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Riccardo Siliprandi ‘Ariè’. Una memoria viva e futura

La Fai Reggiana e l’Unione sindacale italiana- Ait ringraziano l’Anpi di Luzzara, il presidente dell’Anpi provinciale Giacomo Notari e i numerosi intervenuti per la riuscita e partecipata manifestazione antifascista di sabato 5 maggio 2012 in ricordo di Riccardo Siliprandi.
Pensiamo che con l’apposizione della targa ad ‘Ariè’, ardito, anarchico, anarco-sindacalista, contenente un piccolo capolavoro letterario scritto in dialetto luzzarese da Cesare Zavattini, si sia realizzata una forte iniziativa destinata a durare nel tempo.
Difendere i valori di tutte le resistenze al fascismo significa affermare una memoria collettiva fondata sulla libertà e la giustizia sociale, contro ogni forma di autoritarismo, come sottolineato dal vivace e documentato intervento di Federico Ferretti della Fai-Usi Reggiana.
Una targa, quella apposta a Luzzara, che ha la capaictà di parlare alle generaizoni di ieri e di oggi ma, soprattutto, alle nuove fermando su marmo una storia della bassa reggiana legata al movimento degli Arditi del popolo che, per primi, contrastarono a muso duro il nascente squadrismo fascista.
Una storia che mosse i suoi passi, fra l ‘altro, partendo dalle tradizioni di lotta della combattiva Camera del lavoro di Suzzara, associata  all’Usi - Unione sindacale italiana.
Gli anarchici e gli anarco-sindacalisti pagarono un prezzo altissimo in questa battaglia contro la montante dittatura fascista a Reggio Emilia, in Italia, in Spagna e nel mondo durante il drammatico esilio antifascista.
Per tutto questo la Fai Reggiana e l’Usi-Ait continuano a valorizzare queste esperienze straordinarie legate ad una storia sociale ancora attuale.
Federazione Anarchica Reggiana
Unione sindacale italiana-Ait 
sezione di Reggio Emilia                         
 
 
Comunicato 
USI/AIT
 
L’U.S.I. denuncia e contrasta il piano in atto per colpire i lavoratori del settore pubblico che sta avendo la collaborazione attiva e l’appoggio determinante di tutti i sindacati concertativi, CGIL compresa. Il 3 maggio vi è stato un tavolo tecnico per dar vita a un protocollo per un disegno di legge delega di riforma del settore pubblico. Alla fine dell’incontro l’accordo sul protocollo ha visto il consenso di tutti i sindacati. Si tratta di un’ulteriore passo per consolidare quella politica di macelleria sociale e cancellamento dei diritti dei lavoratori in atto nel paese a vantaggio delle banche e di chi sta portando miseria e disoccupazione al paese. In cambio di un riconoscimento del ruolo cogestionario del sindacalismo concertativo, i sindacati di regime hanno dato via libera a Monti e alla sua banda per i tagli alla spesa, la mobilità selvaggia, nuovi e pesanti licenziamenti che tra poco colpiranno tutto il settore pubblico, la retribuzione differenziata legata ai “risultati conseguiti”, il rafforzamento del ruolo e del potere delle dirigenze oltre al blocco dei salari e all’allungamento dell’età pensionabile a 67 anni.
L’USI chiama alla lotta tutti i lavoratori e chi, grazie a questa politica, non ha lavoro ed invita a uscire tutti da quei sindacati complici, come la CGIL che, mentre proclama sciopero per finta protesta e ulteriore presa in giro, avvallano i piani di chi sfrutta e affama la classe lavoratrice.
Per la Segreteria Nazionale 
USI - AIT  
          Enrico Moroni
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