La tregua non regge. Sembrava potesse essere questa, la giornata che la Siria aspettava da più di tredici mesi: a mezzogiorno, zero morti, zero feriti, zero arresti. Eppure, a quasi sei ore dall’entrata in vigore del cessate il fuoco tra esercito siriano e ribelli armati, previsto dal piano dell’inviato Onu Kofi Annan, sono contrastanti le notizie che giungono dalla Siria: secondo quasi tutte le agenzie stampa e i maggiori quotidiani internazionali, la tregua tiene. E’ di poco fa, invece, la notizia di un morto a Mharadeh, nella provincia di Hama. A riferirlo è Rami Abdel Rahman, presidente dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, ma non è chiaro se la vittima sia stata uccisa dall’esercito regolare o da gruppi paramilitari leali al regime. Sono stati segnalati anche bombardamenti delle forze governative a Homs, sparatorie a Dayr al-Zor, colpi di mortaio attorno al castello di al-Madiq.