Alle aggressioni fasciste, rispondiamo con la lotta

Ieri, 24 novembre, al termine del corteo per la giornata mondiale contro la violenza di genere promosso dalla Coordinamenta Transfemminista di Udine, alcun* compagn* sono stati attaccati da dei , molto probabilmente appartenenti a , con il solito piglio squadrista che li contraddistingue.

L’aggressione è avvenuta in pieno centro cittadino, sulla strada che porta dal municipio alla stazione dei treni, dove un paio di ore prima c’era stato un presidio organizzato da una lista civica con la collaborazione dei fascisti di Casapound. I fasci, individuati i partecipanti alla manifestazione antisessista che si stavano allontanando, hanno dapprima cominciato a provocarl* e intimidirl* seguendol* in branco lungo la strada, esibendosi in saluti romani e provocazioni verbali e, una volta raggiunto un angolo di strada poco affollato, travisandosi il volto con sciarpe e cappucci, hanno aggredito fisicamente due compagni con spinte, strattoni e usando un tirapugni per colpirli sul viso.

Fortunatamente i compagni, uniti e determinati nell’autodifendersi, sono riusciti a cacciare gli aggressori senza riportare ferite gravi. Grave è invece il fatto che dei neofascisti si sentano legittimati a presidiare una zona della città e a compiere azioni squadriste con il beneplacito dell’amministrazione comunale, laddove un esponente di una lista civica di destra li aveva invitati a partecipare al presidio razzista e sessista organizzato per spacciare il solito odio contro i migranti, strumentalizzando senza ritegno alcune giovani vittime della violenza di genere.

La nostra solidarietà va alla compagna e ai compagni aggrediti e a tutte le 400 persone che ieri hanno sfilato per le strade di , perché un’aggressione di questo stampo sarebbe potuta succedere a chiunque, aggressioni fasciste come questa sono contro a valori, principi e pratiche: ieri non hanno solo attaccato delle persone, hanno anche attaccato l’idea di uguaglianza e libertà che la manifestazione voleva trasmettere, illudendosi che con la loro violenza le persone smettano di rifiutare il sessismo, la violenza di genere, il fascismo.

Rivendichiamo il fatto che le strade sicure non le fanno le telecamere, le forze dell’ordine o presunti “vigilantes” urbani, ma noi che le attraversiamo.

Rivendichiamo il nostro impegno quotidiano nell’antifascismo in ogni città e quartiere, dove la convivenza tra Casapound e i vari comuni va avanti da anni e dove si sono consumate già troppe aggressioni fasciste.

Rivendichiamo l’esigenza di autodeterminarci tramite pratiche libertarie perché solo in questo modo le strade saranno sicure.

Iniziativa Libertaria-