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Il razzismo di Salvini e quello di Sanchez

A fronte della vergognosa offensiva razzista di Salvini capita spesso di sentire, da parte di qualche incauto militante “di sinistra”, elogiare la politica di accoglienza spagnola.

È questo un entusiasmo che andrebbe molto stemperato. Il governo di Pedro Sánchez che l’11 giugno ha accolto in pompa magna i 630 migranti trasportati dall’Aquarius e respinti da tutti i paesi europei è lo stesso che usa regolarmente il pugno di ferro nei confronti dei profughi provenienti dal Marocco.

La Spagna fa infatti ampio uso di un accordo siglato col Marocco nel lontano 1992 che prevede il respingimento senza troppe formalità entro 10 giorni dei profughi provenienti dal paese africano. La stampa locale le chiama espulsioni espresso visto che possono concludersi in 24 ore (e il governo ne difende la legittimità davanti alla Corte di Strasburgo)i.

Il Marocco non è certo la Libia (devastata dalla guerra civile) ma risulta comunque difficile definirlo un “porto sicuro”, visto che è governato da una monarchia (di fatto) assoluta conosciuta per i suoi feroci metodi repressivi.

L’ipocrisia di Sánchez risulta ancora più evidente se consideriamo l’evoluzione della generosità spagnola:

11 giugno l’accoglienza dei 630 migranti dell’ Aquarius a Valencia, avviene con grande risalto mediatico. Ai profughi viene concesso un permesso speciale di 45 giorni;

4 luglio: arriva nel porto di Barcellona la nave Open arms con 60 profughi. Minor copertura mediatica ma anche ai nuovi arrivati viene concesso un permesso speciale di 60 giorni;

9 agosto: di nuovo la Open arms. Stavolta la Spagna ritarda 4 giorni prima di indirizzarla al lontano porto di Algeciras. Agli 87 profughi non viene concesso nessun trattamento speciale né permessi temporanei di residenzaii.

E potremmo dire che la generosità di Sánchez si è già esaurita.

Nel frattempo continuano a ritmo continuo le espulsioni di migranti giunti dal Marocco su imbarcazioni mentre contro quelli che riescono a superare il muro di cinta che separa l’enclave spagnola di Ceuta dal territorio marocchino vengono usati, oltre alle espulsioni espresso, arresti e denunce penali a rafficaiii

Che dire poi della ineffabile sindaca di Barcellona Ada Colau, sempre pronta ad offrirsi alle telecamere come paladina dell’accoglienza agli immigrati? È la stessa che ha messo in atto nella sua città una politica di tolleranza zero nei confronti degli ambulanti africani. D’altra parte come stupirsi di questa icona di certa “sinistra”iv, già nota per le sue indecorose giravolte al tempo del referendum indipendentista catalano (della serie: “lo sostengo ma.. non lo sostengo”) e dell’atteggiamento di chiusura nei confronti dei lavoratori della metropolitana (organizzati dalla CGT) in lotta per il rinnovo del contratto e contro le paghe stratosferiche di una dirigenza incompetente ?v

Al di là di questi falsi miti è chiaro che la politica messa in atto dai diversi Stati non può differenziarsi molto, se non per un grado maggiore di brutalità o di ipocrisia. Solo la solidarietà internazionalista e rivoluzionaria dei proletari (locali ed immigrati) può risolvere il problema alla radice.

Mauro De Agostini

i https://www.eldiario.es/desalambre/Gobierno-migratoria-anfitrion-Aquarius-devoluciones_0_807019463.html

ii Del Aquarius al recurso de Estrasburgo, El País, 29 agosto 2018.

iii Interior apuesta por la mano dura tras la violencia de los saltos en Ceuta,El País, 29 agosto 2018.

iv Vedi ad esempio https://ilmanifesto.it/ada-colau-dobbiamo-creare-un-fronte-comune-contro-la-barbarie/

v http://www.barnaut.org/2018/07/non-e-che-odi-ada-colau-e-che-ho-buona-memoria-e-poca-fiducia/

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