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Bel Lavoro

A cura della Commissione Lavoro della Federazione Anarchica Milanese
Per contatti e informazioni: bel-lavoro@federazione anarchica.org

Basta con i tagli salariali! Basta con i risparmi selvaggi sul personale! Basta con le guardie armate messe a intimorire i lavoratori! Basta con le infiltrazioni mafiose! Basta con la svendita del patrimonio pubblico e dei nostri servizi sanitari per l’accumulo di ingenti profitti da riversare nelle tasche di faccendieri milionari buoni solamente a ungere le rotelle di Formigoni! Cacciamo la loro amministrazione!
Anche all’Ospedale San Paolo di Milano è arrivata la controriforma costituzionale con cui i ministri e la maggioranza di governo hanno già annunciato nuovi tagli dei servizi e dei salari. Le amministrazioni statali e regionali , nominate dalla Casta parlamentare derubano i cittadini del denaro indirizzato alle risorse pubbliche, ma vogliono salvare i loro “affari” (in questi tempi di crisi) quadrando i bilanci con i soldi dei lavoratori e con la vendita-privatizzazione del Servizio Sanitario Nazionale! Non fanno eccezione i tre direttori del San Paolo che nella trattativa aziendale, tenutasi venerdì scorso, hanno avviato l’attuazione di queste direttive, mostrandosi indifferenti a qualsiasi tentativo della RSU di difendere l’interesse dei dipendenti e dell’Ospedale.
Stamattina (30 aprile) c’è stato lo sciopero dei lavoratori della cooperativa Althea Job del consorzio BSB presso i magazzini Unieuro di Piacenza.
Ad Althea Job scadeva oggi la commessa ed ai lavoratori, una cinquantina, era stato prospettato il passaggio ad una nuova cooperativa, Arcadia, sempre del medesimo consorzio.
Nove lavoratori della Cooperativa CFP, impegnata per conto della SETA, società che si occupa della raccolta dei rifiuti urbani per alcuni comuni della zona di Chivasso, si sono incatenati ai cancelli della azienda lo scorso 3 maggio dopo essere rimasti senza lavoro  dopo che la SETA non aveva rinnovato l’appalto. 
Dal 27 aprile i lavoratori sono in assemblea permanente “Ci sono responsabilità enormi degli amministratori del Consorzio Seta che non hanno provveduto in tempo utile a bandire una nuova gara d’appalto”. Questo mette per strada nove lavoratori e getta nello sconforto le loro famiglie”. Così l’Usb commenta la decisione dei lavoratori d’incatenarsi ai cancelli dell’azienda. “Il consorzio - osserva l’Usb - sta provvedendo con mezzi propri e lavoratori in straordinario a raccogliere i rifiuti, sostituendo di fatto i lavoratori in sciopero ai quali sono già arrivate le lettere di licenziamento”. L’Usb chiede a Seta “l’assunzione diretta di questi lavoratori da anni al servizio della raccolta rifiuti nei dieci comuni interessati”
La nostra più piena solidarietà verso i lavoratori dei Cantieri Navali di Trapani che nella giornata del 18 aprile hanno subito lo sgombero del loro presidio resistente, la loro naturale risposta al licenziamento in massa avvenuto lo scorso dicembre.
E’ stato un pesantissimo attacco ad uno dei diritti fondamentali dei lavoratori (il diritto al lavoro) condotto in modo brutale e unitario da parte delle forze asservite allo Stato (polizia, carabinieri, finanzieri e uomini della capitaneria di porto) in difesa incondizionata di un padrone che, mentre licenzia i suoi dipendenti, pretende assumere altri lavoratori (al momento 6) attraverso la ditta Satin spa, di cui il padrone è lo stesso.
La repressione messa in atto dallo Stato è il tentativo di stroncare sette mesi di lotta auto-organizzata.
E’ un’ulteriore prova di come i governi intendono sviluppare l’occupazione in un Paese in crisi, dovuta all’azione congiunta di Stato e padroni.
Tutto il nostro sostegno solidale a proseguire nella direzione annunciata: quella della costituzione di una cooperativa (autentica) denominata
L’Auchan di Torino non è un’azienda in crisi: nonostante le lamentale dei padroni i conti sono in attivo, così in attivo che La Stampa annuncia un progetto di estensione dell’area di vendita che, approfittando della riqualificazione urbana delle aree ex Pirelli ed ex Michelin, potrebbe portare la multinazionale della distribuzione a raddoppiare i suoi spazi. Non si tratta quindi di un’azienda che ha intenzione di andarsene da Torino. 
Eppure, proprio il 1 maggio, la direzione ha consegnato alle Rsu una dichiarazione che prevede ben 81 esuberi tra i lavoratori e le lavoratrici dell’ipermercato. Una decisione apparentemente insensata eppure perfettamente in linea con la filosofia della massimizzazione del profitto. Con questa mossa i padroni puntano a due obiettivi: cancellare un contratto integrativo più favorevole di quanto non sia il contratto nazionale del commercio e lo stesso integrativo nazionale Auchan e liberarsi di tutti i dipendenti con la maggiore anzianità e il contratto a tempo indeterminato per assumere giovani da precarizzare.
Una precarizzazione che nel commercio passa attraverso i part time più elastici e flessibili che si possano immaginare.
Lo scorso 24 aprile, su disposizione del giudice Istruttore, i Mossos d’Escuadra (la polizia regionale Catalana) hanno arrestato Laura Gomez, 46 anni, segretaria organizzativa della Confederaciòn General del Trabajo (C.G.T.) di Barcellona, con l’accusa di avere partecipato ai fatti che portarono al danneggiamento dell’edificio della Borsa della capitale catalana durante lo sciopero generale del 29 marzo. Più in particolare, le accuse sono di disordine pubblico, incendio con danneggiamento, violenza morale e violazione dei diritti fondamentali e delle libertà pubbliche !
In realtà, i fatti del 29 marzo davanti al palazzo della Borsa, per come sono stati riportati dalla stampa locale, si sarebbero limitati all’incendio di uno scatolone pieno di carta posto davanti all’ingresso dell’edificio.
Il 26 marzo 5 operai, tutti di origine maghrebina, sono rimasti gravemente ustionati in seguito ad una esplosione avvenuta in una ditta di smaltimento rifiuti industriali, la Lafutmet di Villastellone in Piemonte. Particolarmente ustionati gravemente sono in 4: si tratta di Hassan Hassan Karloche, 38 anni, Amed Badredine, di 42 anni, Mustafa Ganfafoudi, di 47 e Becher Gizani, anche lui di 47. L’esplosione è stata improvvisa, mentre stavano lavorando alcuni fusti per il riciclaggio. La Lafutmet era già stata teatro di un grande incendio nel luglio del 2003, fortunatamente in quella occasione non si registrarono feriti.
Gli ex lavoratori ThyssenKrupp di Torino vedono in questo grave incidente molte analogie con quanto successo nella strage della fabbrica in cui lavoravano: “Produzioni altamente pericolose sottovalutate, scarsa sicurezza, ripetuti incendi che però non fanno sorgere nemmeno il minimo dubbio, in futuro, di un evento disastroso… richieste di maggior sicurezza da parte di lavoratori e sindacati ignorate dal titolare… Prima della dignità e della sicurezza dei lavoratori viene sempre il profitto, mentre gli organi di controllo intervengono sempre dopo, mai prima.
Sono trascorsi circa due mesi da quando è iniziata la lotta dei lavoratori dipendenti della Coop. Forza 4, impiegati presso la GLS di Montale (Pc). Nonostante due mesi di lotte, scioperi e picchetti, nonostante 67 lavoratori su 88 siano attualmente iscritti al SI Cobas, la direzione della GLS non intende riconoscere questo sindacato come sindacato aziendale alla pari con i sindacati della Triplice. E il motivo di questo ostracismo è ben spiegato nel seguente comunicato:
 
Mercoledì 11 aprile, dopo quattro settimane di serrata con annessa minaccia di chiusura, la GLS di Montale ha riaperto con l’intenzione di non volerci pagare per il periodo in questione. La serrata è stata la risposta ritorsiva al fatto che ci siamo costituiti come sindacato, S.I. Cobas, ed abbiamo scioperato affinché le nostre ragioni trovassero ascolto e soluzione.
C'é la crisi? In perfetta sintonia con i dettami del governo Monti, si sta diffondendo la moda di accollare ai lavoratori i sacrifici necessari per (tentare di) uscirne. 
Questo è il caso dell'Holiday Inn Eur Parco dei Medici, gestita dalla società Sidim Stl, presieduta dal senatore Pd Ranucci. Come riportato dalla stampa, alla base di tutto ci sarebbe un prestito di 30 milioni di euro che la Sidim aveva contratto con le banche e che oggi non riesce a ripagare a causa del periodo non particolarmente propizio.
Detto fatto, la Sidim ha escogitato il suo “Piano strategico 2012-2018” che prevede la vendita dello stabile dove si trova l'albergo (previo accordo con l'acquirente per poter proseguire l'attività nello stesso immobile), accompagnata da una “riduzione di costi fissi (personale)” ovvero il blocco del turn-over, il mancato rinnovo per tutti i contratti a tempo determinato, il passaggio da contratti a tempo indeterminato Full time a contratti Part time e, dulcis in fundo, una decurtazione di circa 3.600 euro medi a testa per tutti i dipendenti nel 2012 oppure, in alternativa, la prestazione di servizio gratuitamente per 24 giornate.
Il direttore Generale “Risorse Umane e Organizzazione” delle Ferrovie dello Stato si chiama Braccialarghe. Non sappiamo esattamente a quanto ammonti il suo stipendio per un ruolo così importante, di certo il manager non brilla per originalità nell’aggregarsi alla solita pantomina che tutti recitano in questo periodo: c’è crisi, ci vuole senso di responsabilità, chi non ci sta è un insopportabile disfattista eccetera eccetera.
Tutti hanno capito che si scrive crisi ma si legge attacco frontale alle condizioni di vita dei lavoratori. Nel pieno della battaglia per il rinnovo contrattuale l’illuminato dirigente ha preso carta e penna e scritto ai “cari colleghi” (!) ferrovieri. Il ricatto stile Marchionne ha fatto scuola, per evitare il fallimento delle Fs, stile Alitalia o Tirrenia (notoriamente portate alla chiusura per colpa dei lavoratori) bisogna rinunciare ad ogni richiesta di adeguamento salariale o a vetuste norme di tutela.
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