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Sull’occupazione del Kaos nei giorni del vertice sulla libia

12 novembre 2018. I “potenti” si incontrano a Palermo per un vertice sulla Libia. Strade e siti bloccati, un numero spropositato di forze del cosiddetto “ordine”, dispiegate in gran parte della città: polizia, carabinieri, finanza, aeronautica, marina militare, esercito hanno militarizzato ed espropriato Palermo. Una città di arte, luce, colori schiacciata dall’oscurità del potere. Nelle stesse  ore un gruppo di 6 attivist* anarchic* occupa un bene comunale abbandonato per rispondere alle esigenze del territorio, per farne un luogo di libertà e partecipazione di soggettività e linguaggi diversi e soprattutto un centro dove sperimentare pratiche di vita comunitaria nell’era dell’individualismo egoistico ed alienante. È così che nasce lo spazio KAOS.
Caos è la prima cosa che viene in mente quando si parla di Anarchia, vedendo quest’ultima come assenza di regole. Quando, al contrario, è l’autodeterminarsi sull’etica di non causare danno a terzi e soprattutto fonda le sue basi sul detto:

“Io sono un uomo libero solo in quanto riconosco l’umanità e la libertà di tutti gli uomini che mi circondano. Rispettando la loro umanità, rispetto la mia” (Bakunin)

Noi occupanti del KAOS abbiamo riaperto le porte di ciò che era il ricordo di un vecchio municipio in abbandono nelle vie principali della città. Lo spazio fatiscente, già scassinato ed è stato da noi stessi rimesso in condizioni tali da permettere lo svolgimento di attività sociali e di divenire atrio d’incontro di tipo assembleare dove le voci del popolo possano fluire circolarmente. Sotto i baffi dei potenti, di fronte ad uno dei loro hotel, siamo stati lo schiaffo in faccia alla militarizzazione della nostra città. Nelle stesse ore del vertice abbiamo pulito ed arredato uno spazio che ha ospitato un’assemblea cittadina e incontri con la stampa, tutto ciò totalmente indisturbati nonostante la zona “sotto controllo”. Abbiamo LIBERATO un luogo dalle condizioni d’abbandono per aprirlo all’ascolto di voci spesso invisibili… non solo voci di militant*, ma, soprattutto, di abitanti che lamentano e  rivendicano un municipalismo vero,
quindi libertario!
Vogliamo evidenziare la compartecipazione di più coscienze contro un sistema che predilige il pensiero omologato e settario a scapito dell’autodeterminazione dei singoli. Nostro obiettivo è sperimentare pratiche di vita comunitaria in un bene definito appunto “comune”.
Ma dopo anni di abbandono e oblio da parte delle istituzioni, improvvisamente il risveglio!
13 novembre 2018. Due dipendenti comunali arrivano al Kaos e rivelano che il bene è stato destinato da settembre alla Casa dei diritti e alla casa del’infanzia (gruppo inter-istituzionale per progettazione e gestione fondi). Si attendevano soltanto i lunghi e farraginosi passaggi burocratici che rendono una chimera la realizzazione di un servizio già ben strutturato e organizzato.
Casualmente quella stessa firma tanto attesa e desiderata, arriva proprio il 13 novembre e scatta l’ “urgenza” di liberare i locali per far partire i lavori di ristrutturazione necessari. Gli occupanti mettono immediatamente in discussione il loro atto politico e indicono un’assemblea straordinaria per confrontarsi con chi li sta sostenendo, poiché attività sociali rivolte ad alcuni di quegli “invisibili” che da sempre cercano di far riconoscere e tutelare. Serviva forse un’ occupazione per smascherare un ulteriore imbroglio della macchina del potere che non attivava un servizio? Abbiamo LIBERATO uno spazio durante il vertice e arriva la firma… Soltanto come scusa per legittimare lo sgombero di una sua proprietà. Ma noi anarchic* rifiutiamo il concetto di proprietà e di tutte le sue implicazioni sociali.
Peccato che anche gli occupanti rientrano nella categoria di quegli invisibili. Dopo aver passato gli ultimi 4 anni ad inseguire il sogno di una comune libertaria nelle campagne dell’entroterra siciliano, a Vicari, l’esondazione di qualche giorno fa spazza via il lavoro, la fatica, il sudore di un gruppo di persone che non possiede capitali per ristrutturare, ma solo un enorme bagaglio di sogni che ha dato la forza per costruire. Tutto crollato e di certo la natura ha tutte le ragioni per rivoltarsi. Sei persone senza più casa. Sono proprio quelle per cui le istituzioni non si sono preoccupate di dare un’alternativa o la possibilità di restare a dormire il tempo necessario per trovare un altro luogo.
E non finisce qui… Intanto ci chiediamo perché gli assessori in carica come Giuseppe Mattina responsabile delle attività sociali, non si siano presentati direttamente all’assemblea e abbiano delegato dei dipendenti per affrontare una questione così importante. Per non essere loro a girare le spalle a cittadini in situazione di bisogno?
Inoltre, pacificamente, si decide di fare un passo indietro per evitare inutili e insensate “guerre tra poveri” e ci si propone di monitorare collettivamente tale servizio. Ma nessuno si chiede dove dormiranno gli occupanti? Anzi, a seguito della dichiarazione di assemblea cittadina per garantire pratiche di compartecipazione di diversi soggetti politici, viene sospesa l’erogazione della corrente elettrica 2 ore prima del momento assembleare.
Si dice che le istituzioni dovrebbero garantire il rispetto dei diritti civili, politici e sociali dei membri del nostro ordinamento giuridico. Davanti ad un gruppo di persone rimaste senza casa, che per i loro ideali rivendicano la liberazione di uno spazio abbandonato e che subito fanno un passo indietro davanti ai bisogni di altri membri della comunità, la risposta è il rifiuto, la negazione di un bisogno, l’ignorante un’esigenza individuale e al contempo collettiva. Da anarchici abbiamo un’ulteriore conferma di non poter contare sulle aree di potere per essere protetti, tutelati.

14 novembre 2018. Indetta una nuova assemblea per discutere insieme sulle strategie di risposta collettiva. Non essendoci luce, alcuni dei partecipanti all’assemblea portano candele che ci riportano alla fiaccola, simbolo dell’anarchia.
Nonostante sfollati e colpiti da questo caos improvviso, la nostra determinazione non si ferma. Il 19 novembre, data dichiarata dal Comune per l’inizio dei lavori, è stata fatta un’ assemblea cittadina sul marciapiede antistante il bene. I lavori “urgenti” non sono cominciati. Continueremo a monitorare! “Rivendichiamo” il KAOS come principio cardine per la realizzazione di un mondo libero, dove le frontiere non esistono e l’uguaglianza “trova casa”. Contro la piramide riproponiamo il cerchio dove l’abitazione, l’eguaglianza e la libertà fluiscono armoniosamente. Non possiamo restituire i soldi pubblici buttati nelle strategie di guerra e coercizione ma di certo possiamo continuare ad accompagnare un percorso in cui voci diverse lottano insieme per ideali condivisi,  primo fra tutti, la LIBERTA’!
KAOS non è la villetta liberty dei giardini inglesi ma un’ esigenza di squat che non si ferma e che anzi sarà una pratica costante volta alla liberazione di spazi pubblici non fruibili alla comunità palermitana. Vogliamo spazi liberi e liberati dove sperimentare pratiche di vita comunitaria basandoci su principi di condivisione, cooperazione, mutuo aiuto, valorizzazione delle  risorse umane. Questa esperienza è solo l’inizio di un lungo viaggio… Non ci resta che credere sempre più nell’anarchia e nella sua forma di essere: indomita e senza servi né padroni!

KAOS

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