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25 aprile: non ricorrenza ma lotta!

aprile 25

TORINO

ore 15
ricordo, fiori, info antifascista alla lapide del partigiano anarchico Ilio Baroni
in corso Giulio Cesare angolo corso Novara

l governo caccia i poveri dalle città, riduce le tutele per i profughi, condanna a morire in mare e nelle galere libiche i migranti, apre nuove prigioni per i senza documenti.
Il lavoro è precario e pericoloso, i padroni diventano sempre più ricchi, i militari sono nelle nostre strade: siamo in guerra.
Oggi come nel 1945 la democrazia è un’illusione di libertà e giustizia, che somiglia sempre più al fascismo.
I partigiani di Barriera hanno combattuto perché volevano un mondo libero, senza schiavitù salariata.
Il loro sogno continua ogni giorno nella lotta per una società di liberi ed eguali.

Federazione Anarchica Torinese

A seguire…
Nell’ambito dell’iniziativa diFenix ai giardini irreali (se piove a parco Dora)
Le frontiere invisibili che segnano la città.
Militari e poliziotti selezionano chi può viaggiare e chi no, chi può scegliere di muoversi e chi deve restare impigliato nelle maglie. La frontiera attraversa la città, si inerpica sui monti, incatena le vite di tanta gente.
A cura dell’assemblea antimilitarista

 

MASSENZATICO (RE)

25 aprile rosso!

25 aprile con ribelli e banditi dal mattino a sera: spettacoli, musica, incontri, cappelletti antifascisti…

Circolo Arci Le Cucine del Popolo

Circolo Arci La Capannina Paradisa

Viale Beethoven 78

www.cucinedelpopolo.org

 

PORDENONE

DALLE ore 11.00 ex Caserma Martelli
via Montereale /vicino al parcheggio dell’ospedale S. Maria degli Angeli/

Ricordo dei 9 partigiani fucilati dai nazifascisti
con deposizione di fiori e corone, interventi, microfono aperto,
buffet e musica

Iniziativa Libertaria – Rete Solidale Pordenone- Associazione Immigrati Pordenone – Ist.Lib – Pordenone

dalle h 17.00-prefabbricato
Villanova/PN [via pirandello,22]

CONCERTO r_e_s_i_s_t_e_n_t_e

– A.i.d.s
(rotten’roll hc/pn)
– Jay terrestrial 
(folk punk/uk)
– Misery for a living
(hc/udine)
– Pigs parlament
(Party-punk-ska-core/slovenia)

ingresso libero
FORNITO CHIOSCO AUTOGESTITO
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A Marielle Franco
39 anni, militante femminista brasiliana, “cria da Maré
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“Le rose della resistenza nascono dall’asfalto, siamo quelle che ricevono rose, ma siamo anche quelle che con il pugno chiuso parlano dei nostri luoghi di vita e resistenza contro gli ordini e soprusi che subiamo.”
Marielle Franco
Iniziativa Libertaria

 

TRIESTE

Diffusione di Germinal e Umanità Nova fuori dalla Risiera di San Sabba. 

Gruppo Anarchico Germinal

 

UDINE

Anche quest’anno a Udine parteciperemo con uno spezzone libertario al corteo cittadino del 25 aprile, dietro lo striscione “Defend Afrin – Kurdistan libero” , quindi  in solidarietà al popolo curdo e all’esperienza del Confederalismo democratico.
A fine corteo  ci saranno i banchetti di controinformazione e una mostra sulla situazione ad Afrin , oltre che ai rifornitissimi chioschi autogestiti ( con ricavato benefit per Afrin)

 

ALBA

Presso il Circolo Arci CINEMA VEKKIO a partire dalle ore 15,30: Rains, Overclank, Dunning and the Krugers, Middle Finger Street Punk
ore 17,00 IN RICORDO DI ELIA SOMENZI:

Proiezione di “Il partigiano guerrigliero – un’intervista a Elia Somenzi” a cura del Collettivo Mononoke
Dibattito con la presenza del partigiano SILVIO BORIONE, EZIO ZUBBINI, ANTONIO LOMBARDO e FRANCESCO BENNARDO
Inaugurazione della sala dedicata ad Elia Somenzi.
Dalle ore 18,30 – Outdoos Stage: Autobuskers
dalle ore 20,00 BALACANTA – LOU TAPAGE
Durante la giornata Dj set outdoor: Vicol Thanks
Cibo, dehor esterno, musica, ecc..ecc..ecc.. !

QUALE ANTIFASCISMO SCEGLI?

L’antifascismo non interessa ormai che a pochi: quello coltivato retoricamente dalle istituzioni ha poi il raro dono di risultare respingente per ogni moto di fascinazione e attrazione verso le vicende resistenziali. Le celebrazioni ufficiali sono inerti e avulse dalla vita reale, del tutto sconnesse dai problemi, dalle gioie e dai desideri delle persone. Odorano di cloroformio, evocano il calore della ghiacciaia piuttosto che lo spirito e la passione dei partigiani. Gli unici momenti veri di queste manifestazioni sono quelli in cui i protagonisti del tempo raccontano di sé, e attraverso le loro storie personali rispecchiano le ragioni e la forte carica etica ed esistenziale di un movimento collettivo straordinario. Abbiamo ascoltato tante volte i loro interventi, e ci sembra che solo questi riescano a sciogliere la camicia di forza in cui la narrazione ufficiale ha imprigionato la Resistenza.

Ad Alba negli ultimi anni è divenuta egemone una lettura caratterizzata da una forma sottile di revisionismo storico: la lotta di liberazione è considerata un processo sostanzialmente guidato dai partigiani autonomi, di ideologia moderata e monarchica. E’ una lettura “perbene”, che tende a rimuovere l’apporto delle formazioni garibaldine, e per questa via la resistenza con radici comuniste e di classe. Come tutti i grandi movimenti storici, anche quello resistenziale fu segnato da fratture sociopolitiche profonde, che trovarono una composizione nel comune obiettivo di battere il nazifacismo. Non è un’operazione politicamente innocente esaltare l’importanza di alcune formazioni e impostazioni, e nasconderne altre. Anche noi, ovviamente, non siamo politicamente innocenti, e preferiamo l’antifascismo di Leonardo Cocito a quello di Teodoro Bubbio.

Cocito, professore di italiano e latino al liceo classico Govone, organizza la lotta partigiana nei boschi attorno a Bra. La lotta armata è per lui la naturale prosecuzione di un antifascismo maturato ed espresso con chiarezza già negli anni trenta. Cogliamo in lui una posizione netta e rigorosa: un antifascismo conseguente che trascende il terreno della difesa della democrazia, e scorge nello sfruttamento dei lavoratori, nell’ingiustizia sociale e nella difesa del Capitale la radice ultima della svolta autoritaria. Si unirono a lui nella lotta, tra gli altri, lo studente del liceo di Alba Danilo Ballerini, e Sergio Aimo, ex allievo del liceo e studente in medicina. Citiamo un passo da “Banditi” di Pietro Chiodi: “12 Agosto 1944. Ho notato che gli uomini hanno per Cocito un’ammirazione e un affetto sconfinati. Benchè militino in una formazione autonoma si professano quasi tutti comunisti. Ci sono anche due nostri allievi del liceo. Ho parlato a lungo con loro. Comunismo significa per loro giustizia sociale ed antifascismo radicale ed intransigente.”

E veniamo a Bubbio. L’avvocato Teodoro Bubbio è considerato un padre nobile della politica albese: a lui è stata intitolata la sala del Consiglio comunale. Deputato del partito popolare nel 1919, dirigente dell’Azione Cattolica, da cui i fascisti lo costrinsero a dimettersi nel 1939, fece parte del C.L.N. cittadino durante i 23 giorni dell’ “Alba liberata” insieme ad altri quattro avvocati. Citiamo dal libro “Islafran” di Ezio Zubbini: “E’ proprio questo l’elemento di maggior debolezza politica dell’esperienza dei 23 giorni della città di Alba. Il C.L.N. di Alba dell’ottobre ’44 non ha le sue radici in una precedente attività cospirativa antifascista, ma è essenzialmente l’espressione di un timido dissenso presente in alcuni rappresentanti della borghesia albese, che si manifesta nel momento in cui il fascismo di Salò appare entrare in crisi….Il C.L.N. Albese non proclama nessuna “libera repubblica” né cerca di imporsi ai militari come autorità civile. Sul campanile del Duomo sventola la bandiera monarchica…viene mantenuto in carica il commissario prefettizio della RSI…”.

E che dire di Bubbio dopo la liberazione? Lasciamo che sia un suo scritto autografo a parlare: “Quando a seguito delle elezioni 1946 fui assunto per la seconda volta a sindaco di Alba…alcune volte il prefetto di Cuneo conte Gloria mi invitò formalmente a prestare il prescritto giuramento di fedeltà alla Repubblica; disattesi ogni volta questo invito, adducendo or questo or quell’impedimento. Pertanto non giurai…”. L’influenza politica e la propaganda monarchica di Bubbio furono certamente un fattore decisivo per la vittoria della Monarchia ad Alba nel referendum del 2 giugno del 1946, con la percentuale del 66,8%.

E ancora: una volta diventato sottosegretario al Ministero dell’Interno, Bubbio non si peritò di caldeggiare la posizione del tenente colonnello Luigi Pieroni, già comandante del presidio fascista di Alba nell’inverno del ’44-’45, condannato dalla Corte d’assise di Alba per strage e collaborazionismo, poi amnistiato Citiamo nuovamente da “Islafran”: “ Era stato però cancellato dai ruoli militari con la perdita del grado. Ebbene, il sottosegretario Teodoro Bubbio intercedeva presso il suo collega sottosegretario alla Difesa per farlo reintegrare nei gradi militari. In un clima di anticomunismo dilagante il potere democristiano albese perdeva ogni traccia di antifascismo.”

Noi non mettiamo in dubbio l’importanza dei differenti apporti al movimento resistenziale. Ma se la Resistenza deve avere un senso per l’oggi e per il domani, è necessario operare una scelta politica tra i diversi percorsi individuali, sociali, ideologici che la animarono. Il lascito di Cocito, Aimo e Ballerini ci pare essenziale, fecondo di sviluppi futuri; quello di Bubbio no.

Prendiamo spunto dalla straordinaria esperienza della brigata partigiana Islafran, costituita da combattenti di nazionalità diverse, e la proiettiamo sulla prossima scadenza del primo maggio. Scrivendo queste righe non vogliamo descrivere la condizione sempre più svilita dei lavoratori, né muovervi all’indignazione aggiornando l’elenco sterminato delle scelte politiche e sindacali che favoriscono il capitale. Vi chiediamo di lottare, italiani e migranti, di reagire per riprenderci il maltolto: sarà un percorso lungo e difficile, e ci piace richiamare una frase di un vecchio zio di Treviri come stella polare del nostro cammino: il lavoro in pelle bianca non può emanciparsi, in un paese in cui viene marchiato a fuoco quand’è in pelle nera.

POTERE AL POPOLO ALBA

COLLETTIVO MONONOKE

OFFICINE DI RESISTENZA

F.A.I. FEDERAZIONE ANARCHICA CUNEO

CIRCOLO ARCI CINEMA VEKKIO

COMITATO ARCI ASTI LANGHE ROERO

 

BOLOGNA

Corteo antifascista cittadino. Concentramento ore 10 rotonda Dodi Maracino (Quartiere Barca)

L’ANTIFASCISMO NON LO DELEGHIAMO

Anche quest’anno le realtà antifasciste bolognesi lanciano un corteo antifascista in città scegliendo di partire dal quartiere Barca per arrivare alla festa organizzata dal comitato Pratello R’Esiste.

Il 16 aprile, alle 20, si terrà un’assemblea pubblica nella sala “Falcone e Brosellino” (via Battindarno 123) per presentare alla città l’iniziativa del 25 aprile. Iniziativa che è stata e sarà preceduta da innumerevoli altre manifestazioni, testimonianza della vivacità e della determinazione della Bologna Antifascista di riprendersi spazi, strade e quartieri per sottrarli a quanti speculano sulla crisi economica e sociale. 

Crisi che è il frutto delle politiche di governo sia nazionali che internazionali. Crisi che permette ai fascisti di ogni risma di godere della benevolenza di una borghesia sempre più preoccupata di perdere i propri privilegi e di conseguenza della protezione delle “forze dell’ordine”. 

La Bologna Antifascista che è scesa in piazza il 16 febbraio contro Forza Nuova, che ha manifestato a Macerata come a Firenze, che è scesa in piazza per Afrin e per dire, il 24 marzo, “mai più Macerata, mai più Firenze, mai più via Mattei”. La Bologn Antifascista che è stata e sarà al fianco del movimento      femminista, antisessista, antirazzista.    

Lo ribadiamo con forza, oggi più che mai: non può esserci una lotta antifascista che non sia profondamente femminista, antisessista e antirazzista: la prevaricazione violenta di ogni diversità e l’ignobile retorica sulla difesa delle donne (e quindi della razza)sono strumentalizzazioni di un potere maschilista timoroso diperdere il proprio privilegio in favore di una reale autodeterminazione delle donne e di tutte le soggettività femminilizzate trans* e queer.

Questa Bologna Antifascista chiama tutte e tutti a scendere in piazza e partecipare la corteo del 25 aprile 2018.

 Oggi assistiamo al paradosso (anche se la storia ci dimostra come  non  sia paradossale) che chi vuole impedire ai fascisti di avere un ruolo politico debba subire l’arresto, le denunce, le percosse, le      minacce, le persecuzioni sui luoghi di lavoro. Per queste/i compagni il corteo esigerà a gran voce la liberazione. Lorenzo, Giorgio, Jacopo, Niccolò liberi subito! 

Questa dovrebbe essere una “Repubblica nata dalla Resistenza al Nazifascismo” e quindi l’antifascismo dovrebbe essere un patrimonio comune; invece chi si definisce “democratico” non fa  altro che lasciare spazio (se non addirittura spalleggiare) alla canea fascista. Non parliamo poi della destra istituzionale che oggi si candida a governare il paese. Dalla Lega a Fratelli d’Italia, questi partiti sono pieni di picchiatori, guardie del corpo, sostenitori che rivendicano apertamente il loro essere fascisti.

Per un 25 aprile di lotta e resistenza non possiamo delegare alle forze istituzionali e a vuote ritualità il rinnovato impegno di tutte e tutti noi a lottare anche oggi per libertà, l’uguaglianza  e la giustizia sociale.

Realtà antifasciste bolognesi

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Data:
aprile 25