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Era dal 1994 che a Palermo non si svolgeva un corteo per la festa della Liberazione. Quest’anno, per il 25 aprile palermitano si è registrata una significativa divaricazione tra la consueta commemorazione istituzionale, e quella organizzata dall’Anpi. Di mattina presto, il commissario straordinario del Comune di Palermo, insieme al questore, al prefetto e ad altre autorità, ha deposto una corona di fiori davanti al cippo che ricorda i partigiani caduti, nel Giardino Inglese. Nel frattempo, la manifestazione indetta dall’Anpi si concentrava a piazza Castelnuovo per dare vita a un corteo di duecento persone che ha attraversato via della Libertà per poi rendere omaggio allo stesso cippo dedicato a Pompeo Colajanni, comandante partigiano nisseno che guidò la liberazione della città di Torino, e alla lapide intitolata ai caduti di Cefalonia.
Quest’anno, la manifestazione era dedicata alla memoria delle vittime della mafia e del fascismo, con particolare riferimento al sindacalista corleonese Placido Rizzotto e al partigiano Giovanni Ortoleva.
Giunti alla conclusione del ciclo di incontri Realtà-Utopia, che quest’anno l’Archivio Germinal ha dedicato alle forme e alle pratiche libertarie, ci sentiamo di condividere l’esito positivo di questa esperienza, che ha visto la partecipazione di molte persone, anche estranee al movimento anarchico, segno di un crescente e diffuso interesse rispetto agli argomenti trattati e alle forme autogestionarie e non autoritarie di organizzazione delle società. Il filo conduttore di quest’anno è stato pensato in contrapposizione a quello che ha caratterizzato il ciclo dell’anno passato, che era incentrato sul controllo sociale.
Secondo Bilancio
Cari compagni,
dalle pagine di UN tre mesi fa lanciammo un appello alla solidarietà attiva per far fronte alle spese legali dei numerosi processi in cui siamo stati e saremo nostro malgrado coinvolti.
Ecco il secondo elenco di sottoscrittori che ringraziamo.
Simone, Torino, € 500 
Giampaolo, Rapolano Terme, € 20
Luciano, Terenzo, € 300
Fausto, Ghiare di Berceto, € 20
Anarchici Colcitronesi, Arezzo, € 100
Gruppi Anarchici Imolesi, Imola, € 265
Giovanni, Stazzema, €100 
Paolo e Aurora, Milano, € 50
Andrea, Sasso Marconi, € 200 
Fausto, Ghiare di Berceto, € 20
Giornate di festa e resistenza. In entrambi i giorni diversi cittadini del Pratello insieme ad alcune sezioni dell’ANPI hanno dato vita a due riiuscite iniziative. Il 21, giorno della Liberazione della città, è stata chiusa parte via Pietralata e proiettato nell’attiguo cinema Europa (ex Lumière) il film “Il ribelle” (2011, 72’) di Giancarlo Bocchi, dedicato alla figura del combattente libertario e antifascista Guido Picelli. Il 25 è stata, come tutti gli anni, una partecipatissima giornata di festa con commemorazione e pose di corone per i partigiani caduti, laboratori per bambini, mercatino, giochi, letture, documentari, canti, spettacoli, dibattiti e mostre per ricordare la Resistenza. In entrambi i giorni i compagni e le compagne del Berneri erano presenti con il loro banchetto rosso e nero di libri, magliette, manifesti ecc. Sabato 28 aprile Luigi Balsamini ha tenuto una conferenza sull’antifascismo anarchico di fronte a 60/70 studenti del liceo classico Minghetti, dove sono attivi diversi studenti libertari e collettivi di lotta.
RedB
Nel pomeriggio del 25 aprile in circa 150 compagni hanno dato vita a un corteo nazionale contro la repressione e in solidarietà agli attivisti dell’ex centro di documentazione anarchico Fuoriluogo sotto processo con accuse pesantissime. Il giro di vite repressiva continua: pochi giorni prima era stato sgomberato a forza uno stabile occupato da alcuni giorni da compagne e compagni in solidarietà alla lotta contro il Treno ad Alta Velocità. In quell’occasione la digos ne aveva approfittato per consegnare a uno degli ex-occupanti svariati avvisi di fine indagine per reati minori tutti commessi tra il 2010 e il 2011. Sono coinvolti circa trenta attivisti con un centinaio di capi d’imputazione in totale. Un ulteriore segnale questo che i vertici della procura hanno avuto direttive pressanti dal capo della polizia e dal ministro degli Interni: i reati politici o sociali vanno perseguiti con assoluta celerità e hanno la priorità sugli altri. E non basta: perché a pochi giorni dal corteo del 25 aprile i giornali hanno scritto che la polizia avrebbe denunciato varie persone non solo per le scritte sui muri ma anche per avere esibito uno striscione che recitava: “La polizia pesta, reprime, stupra e uccide. Ma quale liberazione? La Resistenza continua”.
Il  25 Aprile 2012 student* e precar*  festeggiano la vittoria sul nazifascismo fuori da ogni retorica della vuota ricorrenza con un atto di moderna resistenza. Ci siamo riappropriati di due aule nell’università  della Calabria(la 40 e la 41), lasciate al totale degrado ed abbandono, chiuse e sigillate da quasi due anni.  Durante la giornata il posto è ritornato a vivere come laboratorio sociale con assemblee, proiezioni video e con una festa che ha visto la partecipazione di centinaia di persone. Questi luoghi erano stati sottratti agli studenti ed alle studentesse che li autogestivano e li facevano vivere di cultura, socialità e lotta. Tutte cose scomode ed indigeste al potere che, soprattutto nel campus di Arcavacata, ha reazioni sconsiderate ogni qualvolta la rabbia e l’autorganizzazione si incontrano nelle occupazioni, nelle autogestioni, nei movimenti; mentre non perde tempo ad erigere monumenti allo spreco( come il nuovo Centro di Aggregazione Giovanile) con i fondi delle tasse degli studenti, abbassando contemporaneamente il livello dei servizi.
L’incontro dell’area del sindacalismo di base, strutture di base e dell’opposizione sociale indetto a livello cittadino per martedì 17 aprile dall’USI milanese nella nostra sede di via Torricelli al 19, aveva l’obbiettivo molto ambizioso di lanciare l’idea di una Assemblea Pubblica indetta dagli stessi organismi di base. E’ stato un incontro molto vivace e partecipato, denso di interventi, in un confronto serrato a tutto campo, ma non ha prodotto, almeno al momento, l’effetto da noi auspicato. Quindi potremmo sintetizzare: luci ed ombre. Erano presenti: una rappresentanza USB, degli autoconvocati e della Maflow (azienda in lotta contro una pesantissima ristrutturazione), del Comitato Precari del Comune, delegato del Don Gnocchi (ex area 28 aprile), della sede sindacale di Cascina dei Pecchi (MI)casa aperta ai sindacati, del SI Cobas, delegato CUB della Marciagallia (non in rappresentanza CUB), Conf. Cobas e altre presenze varie. Da parte nostra, oltre me, erano presenti Pino del San Paolo, Angelo e Giulio del San Raffaele. Era assente la rappresentanza CUB (solo il coord.
Venerdì 13 aprile un centinaio fra lavoratori dello spettacolo e artisti palermitani hanno occupato l'antico Teatro Garibaldi. In realtà, non si tratta di una vera e propria "occupazione", tant'è che il comitato promotore dell'iniziativa si è voluto chiamare "Teatro Garibaldi Aperto" proprio per esprimere l'intenzione di aprire alla pubblica fruizione uno spazio culturale da troppo tempo negato alla città di Palermo. L'edificio, inaugurato nel 1862 da Giuseppe Garibaldi in persona, ha vissuto momenti d'intensa attività e lunghi periodi di abbandono. Dopo i più recenti lavori di restauro, ultimati nel giugno 2009 e costati 4 milioni e mezzo di euro, il Teatro Garibaldi è rimasto sempre chiuso. Di qui la decisione del Comitato di sensibilizzare l'opinione pubblica con un'azione eclatante e pubblicando un "Manifesto per la Cultura" con il quale viene chiesta alle istituzioni una maggiore trasparenza nell'affidamento degli spazi culturali comunali e un coinvolgimento diretto degli artisti nella gestione degli stessi al di là delle logiche partitiche e clientelari.
Sabato 14 Aprile è stata una grande giornata di partecipazione, di  mobilitazione e di lotta. Le strade di Albano si sono riempite di cittadini,  comitati di quartiere,  rappresentanti dei Comuni dei castelli romani, collettivi studenteschi e reti sociali che si battono su tutto il territorio laziale contro un piano regionale dei rifiuti basato su discariche e inceneritori. È stata la risposta migliore a chi da giorni dava definitivamente persa una battaglia che nonostante la sentenza del Consiglio di Stato ha dimostrato tutta la sua vitalità e determinazione a continuare il percorso fin qui intrapreso. Per tutto il corteo molti sono stati gli interventi e le testimonianze di chi vive intorno a Roncigliano: lo scempio del settimo invaso, l’allargamento della discarica, l’inquinamento delle falde acquifere. La volontà popolare lo ha ribadito ancora una volta: basta con discariche e inceneritori, né qui né altrove, differenziata subito e netta
contrarietà al  piano regionale dei rifiuti proprio in questi giorni al centro del dibattito  con l’intervento dello stesso ministro Clini. Lo stesso che aveva anticipato la sentenza del Consiglio di Stato che sbloccava l’inceneritore di Albano.
Anche quest’anno la sezione di Parma dell’USI-AIT organizza il 1 maggio del sindacalismo di base. Cinque anni fa abbiamo dato vita all’esperienza del 1 maggio alternativo per ricordare i cento anni trascorsi dallo sciopero agrario del 1908, che coinvolse 30.000 lavoratori della provincia di Parma. Nel 2012 cade il centenario della nascita dell’Unione Sindacale Italiana, figlia anche delle lotte contadine, che nasceva in contrapposizione alla CGdL, ora CGIL, legata all’ala riformista del PSI, al suo modo di organizzazione burocratica e verticistica e troppo spesso complice del soffocamento delle rivolte.
E’ passato un secolo, ma l’USI non ha mai rinnegato la sua storia e le sue radici, essa sa che il suo posto è in mezzo alla classe lavoratrice e le sue parole d’ordine rimangono: antimilitarismo; autogestione; internazionalismo; solidarietà; lotta; azione diretta; antifascismo e antisessimo.
Nella giornata del 1 maggio scenderemo in Piazza contro le politiche liberiste e anti-sociali del Governo Monti e del Commissario locale.