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Ricordando

Il 14 aprile è mancato il partigiano Bruno Serpagli, nome di battaglia “Cinoia” classe 1921.
Il padre Ernesto è una bella figura di antifascista, comunista della scissione di Livorno, reduce della prima guerra mondiale e provetto fabbro ferraio: “un vero artista” come amava definirlo Bruno.
Bruno stesso ricalca le orme del padre divenendo anch’egli un raffinato fabbro esecutore di splendidi “pezzi” unici, da lui stesso disegnati, forgiati e saldati a “freddo”.
Comunista come il padre partecipa, per evitare guai alla famiglia, alla seconda guerra mondiale dove maturerà un antimilitarismo intransigente, denunciando i crimini commessi dall’esercito italiano in Montenegro e Francia.
Dopo l’8 settembre si dà subito alla macchia organizzando insieme a pochi altri la resistenza in Val di Taro e partecipando alle azioni più eclatanti (epica quella a Verona, dove si reca per prendere in consegna una rice-trasmittente in un bordello frequentato da SS).
Nel dopoguerra critico con le posizio
Il giorno 5 aprile ci ha lasciati, a soli 44 anni, Vittorio Ricciardelli, nostro compagno, nostro grande amico.
Vittorio ha iniziato a frequentare i gruppi anarchici imolesi nei primi anni 90 contribuendo con entusiasmo alla nascita del Gruppo La Comune.
Nel corso della sua attività all'interno del gruppo ha messo a disposizione la sua mano creativa e la sua genialità, con la produzione di striscioni, magliette, pubblicazioni. Di animo buono e generoso, sempre gentile e disponibile, si è fatto volere bene da tutti. Vicino alla controcultura punk, ha sempre voluto rappresentarne gli aspetti estetici più significativi. Memorabile la definizione che ne dette il nostro Sergio Costa: "Tu, più che un punk, sei un punk cake".
Giovanni Pedrazzi, leader del Cobas marmo, ha voluto un funerale anarchico. Così, la mattina del 10 gennaio, un corteo con alla testa le bandiere dei Gruppi anarchici di Carrara e dell’ USI-AIT e la banda che suonava canzoni anarchiche ha accompagnato Pedrazzi nell’ultimo viaggio.

Nelle lotte più radicali, a Carrara, Pedrazzi è stato protagonista sia col sindacato di base (memorabile uno sciopero alle cave nei primi anni Novanta durato 14 giorni consecutivi) che nel sociale, con la lotta del comitato Anti Gaia contro la privatizzazione dell’acqua e l’aumento delle bollette.

Giovanni Pedrazzi, 73 anni e una vita spesa per i ceti subalterni, ha avuto un dialogo intenso con il movimento anarchico. Nonostante il Cobas marmo non aderisse al sindacalismo anarchico, ritenendo di mantenere la sua autonomia nella Confail, il suo segretario Pedrazzi ha partecipato alle manifestazioni del primo maggio anarchico a Carrara, parlando in comizio, e ad incontri, conferenze, appuntamenti del movimento libertario, convegni come quello su Meschi, di cui restano gli atti raccolti in un volume.

Lascia un vuoto difficile da colmare: ci proveremo seguendo il suo esempio.

L’incaricato
È impossibile trovare le parole di fronte a fatti che lasciano ammutoliti.
Impossibile riuscire ad organizzare i pensieri e i sentimenti.
Impossibile esprimere il cordoglio e la sofferenza per una vita troppo breve per non essere più.
I compagni e le compagne del Gruppo Germinal-FAI di Carrara, del Circolo Ludovici Vico di Torano, del Circolo Goliardo Fiaschi di Carrara e del Gruppo Malatesta di Gragnana, si stringono nel dolore per la perdita della piccola Sofia. Un abbraccio alla famiglia, al nonno Dante e alla nonna Giuseppina.
Martedì 11 ottobre ci ha lasciato dopo una lunga e dolorosa malattia Neda Malacarne, una compagna molto nota e stimata a Pisa. Nata nel 1954 a Porto S. Stefano (gr) si era trasferita a Pisa negli anni Settanta partecipando con passione ai movimenti di lotta e di liberazione, in cui aveva continuato ad essere attiva e presente anche dopo essere diventata nel ‘79 mamma di Nicola.
Con la sua chioma leonina, le labbra rosso fuoco e la sua immancabile bicicletta, Neda non mancava mai alle manifestazioni e alle iniziative di resistenza. Da sempre vicina alle idee libertarie, aveva partecipato al comitato organizzatore delle Feste del Libero Pensiero, a partire dalla prima storica edizione del 1989 per “salutare” l’arrivo a Pisa di Papa Wojtila.
Negli ultimi anni Neda era diventata una convinta animatrice della Critical Mass pisana: una scelta più che naturale per lei che da anni utilizzava per scelta la bici come principale mezzo di trasporto.
Ironica e combattiva, Neda ha lasciato un grande vuoto in tutte le persone che la conoscevano.
Grandinata a ritmo sulla bara, il laico “De profundis”.
Dicono che lo hanno sceso da casa mettendolo in un sacco di plastica, perché i becchini non avevano voglia di fare due volte le sue ripide scale. Il legno era la sua materia.
Come lui era dolce, come lui era storto, come lui era fradicio, come lui risuonava e sapeva intonare quello che aveva vicino. Il mondo era un pianeta accanto.
Come lui era naturale, era antico, come lui era incandescente, come lui è diventato altro … scintille, polvere, aria, sale, ione, terra per domani. Enzo del Re ha sciolto i dubbi, si è addormentato sul tavolino e via. Dicono avesse un viso sereno e un verso intero tra le labbra. Ho conosciuto i suoi amici, Antonio Infantino e Paolo Ciarchi, i suoi compagni di un tempo, con Giovanna Marini. Ho parlato con tutto il mondo che lo ha visto passare. “Cameriere, cacci via quella mosca! Porco Dio!” disse una volta in un ristorante di Bari.
Lunedì 18 aprile ci ha lasciato il compagno Antonino Pitasi, da molti anni abbonato UN. Calabrese di nascita, umbro d’adozione, era venuto nel dopoguerra ad insegnare matematica e fisica presso le scuole medie del ternano. Divenuto preside, fu amato e rispettato da generazioni di studenti per il suo spirito antigerarchico, e accolse il Sessantotto schierandosi con il movimento studentesco. Fu, per tutta la vita, uomo di idee e battaglie libertarie che condivideva, senza preconcetti, con chiunque gli sembrasse sinceramente disposto a portarle avanti. In alcuni periodi, si accostò ai partiti parlamentari che si schieravano alla sinistra del PCI, ma chiunque lo ha conosciuto sa che, fino all’ultimo suo giorno, Antonino si professò apertamente comunista libertario e anarchico, considerando l’anarchia come idea regolativa che dovrebbe ispirare tutti i rapporti sociali. Nel 2006, era stato tra i fondatori del Circolo Libertario Ternano “Carlotta Orientale”.
È morto Gregorio, storico libraio libertario e antifascista di via delle Moline.
Grigorios Kapsomenos era giunto a Bologna nel ‘68 come tanti altri esuli dalla dittatura dei colonnelli. Sfuggiti alla repressione dopo aver lottato per la libertà e la giustizia sociale, divennero compagni del “movimento”, integrati nella lotta sociale in Italia, sempre con lo sguardo rivolto alla liberazione del loro paese, la Grecia.
Gregorio, così divenne per i compagni e le compagne bolognesi, uno di quegli anarchici “del Politecnico” ed a Bologna rappresentò sempre un punto di vista libertario sia che si trattasse della lotta per il salario, per la casa, contro il carovita, sia che si parlasse di lotta antifascista.
Fino a quando è rimasto in salute, nella sua libreria, in via della Moline 3/a, Umanità Nova è rimasto in distribuzione.
Ognuno si rapporta col dolore per una perdita a suo modo e io ho sempre avuto grandi difficoltà nell’esprimerlo.
Tanto s’è detto, quasi senza dir nulla.
A volte poi non si finiva mai di parlare.
Parole di contorno a silenzi che erano autentica conversazione.
Una fumata e una grattatina al capo:
“Ohibò!”


(Stefano L., Il Cairo, 26 marzo 2011)

Gigi Di Lembo ci ha lasciati giovedì 24 marzo 2011. Attendeva ansioso questa primavera, dopo un inverno umido e piovoso che gli aveva risvegliato i dolori reumatici. Bel paradosso per un vecchio lupo di mare! – gli dicevo. Macché – rispondeva. Il mare lenisce tutti i malanni.
Lunedi 8 novembre ci ha lasciato Libera, mamma di Maurizio Galici, nostro compagno e militante della Federazione dei Comunisti Anarchici.
Libera Gambacciani, militante comunista livornese, a diciassette anni era stata staffetta partigiana nelle Brigate Garibaldi.
Col suo Filippo, partigiano anarchico siciliano che aveva svolto importanti missioni al nord per la Resistenza, si era trasferita nel dopoguerra a Palermo dove, per diversi anni, aveva animato le lotte per la conquista dei diritti essenziali nei quartieri popolari della città. Indimenticabili la sua socievolezza, lo spirito solidale e il modo con cui intratteneva i suoi rapporti con i compagni, i più giovani dei quali chiamava i suoi “picciriddi”.
A Maurizio, e a tutta la sua famiglia, il nostro più affettuoso abbraccio.

I compagni
del Coordinamento
Anarchico Palermitano
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