Punti di vista anarchici

Les Gilets jaunes: Points de vue anarchistes

A cura di

Editions du Monde Libertaire

Tascabile. 296 pagine. 8 euro

Da ordinare alla libreria Publico (Parigi) +33148053408 / da acquistare alla 9° Vetrina dell’editoria e delle culture anarchiche e libertarie di Firenze

Abbiamo chiesto a Monica, incaricata delle Editions du Monde Libertaire e membro del Groupe Gaston Couté FA (Federazione Anarchica Francofona) ed Individualità FAI Napoli di descriverci il recentissimo testo che ha curato.

Cosa significa il simbolo del gilet giallo – finora un giubbotto catarifrangente d’obbligo per autisti – non si sa ancora di certo o, per lo meno, ci sono tante visioni possibili e non sufficienti a spiegare l’intero fenomeno ovunque sia presente. Il movimento dei , sorto il 17 novembre 2018 contro il caro benzina e l’annuncio di una carbon tax al riguardo, caratterizzato dall’occupazione quasi permanente delle rotonde con barriere filtranti e manifestazioni ogni sabato, interesserà gli storici e interessa da ora sia i sociologi ed i giornalisti sia i partiti politici di sinistra – estrema e non – e di destra estrema che, ovviamente, stanno già cercando di strumentalizzare il voto giallo, anche allo scopo di creare “liste gialle” per le elezioni europee di fine maggio.

La confusione è grande fuori e dentro questo movimento e la valutazione giusta è difficile pure per noi anarchici perché al suo interno ci sono modi di agire che indubbiamente sono auspicabili nella prospettiva anarchica: orizzontalità, volontà di non riconoscere capi o di delegare; poi, in pochi posti ma ci sono, rivendicazioni del tutto condivisibili. D’altronde è anche vero che non c’è sabato in cui non avvenga qualche azione razzista, antisemita, nazionalista, tendente a privare altrui di diritti e via dicendo in flagrante contraddizione coi nostri principi di base; sono poi presenti anche rivendicazioni che non hanno nulla a che vedere con la fine dello Stato, anche se minimamente inteso come fine della V Repubblica Presidenzialista, e con la richiesta di sviluppo dei servizi pubblici.

Da incaricata delle Editions du Monde Libertaire, potevo ma non ho voluto sollecitare un@ storic@ o sociolog@ libertari, né un@ federat@, tanto meno proporre il mio personale punto di vista, giacché da un canto ci sono già troppi “giletgiallisti” in giro, dall’altro, significava far dominare un unico punto di vista. Nemmeno ho voluto un dibattito/contraddittorio tra due compagn*, poiché sarebbe stato introdurre l’idea di convincere il lettore o la lettrice e l’idea che uno abbia ragione rispetto a un parere diverso, per di più eliminando le sfumature. Mentre in realtà, infatti, ci sono compagn* pro gilet, compagni contro, compagni divisi e tutt* con le loro ragioni strettamente anarchiche. Pur avendo un mio proprio punto di vista, li capisco tutti, m’interessano tutti e tutti mi fanno riflettere.

Peraltro, alla FA (Fédération Anarchiste) non abbiamo una linea, un comitato che decida per noi, ciascuno di noi è la FA, e se poi ci fosse consenso, si adotterebbe una mozione al Congresso annuale. Da anarchica, ovviamente rifiuto anche che ci sia una gerarchia di opinioni o di analisi che abbiano maggiore autorità delle altre. Mi sono quindi sforzata di immaginare come raccogliere tutto l’arco delle reazioni, delle scelte, cercando la completezza (nelle prese di posizioni ma non solo: ad esempio, se le proposte non arrivavano, ho sollecitato gli approcci mancanti, sindacalista, femminista, antisessista, ecologico ecc.) ed organizzando i contributi in un modo che non ci fosse una valutazione nemmeno implicita del contenuto e dando il titolo ai testi con una frase dell’autor*. Tutto ciò conferisce, secondo me, all’insieme, un’omogeneità bellissima nella diversità.

Il libro s’interessa dei due primi mesi del Movimento – quindi il periodo detto dai Gilet dall’Atto I all’ Atto VIII, così da conservare la spontaneità delle prime reazioni su un fenomeno ancora nuovo e sorprendente, prima del falso dibattito proposto da Macron, dalle europee, insomma prima che altre problematiche si presentassero o si sciogliesse il movimento o partisse in troppe direzioni per conservare una coerenza del progetto. È un libro con tante letture e quindi un libro antidogmatico che ci assomiglia, facendo riflettere sui Gilet Gialli in chiave anarchica e quindi alla fine consente anche al lettore di conoscere e capire il pensiero anarchico e l’anarchismo.

Il libro va letto tutto, dalla mia introduzione fino all’ultimo testo, evitando di fare, sistematicamente almeno, soltanto una ricerca dei testi con cui concordiamo. Voglio sottolineare la qualità delle analisi, delle argomentazioni, delle informazioni, della libertà di interrogare. Per invogliarvi alla lettura, vi propongo adesso una traduzione dell’indice ma non concludete troppo velocemente per nessun testo: ad esempio, il mio contributo s’intitola “Sono GILET GIALLO”, come “Je suis CHARLIE”, ma si tratta di una poesia satirica! C’è anche una canzone cantata sulle rotonde, ci sono email indignate, ci sono articoli seri, ci sono testimonianze in diretta, giornali di occupazione: diversità in tutto, nella forma, nel tono, nel contenuto.

Mi auguro che la lettrice e il lettore possano, chiudendo il libro, dare una risposta personale a tante domande: Perché una tale diversità di pareri tra gli anarchici della FA? Rivolta o rivoluzione? Chi sono i Gilet Gialli? Pro, contro, pro ma…, contro ma… Cosa pensare del movimento essendo anarchico? Come spiegare la partecipazione di alcuni anarchici e l’assenza dalle rotonde di altri?

PRÉSENTAZIONE

E gli anarchici? Monica Jornet – Editions du Monde Libertaire FA

GIORNALE DI ROTONDA

NEL LOT – AVEYRON Né dio né padroni ed il gilet giallo aperto alla barriera filtrante. Bernard B. – Collegamento Lot Aveyron FA

À NEMOURS (Seine et Marne) ZAD Ovunque! Nuage Fou – Individualità FA (Parigi)

À POITIERS L’ape Maia ovvero il racconto di un gilet giallo e nero. Cyrille – Collegamento Poitiers FA

À TOULOUSE La presenza di una bandiera libertaria. Caillou – Gruppo Libertad FA (Toulouse)

TESTIMONIANZE SULLA ROTONDA

À POITIERS Sulla mia consueta rotonda, ecco il mio report. Cyrille – Collegamento Poitiers FA

À TOULOUSE È successo vicino a casa mia. I Gilet gialli contro l’aumento della benzina. Caillou – Gruppo Libertad FA (Toulouse)

À MONTARGIS Esserci o non esserci ? Gialla macchina gialla … Christian – Gruppo Gaston Couté FA (Loiret)

À AUXERRE In effetti, gli omosessuali hanno timore di alcuni Gilet gialli! Patrick Schindler – Gruppo Botul FA (Parigi)

GILET GIALLI E REALTÀ LOCALE

À LIÈGI Gilet gialli senza confini. Aurélien. Gruppo Ici et maintenant FA (Liège, Belgio)

NELLA CREUSE Progresso e regresso. Serge Gruppo Gaston Leval FA (Yvelines)

SGUARDI SUL MOVIMENTO DEI GILET GIALLI

“La rivolta di maggio rifiorirà !” Sarà questa rivolta quella giusta? Justhom – Gruppo di Rouen FA

Le Multi-Zad dei Gilet gialli. Philippe Pelletier – Gruppo Nestor-Makhno FA (regione di Saint-Etienne).

Dai Gilets gialli alle bandiere nere ? Jean- Pierre Tertrais – Gruppo La Sociale FA (Rennes)

Riflessioni sul Movimento dei Gilet Gialli. René Berthier – Gruppo Gaston Leval FA (Yvelines)

I fiori gialli delle rotonde. Pierre Sommermeyer – Individualità FA (Strasbourg)

Verso un « 5 stelle » alla francese ? Fab Gruppo Graine d’anar FA (Lyon)

APPROCCI MILITANTI DEL MGJ

Sono anarchica e appoggio il Movimento dei Gilet gialli. Emmanuelle – Gruppo Graine d’Anar FA (Lyon)

Donne in giallo. Hélène Hernandez Gruppo Pierre Besnard FA

Gilet Gialli, collera nera. Maurice Gruppo La Sociale FA (Rennes)

Il Gilet giallo: simbolo della servitù volontaria. Frédéric Pussé – Gruppo de Metz FA

Un movimento che ci colpisce. Coq’s Gruppo La Sociale FA (Rennes)

Tra domande, aspettative e desideri. Fab – Gruppo Graine d’anar FA (Lyon)

Una visione del Movimento dei Gilet gialli che si è evoluta, si evolve e si evolverà ancora. Bitch – Gruppo Libertad FA (Toulouse)

Rendere più complessa la lettura di questo movimento. Jean-Yves – Gruppo Graine d’anar FA (Lyon)

BIGLIETTI DI UMORE NERO E UMORISMO GIALLO

Mi sono impegnato… ma c’è qualcosa nel movimento dei Gilet gialli che mi da fastidio. Bernard B. – Collegamento Lot Aveyron FA

Mi piacerebbe così tanto che fosse un fake. Fab – Gruppo Graine d’anar FA (Lyon)

Mi dispiace ma raggelerò un po’ l’atmosfera. Fab – Gruppo Graine d’anar FA (Lyon)

Ho scritto una canzone che è un successone sulla mia rotonda: “La Marea Gialla”. Patrick – Individualità FA (Parigi)

Sono GILET GIALLO. Monica Jornet – Gruppo Gaston Couté FA (Loiret)

Vorrei concludere con qualche parola sulla copertina: è una strizzatina d’occhio visto che la mia foto raffigura una piazza vicino a casa, era il 20 dicembre e tra gli addobbi dell’albero di Natale c’era un Gilet giallo! La cosa per me ancora più divertente è stata che si vedesse dietro il campanile del villaggio… Non mancava proprio nulla per la copertina del libro. Mi sbagliavo invece, mancava qualcosa per farsi due risate, in particolare in Italia: segnalare che la mia cittadina si chiama Montargis, proprio quella dell’incontro del vice premier (e capo del M5S) Luigi Di Maio ed alcuni Gilet Gialli il 5 febbraio, che innescò un incidente diplomatico epocale. Adesso, quando sono a Napoli, è diventato facilissimo spiegare dove abito in , è più famosa di Parigi!

Ci vediamo a Firenze a settembre! Sarò felice di presentare il libro alla 9°Vetrina. Al momento, per quanto riguarda l’aspetto internazionale, lo presento anche a Londra il 22 marzo invitata dalla London Anarchist Federation (GB) e ad Oporto per l’Incontro Anarquista do Libro (Portogallo) il 27 aprile e, molto probabilmente, a Madrid a inizio luglio in una iniziativa della FAIb.