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Fukushima: situazione seria per non dire pericolosa

A tre mesi dal terremoto in Giappone, che ha provocato quasi 25 mila morti, le notizie sulla situazione della ormai famigerata centrale nucleare di Fukushima Daichi sono inesorabilmente ed inevitabilmente slittate nelle pagine interne dei giornali e quasi completamente sparite dalla TV. Sarà sicuramente anche per colpa delle elezioni amministrative prima e soprattutto dell’incombente referendum ma, per avere qualche notizia, si deve necessariamente far ricorso a fonti diverse da quelle dei grandi mezzi di comunicazione.
Solo in questo modo si può venire a sapere che, il 9 maggio scorso, la “Chubu Electric Power Company” ha annunciato la chiusura dell’impianto nucleare di Hamaoka, sito a circa 200 kilometri a sud di Tokio nei pressi della città di Omaezaki. Chiusura, naturalmente annunciata come “temporanea”, ed avvenuta su richiesta del Primo Ministro nipponico forse a causa del fatto che l’impianto sorge giusto sulla intersezione di due grandi faglie e quindi in una zona particolarmente pericolosa in caso di nuovi terremoti. Già in precedenza erano stati messi in sicurezza tre dei cinque reattori dell’impianto che erano in funzione al momento del sisma di marzo [1].
Per quanto riguarda invece la centrale di Fukushima, il 5 maggio un gruppo di tecnici è riuscito ad entrare, per la prima volta dal giorno del sisma, all’interno dei locali del reattore numero uno, per iniziare ad immettere acqua nella vasca di contenimento al fine di impedire un nuovo surriscaldamento. Piano che però non sembra procedere nel migliore dei modi a causa dell’alto livello di radiazioni riscontrate all’interno dell’edificio [2]. A questo problema va ad aggiungersi una perdita di acqua nella quale si misura una radioattività molto alta (620 mila volte superiore alla dose considerata letale), nei pressi del reattore numero tre, una perdita che probabilmente va a scaricarsi in mare [3]. Ci sono poi tanti altri “piccoli” fatti, come il consiglio di distruggere gli strati superficiali del terreno al fine di diminuire drasticamente il livello di radiazioni ambientali. Oppure la presenza di radiazioni persino nel latte materno. Ma, anche senza altre informazioni su quanto sta accadendo in Giappone, una volta tanto si può concordare con le autorità ufficiali, in questo caso l’IAEA (International Atomic Energy Agency), che definisce la situazione dell’impianto di Fukushima “molto seria” [4], un modo elegante per non dover scrivere “molto pericolosa”.
Intanto, domenica 22 maggio erano in più di ventimila a manifestare in Svizzera davanti alla più vecchia delle Centrali nucleari (ce ne sono in tutto 5 nel paese) ancora in funzione mentre, come se fosse una consolazione, la TEPCO ha comunicato che è stato lo tsunami e non il terremoto a provocare i danni alla Centrale di Fukushima [5]. Danni che si estendono anche a distanza: l’amministrazione metropolitana di Tokyo ha anticipato alle 7:30 l’inizio dell’orario di lavoro per i suoi dipendenti al fine di risparmiare sull’energia elettrica.
L’unico lato positivo di questa situazione ancora preoccupante è che sono stati messi a tacere, almeno per il momento, tutti i fan del nucleare nostrani che – proprio nelle settimane prima del disastro – avevano iniziato la loro campagna di propaganda a favore dell’energia atomica in vista della scadenza referendaria. Una consultazione che ha davvero del ridicolo, tenuto conto che fino a meno di una settimana prima non si sapeva ancora se sarebbe stata tenuta o meno ma, soprattutto, se e come verrà preso in considerazione il risultato che uscirà dalle urne, qualsiasi esso sia. Se, per ipotesi, ci fosse un risultato contrario all’abrogazione delle norme, vale a dire (semplificando) a favore del nucleare, il Governo si troverebbe in una situazione davvero imbarazzante. Soprattutto dopo che la Germania ha annunciato a tutto il mondo di voler chiudere tutte le sue centrali nucleari entro il 2022 e visto anche che gli incidenti in questi impianti sono davvero all’ordine del giorno, come dimostra quello avvenuto ai primi di giugno nella piccola centrale nucleare di Anshas in Egitto [6], che per fortuna sembra non avere provocato troppi danni a parte la solita perdita di liquido radioattivo.
In ogni caso i problemi posti dal fabbisogno energetico sono rilevanti e, fino a quando si continuerà a ragionare avendo come base l’attuale modello di società, basata sullo sfruttamento dell’uomo e dell’ambiente, non si troverà mai una via d’uscita soddisfacente per chi aspira ad una società diversa. Il nucleare non è solo pericoloso come tecnologia, in modo diverso lo sono un po’ tutte, ma è anche strettamente collegato ad una organizzazione produttiva e sociale basata sul capitalismo e sullo stato, che non verranno certamente aboliti tramite un referendum.

Pepsy

Fonti:
[1] Vedi dahttp://www.newscientist.com/blogs/shortsharpscience/2011/05/japan-closes-kamikaze-coastal.html
[2] Vedi http://www3.nhk.or.jp/daily/english/11_04.html
[3] Vedi http://www3.nhk.or.jp/daily/english/11_29.html
[4] Vedi http://www.iaea.org/newscenter/news/tsunamiupdate01.html
[5] Vedi http://www3.nhk.or.jp/daily/english/23_07.html
[6] Vedi http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/?id=3.1.2094345065
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