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In ricordo di Giuseppe Pinelli

Anche quest’anno si è svolta nella giornata del 14 dicembre la serata in ricordo di Giuseppe Pinelli nella “Spazio Micene”, in via Micene, nel quartiere di San Siro.

Dalle ore 19 ha funzionato il servizio bar per un aperitivo/buffet, mentre il programma delle iniziative previste ha avuto inizio dalle 20,45.

C’è stato un breve intervento di un compagno dello “Spazio Micene” che ha soprattutto sottolineato come tale spazio è a disposizione di quanti vogliono utilizzarlo per lo sviluppo e l’emancipazione sociale e che l’evento della serata in ricordo di Pinelli è da diversi anni che si svolge con particolare interesse e successo. E’ poi seguita una breve presentazione per conto delle associazioni organizzatrici (Federazione Anarchica di Milano, USI milanese, Spazio Micene) delle iniziative della serata, evidenziando che è un evento che si svolge in quel luogo da 14 anni, dove si ricorda la tragica morte di Pinelli per mano della repressione istituzionale, il quadro politico di allora, collegandoci alla repressione dei giorni d’oggi a livello italiano ed internazionale. Quest’anno, con il governo attuale in carica Lega e 5 stelle, visto il particolare impegno repressivo messo in campo, sintetizzato dal Decreto Sicurezza, meglio dire “Insicurezza”, affrontiamo questo macigno che si è abbattuto contro le forme di lotta dei lavoratori e lavoratrici, soprattutto contro gli immigrati.

Per questo compito è stata data la parola a due avvocati di ASGI, impegnati in particolare nella difesa dei diritti degli immigrati.

E’ stato messo in evidenza come la situazione degli immigrati è da sempre instabile, anche per le leggi precedenti, sia per aver diritto al lavoro che per il riconoscimento di Asilo Politico. Sono da sempre costretti ai viaggi della disperazione e della morte, ma sicuramente la situazione è peggiorata con l’attuale governo, per tutti gli ostacoli posti agli sbarchi degli immigrati, aumentando enormemente le possibilità di morte in mare. E’ di molto ristretto il diritto alla Protezione Umanitaria (quasi cancellato), utilizzato in larga parte dagli immigrati una volta sbarcati. Togliendo tale protezione si creano di fatto degli irregolari, con il preciso scopo di destabilizzazione e creare una condizione esattamente contraria alla integrazione. Una situazione di ingovernabilità nel territorio, utile per le mire sempre più repressive del governo. Con in più, oltre a essere colpiti penalmente, come anche i lavoratori italiani che scioperano, rivendicando i propri diritti con picchetti, blocco delle merci e blocchi stradali, il decreto prevede per gli immigrati che hanno ricevuto il permesso di soggiorno e perfino la cittadinanza, la sospensione della stessa con possibilità di espulsione. Una novità tragica e discriminante che crea cittadini di serie A e di serie B.

Successivamente è stato presentato il libro su Giuseppe Pinelli, un momento particolarmente atteso. Una pubblicazione appena uscita e presentata per la prima volta, centrata sull’impegno importante che ha svolto nelle lotte sociali, in particolare quelle sindacali, soprattutto nella ricostruzione della sezione dell’USI a Milano, nella zona Bovisa. La presentazione è stata fatta da Franco Schirono, in quanto curatore della pubblicazione, edita dall’USI e dall’Associazione Culturale Pietro Gori. Soprattutto è stata messa in evidenza la sua partecipazione, come ferroviere, alle lotte del tempo e al coordinamento delle forme organizzative dal basso, attraverso la presenza dell’USI in un territorio a quei tempi circondato da fabbriche. La sezione svolgeva attività, documentata dai volantini e documenti riportati, sia a livello territoriale, presso le aziende dove gli operai erano costretti a lavorare in condizioni di supersfruttamento e con grave rischio alla propria salute, sia a livello più generale, come quando si rivendicava le origini anarchiche del Primo Maggio o con piattaforme rivendicative autonome sul contratto dei metalmeccanici. Ma soprattutto si propagandava non tanto l’adesione al sindacato, quanto la pratica autogestionaria della lotte da parte della classe lavoratrice. E’ per questo motivo che la sede dell’USI era diventata un punto di riferimento e di coordinamento per i comitati di base (CUB) dell’epoca che nascevano spontanei, in contrasto con le burocrazie sindacali, come nel caso del CUB dei tranvieri, ecc.

Si è fatto notare che nel libro si riportava anche le serate, come questa, svolte al Micene nel ricordo di Pinelli e altri scritti ancora.

Seguiva poi l’intervento di Silvia Pinelli, evidenziando che pur nella situazione politica difficile che stiamo attraversando iniziative di controinformazione legate alla figura del padre e di mobilitazione come queste sono importanti segnali di resistenza. Segue l’intervento di Claudia Pinelli evidenziando l’emozione con cui partecipa sempre a queste serate, nei luoghi dove aveva vissuto da bambina e dove in quei tempi si sentiva la solidarietà del vicinato, del quartiere e soprattutto i bei ricordi del padre che quando le andava a prendere a scuola ci giocava assieme. Solo successivamente, un po’ alla volta, aveva scoperto il profondo impegno ideale del padre e, soprattutto proprio in questa sede, l’impegno che svolgeva nel campo delle lotte operaie.

Seguiva un momento musicale da parte del gruppo Zappend dei compagni di Novara con canzoni a noi conosciute per cui si levava dalla sala un coro partecipato e di canzone inedite, come quella che richiama la tragedia degli immigrati che nelle traversate del mare rischiano quotidianamente la morte nei loro viaggi della speranza.

La sala dove si svolgeva l’iniziativa era strapiena e molti stavano anche fuori. L’emozione era palese. Più di 40 libri su Pinelli sono stati acquistati attraverso sottoscrizione. La serata è terminata con il solito corteo dei partecipanti, attraversando parte del quartiere fino ad arrivare sotto la Targa posta all’entrata del palazzo dove abitava Pinelli, dove veniva posta una corona con nastro rosso e nero. Il corteo è stato accompagnato, come sempre, dal glorioso “Coro del Micene” che ha sostato a lungo sotto la Targa, dove canti anarchici ed internazionalisti sono stati intonati da tutti i presenti.

E. M.