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Reggio Emilia: presidio antifascista e antirazzista

febbraio 10 @ 11:00 - 13:00

Piazza Roversi (piazza
del cristo) – presidio antirazzista e antifascista

Contro la violenza squadrista, per il rilancio delle lotte sociali

Sabato 3 febbraio a Macerata un uomo vicino ai gruppi fascisti Forza
Nuova e CasaPound, e candidato nel 2017 con la Lega Nord alle elezioni
amministrative, Luca Traini, ha sparato colpi di pistola verso le
persone di origine africana che ha incontrato sulla propria strada. Sono
sei le persone ferite, di cui due gravemente.
Questi fatti non possono non ricordare la strage di Firenze del 13
settembre 2011, quando Gianluca Casseri, attivista della formazione
fascista Casa Pound, sparò verso un gruppo di persone originarie del
Senegal uccidendone due e ferendone altrettante. La campagna d’odio
xenofobo e razzista agitata da molti partiti e diffusa dai media, locali
e nazionali, è funzionale alle politiche di sfruttamento, rapina e
controllo sociale condotte dai governi che si sono succeduti in questi
anni. La disoccupazione, l’emergenza abitativa, la miseria diffusa,
l’emigrazione, il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro
sono solo alcuni dei gravi problemi che milioni di persone vivono in
questo paese indipendentemente da quale sia la loro terra d’origine.
Rompere i legami di solidarietà, imporre la guerra tra poveri per
dividere gli sfruttati ed impedire lo sviluppo di lotte incisive è il
primo obiettivo di questa campagna di odio e di violenza.

Come sciacalli i partiti che concorrono alle elezioni nazionali del 4
marzo hanno subito posto l’attentato di Macerata al centro della
campagna elettorale. C’è chi esalta l’attentatore fascista e chi ne
approfitta per rafforzare la propria posizione di “voce del popolo”, ma
chi si propone di “fare gli interessi degli italiani” ha contribuito a
riportare le condizioni di lavoro in Italia indietro di mezzo secolo;
c’è chi si presenta come argine al pericolo fascista ma che stando al
governo negli ultimi anni ha condotto una politica di sfruttamento,
autoritaria e guerrafondaia che nulla ha da invidiare al fascismo. Si
assiste sul piano comunicativo, politico e culturale, ad una
banalizzazione e ad una normalizzazione del fascismo, per il modo in cui
viene portato nel dibattito pubblico sia da chi vorrebbe effettivamente
riesumarlo dalla discarica della storia, sia da chi ne paventa un
ineluttabile ritorno con lo scopo dare legittimità ad un governo
autoritario dei “moderati” e dei “democratici”. Per questo oggi i
soggetti che più possono essere considerati pericolosi in Italia non
sono i piccoli partiti e gruppi più apertamente fascisti ma quei partiti
che si sono alternati al governo nell’ultimo decennio imponendo violente
politiche antipopolari. Il fascismo è in primo luogo violenza. Violenza
fisica, sopraffazione, uccisioni, desaparecidos, stragi, guerre,
negazione delle libertà, razzismo, discriminazione. Il fascismo è
l’affermazione degli interessi del capitale attraverso l’imposizione
autoritaria della pacificazione del conflitto di classe. Il fascismo è
controrivoluzione preventiva, è un attacco all’agibilità politica e
sindacale, è una minaccia per tutti coloro che lottano per
l’emancipazione e la liberazione sociale. Il fascismo è la guerra, la
creazione del nemico interno ed esterno, la bulimia dell’apparato
militare. Il fascismo è culto dell’autorità e dell’ordine patriarcale.
Il fascismo è segregazione, deportazione, sterminio. Ma cosa è far
morire affogati i profughi in mare come fatto dai democratici governi
europei? Cosa è l’inasprimento della repressione antisindacale ,
l’aumento della ricattabilità della forza lavoro, lo sbattere le persone
per strada come fatto dai governi democratici di sempre?

Di fronte a questo c’è chi pensa che un articolo della costituzione, una
disposizione di legge, una mozione parlamentare, un ordine del giorno,
un impegno istituzionale o un voto possano arginare la violenza
fascista. Ma non è così: il fascismo è uno dei tanti strumenti che i
padroni usano per rafforzare il proprio dominio di classe a discapito di
tutti gli sfruttati, italiani o stranieri.
Per questo l’opposizione al fascismo e al razzismo non può essere
delegata, non può passare dalle istituzioni, lo dimostra la scelta del
Ministro dell’Interno Minniti del PD di vietare le manifestazioni
antifasciste a Macerata.

Stringere le maglie della solidarietà, rendere più inclusive e incisive
le lotte, prendere spazi di libertà, migliorare le condizioni di vita e
di lavoro, costruire le basi per la trasformazione rivoluzionaria della
società. Per una società senza servi e senza padroni, senza chiese e
stati. Per una società libera, solidale, autogestita.

Questo è quanto possiamo fare. Questo è quanto dobbiamo fare.

Federazione Anarchica Reggiana

via don Minzoni 1/d Reggio Emilia

fa_re@inventati.org <mailto:fa_re@inventati.org>

federazioneanarchicareggiana.noblogs.org

Dettagli

Data:
febbraio 10
Ora:
11:00 - 13:00

Luogo

reggio emilia