Google, o la “grande G” come pure viene chiamata una delle società più note su Internet e non solo, gestisce tutta una serie di servizi che vanno oltre il famoso motore di ricerca, la casella di posta elettronica, lo stranoto “yuotube” e le mappe. L’elenco completo comprende di tutto: dalla gestione condivisa di documenti alle traduzioni, dal servizio di notifica delle news fino all’ultimo “G+”, un tentativo nemmeno tanto mascherato di insidiare lo strapotere di “Facebook”.
Fino alla fine dello scorso mese di febbraio ognuno di questi servizi aveva un suo proprio sistema di registrazione e conservava separatamente i dati degli utenti che dovevano fornire un nome ed una password per ognuno di essi. Dal 1 marzo scorso sono cambiate le regole sulla riservatezza dei dati (“privacy policy”) e come sempre accade per tutto quello che riguarda “big G”, la cosa ha suscitato interesse e preoccupazione. Addirittura si sono scomodate le istituzioni europee, che hanno chiesto maggiori chiarimenti, ipotizzando che queste modifiche violino la Direttiva Europea sulla Protezione dei Dati.