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Lo Stato ed il sistema tecnico

L’Associazione Technologos, creata sei anni fa per contribuire ad interrogare le scelte tecniche dominanti e sfidare gli sviluppi mortiferi del mondo industriale e delle sue tecnoscienze,[1] dà il suo pieno appoggio agli zadisti e denuncia la continua violenza dello stato tecnocratico.

Siamo stati accolti a luglio del 2015 a Notre-Dame-des-Landes (NDDL) per discutere la questione dello stato, dei motivi per cui sacrifica così spesso l’interesse generale della gente a quello dei grandi gruppi industriali – come la società Vinci – e difficilmente tiene conto della scala delle questioni ecologiche contemporanee.

Oltre l’aeroporto ed il suo mondo, l’avventura della ZAD “Zona da difendere” di Notre-Dame-des-Landes[2] ha contribuito a mettere in discussione e rendere visibili questioni troppo spesso nascoste, soprattutto nell’epoca del governo liberale di Emmanuel Macron, ansioso di trasformare la Francia in una “nazione di start-up”.[3] Crediamo che i mali di cui soffrono il pianeta e le nostre società iperindustrializzate siano il frutto del produttivismo, della credenza nella “innovazione” e del culto dello stato che deve essere contrastato sostenendo la sostenibilità delle sperimentazioni come quelle di Notre-Dame-des-Landes.

Innanzitutto, occorre combattere il produttivismo e l’idea folle e suicida che si possa attingere all’infinito alle risorse del pianeta e consumare il mondo.

In secondo luogo, il culto di un progresso tecnico[4] concepito in modo semplicistico e la convinzione ingenua che l’“innovazione” costituirebbe una garanzia di felicità per l’umanità.

Infine, l’illusione politica la quale ritiene che tutti i problemi collettivi debbano essere delegati ad una struttura centrale che dovrebbe “rappresentare” i cittadini, ma che in realtà consente loro solo di essere privati di ogni potere: lo Stato.

Oggi migliaia di persone cercano di vivere in un modo diverso ed autonomo, per inventare altre relazioni meno predatorie nel mondo.[5] Notre-Dame-des-Landes è uno di quei luoghi in cui vengono inventate alternative concrete ed esperimenti viventi. Centinaia di persone vogliono vivere liberamente e pacificamente. Perché fermarli?

Chi sono poi? Persone pacifiche che sono veramente preoccupate di preservare il pianeta coltivando la terra senza inquinarla con fertilizzanti e pesticidi,[6] senza estenuarla con l’uso di tecniche irresponsabili. Il crimine di cui li accusa il Presidente è quello di non avere abbastanza soldi per diventare proprietari terrieri e rifiutarsi di accettare le regole di una tecnocrazia manageriale.[7]

Nel momento in cui non esiste più una vera posta in gioco economica, quando non ci sono più progetti aeroportuali, possiamo comprendere il senso della brutalità delle forze statali, il suo “monopolio della violenza”,[8] solo comprendendo come esse siano il guardiano di una visione del mondo superata[9] e di un ordine sociale mortifero.

Mentre questo stato sostiene e finanzia le molteplici start-up che dovrebbero costruire un futuro fatto di automazione e artificializzazione del mondo e delle nostre vite,[10] reprime e rifiuta gli esperimenti collettivi di coloro che non chiedono altro che il diritto di vivere come vogliono, sulla terra che hanno occupato per anni.

La politica del governo è anacronistica ed autoritaria. Accelera un pericoloso volo in avanti. Invece di reprimere violentemente gli zadisti di NDDL, dobbiamo sostenere e incoraggiare ovunque la moltiplicazione di questi esperimenti e iniziative, gli unici barlumi di speranza in un mondo che si sta muovendo sempre più verso il collasso sociale e ambientale.

Technologos è un’associazione, creata nel settembre 2012, il cui oggetto, espresso nel suo manifesto di fondazione, è “pensare la tecnica per resistere al suo potere”.

 

Technologos

Traduzione di Enrico Voccia

NOTE

[1] Joël Decarsin, https://sciences-critiques.fr/impasse-de-la-technoscience/ ; Simon Charbonneau, https://sciences-critiques.fr/religiosite-de-la-technoscience/ .

[2] Technologos, https://sciences-critiques.fr/notre-dame-des-landes-une-zone-a-defendre-de-la-pensee/ .

[3] François Jarrige et Jean-Louis Tornatore, https://sciences-critiques.fr/un-ministere-pour-la-transition/ .

[4] Alain Gras, https://sciences-critiques.fr/quest-ce-que-le-progres-technique/ .

[5] Mohammed Taleb, https://sciences-critiques.fr/mohammed-taleb-oser-les-indisciplines-de-lintuition/ .

[6] Daniel Cérézuelle, https://sciences-critiques.fr/pour-en-finir-avec-le-dogme-de-limmaculee-conception-de-la-science/ ; Joël Spiroux de Vendômois, https://sciences-critiques.fr/joel-spiroux-le-xxieme-siecle-doit-devenir-le-siecle-de-lhygiene-chimique/ .

[7] Simon Charbonneau, https://sciences-critiques.fr/la-politique-du-fait-accompli/ .

[8] Techologos, https://sciences-critiques.fr/pour-un-droit-a-la-recherche/ .

[9] Philippe Godard, https://sciences-critiques.fr/ce-monde-qui-nest-plus-le-notre/ .

[10] Tecnologos, https://sciences-critiques.fr/la-technologisation-de-la-vie-du-mythe-a-la-realite/ .