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Torino: Punto info antimilitarista

ottobre 31 @ 16:00 - 20:00

Mercoledì 31 ottobre
Punto info antimilitarista in via Po ore 16

Federazione Anarchica Torinese

Di seguito il volantino che distribuiremo in piazza il 27 e il 31:

Le frontiere uccidono. Abbattiamole!

Le frontiere chiuse dell’Europa uccidono uomini, donne e bambini che fuggono guerre, miseria, persecuzioni e dittature.
Si muore in mare, nel deserto, nelle gallerie ferroviarie, sui valichi alpini.
Capita ogni giorno. Nel silenzio e nell’indifferenza dei più. Da qualche tempo c’è anche chi applaude. Qualcuno si sente forte nell’insultare, umiliare, picchiare gli immigrati che vivono in Italia.

La lista dei morti si sta allungando. I porti italiani sono stati chiusi alle navi delle ONG che salvavano i naufraghi, alla guardia costiera italiana è stato detto di non intervenire nelle emergenze in mare. La guardia costiera libica, la cui collusione con i trafficanti è ben nota, batte cassa in Italia, per ricacciare all’inferno delle prigioni per migranti la gente in viaggio.
Il ministro dell’Interno Salvini e il quello dei trasporti Toninelli vogliono terminare il lavoro iniziato da Minniti. Cambiano le casacche e i toni, non la sostanza.
Se paghi le persone giuste le barche non partono più. Quelle che partono non arrivano mai. Chi promuove guerre in nome dell’umanità paga i macellai di Tripoli e quello di Ankara perché i profughi vengano respinti e deportati.
Il clima culturale, eliminata la patina di bon ton mantenuta dai governi a guida Dem, diventa sempre più cupo.
La retorica sulla sicurezza alimenta l’identificazione del nemico con il povero, mira a spezzare la solidarietà tra gli oppressi, perché non si alleino contro chi li opprime.

Ogni giorno centinaia di persone viaggiano per seguire i fili della propria vita. Tanti provano a passare il confine con la Francia.
Ma non tutti arrivano. Polizia e militari sono essi stessi una frontiera per chi non ha documenti, né mai li avrà. Il pacchetto sicurezza cancellando la protezione umanitaria sta rendendo clandestine migliaia di persone.
Il confine è una linea sottile sulle mappe. Tra boschi e valichi, tra le acque del Mare di Mezzo, non ci sono frontiere: solo uomini in armi che le rendono vere.
Le frontiere tra i sommersi e i salvati sono ovunque, ben oltre i confini di Stato e le dogane.
Le frontiere sono quasi invisibili per chi ha la fortuna di possedere un documento, di essere bianco, di avere la cittadinanza.
Per i senza carte ogni strada è una frontiera: ogni giorno rischiano di incappare in una pattuglia, di essere rinchiusi nei CPR o deportati a migliaia di chilometri di distanza.
Un terribile gioco dell’oca: se i dadi ti dicono male ritorni da dove sei partito anni prima, bruciando la tua vita per un viaggio che potrebbe durare poche ore, costare molto meno.
Ma ugualmente ogni giorno qualcuno cerca di muoversi per costruirsi un futuro.
Chi ha affrontato il deserto, le torture, la prigionia è disposto a tutto pur di arrivare.

Si chiamava Blessing, aveva 21 anni. In una notte d’estate, dopo aver attraversato il confine al Monginevro, per sfuggire ai gendarmi che la inseguivano è scappata da sola, di notte, nei boschi. L’hanno trovata morta nella Durance.
Il suo nome era Mamadou. Con un suo amico era partito dal Senegal, diretto in Francia. La loro odissea è fatta di mercanti d’uomini, deserto, galere libiche, torture, mare e gommone. A pochi passi dalla meta i due ragazzi si sono persi nella neve, Mamadou non ce l’ha fatta, il suo amico è stato salvato dal soccorso alpino. Pochi giorni dopo le nevi hanno restituito il corpo di un altro ragazzo africano.
Il rifugio autogestito nel sottochiesa occupato di Claviere è stato sgomberato in ottobre, all’inizio dell’inverno. Da Chez Jesus in sette mesi erano passate migliaia di persone, che vi avevano trovato ospitalità, pasti caldi, informazioni sul viaggio.
In Val Susa, nel brianzonese e a Torino c’è chi ha deciso di non stare a guardare la gente che muore, si perde, dorme in strada, viene cacciata da gendarmi e carabinieri.

Un giorno qualcuno potrebbe chiederci dove eravamo mentre i bambini annegavano. Dove eravamo quando il governo chiudeva i porti? Dove eravamo quando il ministro dell’Interno cancellava i permessi umanitari a donne incinte, ragazzi soli, persone torturate? Dove eravamo quando la furia razzista colpiva per le strade?

Noi vorremmo poter rispondere che eravamo lungo le frontiere che separano, selezionano, uccidono. Mettersi in mezzo è possibile. Dipende da ciascuno di noi.

Se non ora, quando? Se non io, chi per me?

Assemblea Antimilitarista
antimilitarista.to@gmail.com riunioni aperiodiche alla Federazione Anarchica in corso Palermo 46.
www.anarresinfo.noblogs.org


Per info: antimilitarista.to@gmail.com

www.anarresinfo.noblogs.org

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Data:
ottobre 31
Ora:
16:00 - 20:00

Luogo

torino