Per raggiungere insieme il secolo

Il settimanale che avete tra le mani sta raggiungendo i cent’anni di vita. Nato quotidiano da cinquantamila copie nel cuore del Biennio Rosso delle occupazioni operaie delle fabbriche e delle terre da parte dei braccianti, è stato da subito oggetto delle attenzioni da parte dei fascisti che, protetti dalle forze dell’ordine come è da sempre loro abitudine, che ne distrussero a più riprese la redazione. Clandestino durante tutto il periodo del fascismo, ha accompagnato le lotte popolari contro il regime dagli Arditi del Popolo alla Resistenza, ed è tornato dal 1945 ad uscire regolarmente come settimanale, fino ai giorni nostri, sempre accompagnando le lotte delle classi subalterne per la propria liberazione: dalle lotte operaie e contadine del dopoguerra, a quelle antimilitariste contro il rischio di una guerra distruttiva dell’intera umanità, alle lotte operaie e giovanili degli anni sessanta e settanta, alla creazione dei sindacati di base negli anni ottanta e novanta, ai movimenti contro la globalizzazione capitalistica ed il neoliberismo, alle lotte contro la discriminazione di genere… giusto per citare solo alcuni momenti della storia della vita di Umanità Nova e dei movimenti popolari di liberazione.

Quasi cento anni in cui queste pagine hanno accompagnato direttamente la vita, i desideri, le speranze di tantissimi esseri umani: quanti precisamente è difficile dirlo, ma sicuramente l’ordine è quello delle centinaia di migliaia. Se poi consideriamo l’influenza indiretta – quanti articoli di UN sono poi divenuti manifesti, volantini, comizi od anche semplici discussioni con i compagni di lavoro, gli amici, gli avversari! – l’influenza di Umanità Nova all’interno del “popolo della sinistra” è stata notevole.

Nel frattempo, tanti – praticamente tutti – blasonatissimi e più influenti quotidiani e settimanali della sinistra intesa in senso lato sono scomparsi: evitiamo qui di farne l’elenco completo che sarebbe davvero troppo lungo. Umanità Nova, invece, è ancora qui: composta come sempre da una redazione, da collaboratori e distributori volontari, resiste nel tempo ed, anzi, negli ultimi anni sta ampliando decisamente il numero dei suoi lettori, grazie anche alla rete.

A breve, col primo numero di gennaio 2020, come dicevamo, compirà cent’anni. Nel quadro che abbiamo delineato, è un piccolo evento che vorremmo sicuramente tutti, redattori e lettori, celebrarlo al meglio: con un anno intero di incontri ed iniziative – in Italia soprattutto ma anche all’estero: Umanità Nova è diffusa anche lì – volte a far conoscere a sempre più persone il nostro settimanale. Per questo, fin da ora, vi invitiamo, voi lettori e distributori, ad un impegno particolare per metterci in grado di affrontare gli impegni del prossimo anno: impegno volto a sempre più e nuovi abbonamenti, vendite dirette e sottoscrizioni. Mettiamocela tutta: l’anno prossimo sarà la festa di tutti noi.

Redazionale