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Barcellona 1909: "fucilate il maestro Ferrer!"

Inserto di 8 pagine in occasione del centenario dell'assassinio legale di Francisco Ferrer, pedagogo laico e libertario, in Umanità Nova, n. 34 del 4 ottobre 2009, anno 89

1.    Il contesto urbano e sociale

A Barcellona esistono, all'inizio del Novecento, due città conflittuali. Da un lato si esibisce la Città dell'Ordine, ispirata alla grandeur di Parigi. Qui borghesi, intellettuali modernisti e Chiesa sognano sconvolgenti riforme urbanistiche per collegare i quartieri ricchi, relativamente lontani, al porto sventrando i rioni centrali abitati da proletari e sottoproletari. In effetti, nel 1908 si inaugura la via Layetana con la distruzione di almeno un migliaio di case popolari del centro storico. Dall'altro lato vive la Città Proletaria, simile a quella dei vicoli di Napoli e di Genova, costituita da case insalubri in un reticolo di strade strette e senza sole. Qui è radicato uno spirito di rivolta contro le classi dirigenti e i ceti privilegiati che si è concretizzato in frequenti barricate e scontri con le forze repressive dello Stato.

1897
Al processo di Montjuïc (fortezza prigione che sovrasta Barcellona) sono condannati alla fucilazione cinque anarchici.
Erano accusati di un attentato contro una processione religiosa dell'anno precedente che aveva causato alcuni morti. Malgrado molti dubbi sugli autori, la polizia ottiene delle confessioni applicando la tortura alle centinaia di anarchici arrestati.

1898
Nella guerra contro gli Stati Uniti la Spagna viene sconfitta, com'era previsto, e perde Cuba, Puerto Rico e le Filippine.
È uno shock per la società spagnola messa di fronte alla fine di un impero secolare, a lungo il più importante del mondo. Siamo nel desastre per antonomasia.

1901
Il pedagogo libertario Francisco Ferrer fonda la Scuola Moderna, laica e razionalista nonché aperta anche ai bambini delle classi proletarie. L'istruzione avviene  senza distinzione di sesso ed è basata sullo stimolo all'apprendimento senza premi né punizioni. In pochi anni l'esperimento, che rispecchia analoghe esperienze in altri paesi europei, si allarga e si consolida.

1902

"L'anticlericalismo è, come dice la parola, lotta contro il clericalismo". Con queste parole si esprimeva nel 1912 Romolo Murri, uno dei primi pensatori della Democrazia Cristiana in Italia. Il termine nasce e si sviluppa nel corso del XIX secolo (ma viene usato nella storiografia con potere retroattivo) ed intende l'insieme di atteggiamenti, pacifici o violenti, che si oppongono all'ingerenza del potere ecclesiastico nella vita politica e sociale di un paese, ovvero il clericalismo.

Come intendere e interpretare la rottura storica che caratterizza ciò che gli storici comunemente denominano "Settimana Tragica"? Come intendere e interpretare la figura emblematica di Ferrer i Guàrdia che gioca lo scomodo ruolo di capro espiatorio di un avvenimento traumatico, la rivolta del luglio 1909?

Una prigione...
La scuola imprigiona i bambini fisicamente, intellettualmente e moralmente, per dirigere lo sviluppo delle loro facoltà nel senso voluto dal potere (...). L'educazione significa oggi domare, addestrare e addomesticare (...). Si ha una sola idea molto precisa e una sola volontà: far sì che i bambini siano abituati a obbedire, a credere e a pensare secondo i dogmi sociali che ci reggono (...). Non si bada ad assecondare lo sviluppo spontaneo delle facoltà del bambino, di lasciargli liberamente soddisfare i suoi bisogni fisici, intellettuali e morali; si tratta solo di imporgli per sempre di pensare in modo da conservare le istituzioni attuali (...) Lo ripeto: la scuola non è che uno strumento di dominazione nelle mani delle classi dirigenti. Costoro non hanno mai voluto l'elevazione dell'individuo, bensì il suo asservimento ed è perciò inutile sperare qualcosa dalla scuola com'è organizzata oggi.
- F. Ferrer, La Scuola Moderna, La Baronata, Lugano, 1980, pp. 98-99.

La scienza

Maurizio Antonioli, Jorge Torre Santos (a cura di), Contro la Chiesa. I moti pro Ferrer del 1909 in Italia, Edizioni BFS, 2009

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