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Livorno: presidio Libere di scegliere

maggio 25 @ 17:30 - 23:00

NonUna di Meno Livorno organizza per venerdì 25
Presidio informativo Via Grande angolo Via del Giglio alle ore 17,30
a seguire apericena al “Refugio” – Scali del Refugio 8.
La legge 194, nata sulla scia delle lotte femministe, ottenne quarant’anni fa che le donne non fossero più costrette all’aborto clandestino, che l’aborto non fosse più un reato per cui si andava in galera, che chi sceglieva di abortire potesse farlo con la dovuta assistenza sanitaria, nelle strutture pubbliche. 

Frutto del compromesso politico con i cattolici e i settori più reazionari,
porta con sé molti limiti, che ne ostacolano l’efficacia:

✔ l’obiezione di coscienza ha una media nazionale del 70% 
con punte del 90% in alcune regioni del sud;

✔ l’aborto farmacologico con la RU486 è somministrato da pochi ospedali 
e in modo limitato;

✔ il progressivo smantellamento dei consultori dovuto a disinvestimento economico e tagli
alla sanità pubblica rende difficile una adeguata gestione della salute sessuale delle donne.
una marea di motivi per essere in piazza
Quello che fu conquistato quarant’ anni fa da una grande stagione di lotte: molto più di una legge. È la coscienza che la scelta sui nostri corpi è solo nostra.

Queste giornate non sono una celebrazione del passato né una difesa dell’esistente. Sono un
momento di mobilitazione, sono un grido di rivendicazione.
Siamo una forza che ritorna, che attraversa le piazze. Ora come allora

 

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Quarant’anni fa una grande stagione di lotte costrinse lo Stato a depenalizzare l’aborto.

Le donne nelle piazze affermavano principi di libertà, nelle varie strutture autogestite costruivano esperienze di autodeterminazione.

La libertà di scelta sul proprio corpo è stata affermata come valore collettivo e come pratica di solidarietà in grado di rompere le segregazioni di classe, non come principio egoistico e borghese.

La legge che regolamentò l’aborto cercò di porre fine a queste esperienze di libertà, ponendo l’autodeterminazione della donna sotto la tutela degli esperti, medici, psicologi, magistrati; cercò di vanificare il nuovo diritto con l’obiezione degli operatori sanitari, ma la vigilanza delle donne ha bloccato le manovre reazionarie.

Oggi la violenza contro le donne assume anche la forma dell’attacco all’interruzione volontaria della gravidanza, ed in prima fila ci sono le organizzazioni clericali e fasciste.

Le anarchiche e gli anarchici sostengono le lotte per l’autodeterminazione, la difesa e l’allargamento degli spazi di libertà, contro ogni forma di violenza e contro il patriarcato.

Per questo sosteniamo le iniziative organizzate da NonUnadiMeno e partecipiamo al presidio indetto per venerdì 25 maggio.

FEDERAZIONE ANARCHICA LIVORNESE

COLLETTIVO ANARCHICO LIBERTARIO

Quando il potere legislativo ed il governo accettano e soddisfano sotto forma di legge o di decreto qualche nuova domanda sorta dalla coscienza pubblica, ciò è sempre in seguito a reclami innumerevoli, ad agitazioni straordinarie, a sacrifici non indifferenti del popolo. E quando i governanti si sono decisi a dire di sì, a riconoscere un diritto nei loro sudditi, e mutilato ed irriconoscibile, lo promulgano nelle carte, nei codici, quasi sempre quel diritto è già sorpassato, l’idea è già vecchia, il bisogno pubblico di quella tal cosa non è più sentito; e la nuova legge serve allora a reprimere altri bisogni più urgenti che si affacciano, che devono attendere di essere sterilizzati, ipertrofici, prima di essere riconosciuti da una legge successiva.”

(Pietro Gori)

 

 

Dettagli

Data:
maggio 25
Ora:
17:30 - 23:00

Luogo

Livorno