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Palermo: “Anni senza tregua. Ricordando Antonio Cardella”

febbraio 10 @ 16:00 - 20:00

presso la ex Chiesa di San Mattia dei Crociferi in Via Torremuzza 28 a Palermo, compagni e amici di una vita ricorderanno l’anarchico Antonio Cardella, scomparso due mesi fa all’età di 87 anni.

L’iniziativa sarà arricchita da filmati, immagini, contributi audio e testimonianze dirette di chi ha condiviso con Antonio un percorso esistenziale improntato ai valori di libertà, uguaglianza e solidarietà.
Antonio rimarrà sempre nella nostra memoria per la sua lucida capacità di analisi, per la sua intelligente facoltà di progettazione, per le sue acute e spiccate intuizioni, per la sua alta concezione di un’anarchia dell’oggi e del domani, di un’anarchia socialmente e politicamente inclusiva, praticabile e vivibile, ma soprattutto per la intransigente qualità dei rapporti umani che intesseva con tutti, compagni, libertari e non.

In allegato, locandina dell’iniziativa.
Di seguito, alcune note biografiche.
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Antonio Cardella (17 marzo 1930 – 6 dicembre 2017) è stato economista, giornalista, studioso delle tradizioni popolari, scrittore, nonché profondo conoscitore della musica classica.
Fervido militante della FAI – Federazione Anarchica Italiana, Cardella partecipò ad alcuni importanti momenti della storia del Novecento. Nel primo dopoguerra, in Sicilia, partecipò con entusiasmo all’occupazione delle terre. Internazionalista, uomo di pensiero e d’azione, fu in Algeria a lottare per l’indipendenza dal dominio coloniale francese a fianco del Fronte di Liberazione Nazionale; in Spagna, con i minatori delle Asturie, a lottare contro il franchismo, così come in Ungheria, nel ’56, era a Budapest sostenendo la lotta di quanti si opponevano all’invasione sovietica.
Corrispondente dall’Indocina per il “Mondo” di Pannunzio, in seguito prese a collaborare con le testate anarchiche “Umanità Nova, “L’Internazionale”, “A – Rivista anarchica”, “L’Agitazione del Sud”.
Attivo nella protesta sessantottina, Antonio Cardella si impegnò a fondo nella controinformazione sulla strage di Piazza Fontana, partecipando al vasto movimento che riuscì a smontare le false ricostruzioni degli apparati polizieschi e dei servizi segreti dello Stato, tese a colpevolizzare gli anarchici.
A Palermo fu cofondatore, dalla fine degli anni ’60, dei gruppi anarchici “Nestor Makhno”, “Federazione Anarchica Palermitana”, fino all’attuale Gruppo “Alfonso Failla”.
Interessato, dal punto di vista antropologico, alle tradizioni alimentari degli italiani, nel settembre del ’76 curò la prima edizione de Sicilia e le Isole in bocca, per la casa editrice palermitana Il Vespro.
Appassionato di musica classica (faceva parte del Direttivo dell’Associazione Siciliana “Amici della Musica”), fu scrittore eclettico e poliedrico. Fra le sue pubblicazioni: l’intervista a Carlo Cassola del 1977 (Conversazione su una cultura compromessa); il saggio antropologico Santi, riti e leggende del popolo siciliano (2002); la rievocazione della storia della FAI dal 1970 al 1980 (Anni senza tregua, 2005) insieme a Ludovico Fenech; il volume collettivo Il buco nero del capitalismo del 2012 (con A. La Via, A. Tirrito e S. Vaccaro).
Del 2017 è L’anarchismo di Elio Vittorini, riedizione per “I Quaderni di Libert’Aria” di un suo saggio pubblicato nel 1967 su “Umanità Nova”.

Dettagli

Data:
febbraio 10
Ora:
16:00 - 20:00

Luogo

Palermo