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Sbatti il mostro in prima pagina!

Chi non ha memoria non ha futuro”, mi insegnavano i vecchi compagni che ho man mano conosciuto… Ogni tanto comunque arriva un giudice (del lavoro, Nota Bene) a ispirarti una qualche reminescenza.

Allora i fatti sono questi: l’ex vice procuratore di Massa Carrara, tal Augusto Lama, che, dopo qualche provvedimento disciplinare e varie vicissitudini, che come sappiamo fanno parte del travaglio umano che noi tutti chiamiamo vita, ricopre appunto oggi l’importante carica di “giudice del lavoro”; si ricorda, e purtroppo, ci ricorda, le sue glorie di gioventù: prima fra tutti la fruttuosa indagine su “l’omicidio Dazzi”. Il fattaccio avvenne il 15 maggio del 1991, un anno dopo, lo stesso Augusto Lama, chiese ed ottenne l’archiviazione del caso…

Gli anni sono quelli di tangentopoli, dei mondiali di calcio del novanta, dei palazzinari, dei politici finiti in manette e di quelli finiti a Hammamet, ecc.. Anni movimentati, insomma.

In quanto “persona NON informata dei fatti” la faccio breve, al primo acchito: l’equazione è la solita che vede bombe e anarchici indissolubilmente uniti, giacché il Sig. Dazzi (buonanima) ebbe la buona creanza di saltare in aria a mezzo autobomba (N.B.: l’auto era la sua).

Lo stesso Lama nei giorni successivi all’esplosione abbandonò immediatamente l’ipotesi anarchici in quanto il tipo di esplosivo e la fabbricazione complessa dell’ordigno lo indirizzarono verso ben altri lidi. Negli anni, “il caso irrisolto” verrà associato alle infiltrazioni mafiose, camorristiche, alla Banda della Magliana, al crimine organizzato; vi saranno altre indagini di giustizia dove il nome di Dazzi verrà fuori, inchieste giornalistiche, interrogazioni parlamentari, ma in tutto questo gli anarchici non verranno più rammentati, nonostante Dazzi fosse uno dei soci della ditta Caprice: quella dello sgombero della sede del Germinal nel palazzo Politeama avvenuta appunto pochi mesi prima del fattaccio.

Gli anni passano, i bimbi crescono, le mamme imbiancano e i magistrati, come abbiamo visto, fanno carriera… Come è, come non è: dopo 26 anni, una settimana e qualche giorno, ecco lo scoop! L’informato giudice Lama dichiara ai giornalisti, si suppone in conferenza stampa, le sue memorie.

Quindi all’unisono, il solito giorno, i due più importanti giornali locali, in eterna “competizione” tra loro, rivelano i misteri del caso Dazzi: scompaiono la mafia, la ‘ndragheta, la camorra, il crimine organizzato, le mazzette, le banche, le tangenti, i vari scandali locali, le grandi opere incompiute, e dal cappello a cilindro, anziché il coniglietto bianco, rispuntano fuori gli anarchici!

Questo pare abbia detto il giudice del lavoro… o almeno questo è ciò che hanno capito i due solerti pennivendoli estensori dei due articoli di domenica 21 maggio, chi vuole se li cerchi in internet.

Rispolverando l’arresto di Camenish, per altro, lui, mai associato al caso Dazzi, alludendo al famoso “gruppo di fuoco delle Alpi Apuane”, quello del brillante teorema del Tenente Calzetta, teorema che esplose anche questo in una bolla di sapone pochi giorni dopo la sua stessa formulazione: la notizia bomba è presto confezionata.

Per chi ha memoria: l’ormai pensionato ex carabiniere Calzetta, impegnato nel ramo delle pompe funebri, tornò poi alle luci della ribalta delle cronache giornalistiche e giudiziarie nell’ambito de “lo scandalo del caro estinto”, un’altra storiaccia di corruzione, truffe e mazzette dei primi anni di questo secolo.

Se non fosse per l’indubbia professionalità dei due pubblicisti sembrerebbe che abbiano frettolosamente scopiazzato una qualche velina.

Cui prodest?

Sembrerebbe quasi che il messaggio sia quello di isolare gli anarchici perché pericolosi, o forse è solo perché in campagna elettorale sono quelli che dicono di disertare le urne? Sembrerebbe che il messaggio dei poteri locali sia chiaro: Cittadini: non importa per chi, ma andate a votare!

Come è che mi dicevano i vecchi compagni? Non ricordo…

Chi non ha memoria non ha futuro?

No: chi non ha memoria è rincoglionito!

dielle