Lo scorso 8 luglio ricorreva il cinquantesimo anniversario dei tragici fatti del 1960, quando a Palermo - durante lo sciopero promosso dai lavoratori edili nel clima di mobilitazione generale contro il governo Tambroni e la restaurazione fascista - il corteo operaio fu violentemente attaccato dalla polizia.
Per l’occasione, il Coordinamento Anarchico Palermitano ha promosso e organizzato un presidio informativo in piazza Verdi, davanti il Teatro Massimo. Fu proprio in quella zona, compresa tra via Ruggero Settimo e via Maqueda, che infuriò la battaglia fra popolo palermitano e poliziotti armati di tutto punto. La brutalità degli uomini in divisa lasciò sul selciato quattro morti ammazzati: Giuseppe Malleo di 16 anni, Andrea Gangitano di 14 anni, Rosa La Barbera di 52 anni, e Francesco Vella di 42 anni.
Quattro morti che si aggiunsero all’elenco delle vittime della violenza poliziesca con cui, tra la fine di giugno e gli inizi di luglio del 1960, il governo aveva cercato di reprimere le manifestazioni popolari e antifasciste in tutta Italia (da Genova a Reggio Emilia fino a Licata, Catania e Palermo).
Per tutto il pomeriggio, i militanti anarchici hanno rispolverato un episodio fondamentale della storia locale e nazionale che, purtroppo, risulta sconosciuto ai più. Soprattutto i passanti più giovani dimostravano di non saperne quasi nulla. È stato effettuato un massiccio volantinaggio, ed è stata distribuita anche la riproduzione di un articolo dell’agosto 1960 tratto dall’Agitazione del Sud, mensile anarchico che veniva pubblicato a Palermo. Un resoconto e un’analisi dettagliata a firma del compagno Piero Riggio che restituisce in pieno il dramma di quella battaglia palermitana.
Appena dopo la fine del presidio, i compagni presenti si sono aggregati al corteo commemorativo indetto dal Circolo “Francesco Vella” del PRC che sfilava proprio davanti al Teatro Massimo. Bandiere rosse e nere listate a lutto da una parte, e saluto a pugno chiuso di tutti i manifestanti allo striscione degli anarchici in cui campeggiava la scritta “8 luglio 1960-2010 di stato si muore”. La manifestazione si è poi conclusa con la scopertura di una lapide dedicata alla memoria delle vittime.
Gruppo anarchico “Alfonso Failla” - FAI Palermo e Trapani