siete uguali ai nazisti

RIAPPROPRIAMOCI DELLA NOSTRA LIBERTÁ!

Il papa Bergoglio, Forza Nuova, il ministro Fontana e il Comitato no194 vogliono ostacolare pesantemente la vostra libertà di scelta, in caso di separazione e divorzio, ricattandovi attraverso il mantenimento dei figli (Decreto Pillon)

RIAPPROPRIAMOCI DELLA NOSTRA INDIPENDENZA!

Il papa Bergoglio, Forza Nuova, il ministro Fontana e il Comitato no194 vi vogliono serve o sante, sottomesse al patriarcato e alle loro leggi liberticide

RIAPPROPRIAMOCI DEL NOSTRO FUTURO!

Il papa Bergoglio ha gettato la maschera e recita al fianco di Forza Nuova e Casapound nel teatrino del governo fascioleghista a cinque stelle per imporre a tutti noi l’abominio oscurantista della disuguaglianza dei generi

RIAPPROPRIAMOCI DELLA SANITÁ PUBBLICA!

La libertà di decidere se proseguire una gravidanza o meno appartiene a TUTTE e non solo ai ricchi che possono permettersi di abortire all’estero o nel privato

RIAPPROPRIAMOCI DELLE NOSTRE CITTÁ!

Tra poche ore gli anti-abortisti manifesteranno in piazza Cadorna per difendere la vergognosa supremazia di quanti vorrebbero ripristinare la propria supremazia condannando tutti gli altri (donne, omosessuali, transessuali, maschi celibi, migranti, ecc.) a diventare cittadini di serie B.

RIAPPROPRIAMOCI, DUNQUE DEI NOSTRI CORPI!

Cacciamo gli obiettori anti-abortisti dagli ospedali! Cacciamo Casapound, Forza Nuova e i clerico-fascisti dalle piazze! Cacciamo i preti ipocriti dalle nostre coscienze! Mobilitiamoci per una società giusta in cui la libertà di decidere del proprio corpo e del proprio futuro illumini il cammino di ognuna e di ognuno, libera/libero dai pregiudizi e dal bisogno.

Le compagne e i compagni della Federazione Anarchica – Milano