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Contro gli sgomberi, contro l’onda Salvini, contro l’arroganza del Potere

Il 17 dicembre scorso, in risposta alla minaccia di sgombero de La Polveriera Spazio Comune, si teneva a Firenze un’assemblea cittadina che si rivelava la più grande assemblea cittadina di movimento degli ultimi anni: più di
150 partecipanti tra persone singole e militanti di quasi tutte le realtà autogestite, occupate, di alternativa sociale e politica.

Fu subito ben chiaro a molti il fatto che la minaccia di sgombero alla Polveriera non si faceva parte del solito “tran, tran” fisiologico della vita della realtà occupate e autogestite, ma rappresentava l’inizio, anche a Firenze, di quell’onda Salvini che sta attraversando l’Italia intera. Un onda di cui lo sgombero violento dell’Asilo Occupato a Torino e della conseguente coraggiosa resistenza dell’area anarchica torinese rappresenta uno degli episodi più importanti.

E’ abbastanza chiaro che il nuovo Potere giallo-verde vuole realizzare ciò che già il precedente governo “democratico” del ministro di polizia Minniti voleva già realizzare, cioè liquidare le esperienze dei Centri Sociali, delle occupazioni socio-abitative, dei movimenti di base anti-capitalistici, anti-autoritari e anti-razzisti, andando così a eliminare una delle ultime barriere organizzate al regno totalitario della merce, del profitto sfrenato, dello sfruttamento schiavistico, della gerarchia, del manganello.

La Polveriera Spazio Comune è un centro occupato e autogestito che esiste dal 2014, nel pieno centro di Firenze, in uno spazio del Diritto allo Studio Universitario-Regione Toscana.

E’ un’esperienza singolare nata da studenti universitari nell’ambito di lotte studentesche, ma che poi nel tempo si è trasformata in occupazione polifunzionale, pluri-identitaria e pluri-generazionale, punto di riferimento di un universo vasto e variegato. Un luogo intrinsecamente pluralista, dove si cerca costantemente di praticare il “metodo del consenso”. Un luogo che  ha avuto una grande capacità di catalizzatore di forze sparse; un luogo di iniziativa in questi tempi bui. Un luogo naturalmente attraversato d una sensibilità libertaria.

Che l’attacco alla Polveriera non fosse stato un episodio a sé, è stato presto confermato dagli importanti sgomberi successivi di una grossa occupazione abitativa e di una realtà di auto-produzione agricola nel contesto urbano. Per altro quasi tutte le realtà occupate più importanti di Firenze vivono sotto la minaccia di uno sgombero: dalla Fattoria Senza Padroni di Mondeggi (importante realtà di agricoltura collettiva autogestita), agli storici Centri Sociali fiorentini (il CPA di Firenze Sud e il CSA Next Emerson), alle occupazioni socio-abitative di Viale Corsica e di Via del Leone, fino appunto a La Polveriera Spazio Comune.

A muovere gli sgomberi già realizzati e quelli previsti non è solo il nuovo Prefetto Laura Lega (il cognome è tutto un programma!) al servizio del governo Salvini-Di Maio. Nelle settimane scorse il Sindaco PD Nardellla (Merdella secondo vox populi) ha ingaggiato una vera e propria gara sui media per attribuirsi il “merito” degli ultimi sgomberi.

A partire da questa situazione, per la prima volta da moltissimi anni, ha cominciato a svilupparsi un reale processo unitario, orizzontale e inclusivo di gran parte delle realtà autogestite e alternative fiorentine.

Dopo il 17 dicembre, ogni settimana si riunisce un’assemblea unitaria, che ha assunto il nome di “Resistenze” e che si è posta l’obbiettivo di creare un “fronte unico” di resistenza in un contesto di emergenza sociale (migranti, case, super-sfruttamento dei lavoratori precari come ad esempio i Riders, ecc.) e di tendenze repressive.

In questi 3 mesi abbondanti le attività si sono moltiplicate e soprattutto sempre più condivise tra le realtà che compongono l’assemblea plurale comune. I luoghi autogestiti e occupati, minacciati da sgomberi, sono risultati sempre più attivi e conseguentemente sempre più presidiati. Nell’ultimo mese e mezzo sono cominciate anche le uscite esterne: a cominciare dal corteo non autorizzato contro il Decreto Salvini e in difesa di tutti i migranti convocato dall’Assemblea No Border (senza confini) per il 2 febbraio; alla biciclettata contro gli sgomberi di domenica 24 febbraio, nel corso della quale sono state lanciate uova contro un locale che aveva maltrattato alcuni ragazzi precari; al Carnevale Autogestito con una vivacissima Street Parade il 3 marzo; fino alla partecipazione alla grande giornata fiorentina dell’8 Marzo (cominciata con il presidio Transfemminista alle due del pomeriggio, passando da Piazza Santissima Annunziata e per il grande e agguerrito corteo del pomeriggio con circa 4-5 mila persone organizzato da Non Una di Meno, per finire con una festa nella Facoltà di Agraria, finita all’alba del 9 marzo).


Un percorso quello di Resistenze inedito per la città di Firenze, che dovrà ancora temprarsi al fuoco delle prossime prove, certo non facili, che ci aspettano.

Un percorso che sarà tanto più forte quanto ribadirà nuovamente i valori dell’autogestione, dell’anti-razzismo, dell’anti-capitalismo e dell’anti-autoritarismo, con una pratica extra ed anti-istituzionale.

Claudio Strambi