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Sardegna. Confinamenti, rivolte e solidarietà

Un giorno chiesi al fabbro che stava lavorando in casa cosa ne pensasse della delibera del Comune che faceva del centro storico di Orani un unico progetto di pergolato tra le case.

La risposta che mi diede vale per ogni legge, delibera o norma sancita da una autorità “Vale se la sentiamo, altrimenti rimane li'”.

Era sentita la pandemia: mettersi la mascherina, stare a casa, mantenere, qui in Barbagia, quegli scambi interni davvero a km O, baratti, accordi e comportamenti di paese che non sono mai cambiati nella sostanza – ma solo nella forma.

Non era sentita l’apertura di luglio e non ha funzionato. Dalla fine di luglio iniziava il caos. La libertà vissuta come esplosione, fino alla strafottenza e alla sicumera di certezze mentali, invece che considerazione di comportamenti rispettosi di sè, degli altri e della Terra. La stessa Anarchia è responsabilità individuale e non illogico arbitrio. E da settembre sono affiorati in modo fisicamente evidenti i risultati dei tagli ai servizi socio-sanitari che la Regione, ormai proprietà della Lega nazionale – e a cui i sardisti si sono venduti-, ha continuato a fare. I centri dove la gente, per Statuto, dovrebbe essere più al sicuro (quali ospedali e RSA per anziani) sono diventati i principali focolai di contagio della Regione. I morti all’interno di questi centri sono una vera e propria strage di Stato.

Gli individui malati e non positivi al Covid-19 sono dovuti scendere davanti ai piazzali degli ospedali perché: le persone cardiopatiche non avevano cure a Lanusei, i pazienti oncologici vedevano chiudere il reparto a Nuoro e a Ghilarza venivano tolti i letti per attrezzare i reparti Covid da un’altra parte.

A Sorgono i sindaci sono insorti per la mancanza di servizi ambulatoriali.

La Sardegna è una regione che atavicamente ha problemi legati al sangue, al cuore, alla respirazione e ai tumori che sono affiorati dopo la chiusura delle miniere e delle industrie chimiche. Ad oggi, 1 Novembre 2020, manca personale medico negli ambulatori locali, mentre i medici di base non visitano in casa le persone malate. I bandi di assunzione medica sono stagionali e non a tempo indeterminato. Le decisioni sulla sanità, in totale mancanza di coordinamento regionale che garantisca una medicina di base e unità mobili, sono affidate ai singoli sindaci che hanno un’esperienza di democrazia diretta e rapporti pratici con i propri paesi – per lo più di piccole o medie dimensioni (da un centinaio a 2-3000 abitanti).

L’ESERCITO. I militari italiani, pur essendo visti in Sardegna come invasori, vengono usati come forza d’ordine pubblica. Da due mesi a questa parte, la forza militare viene utilizzata anche in funzione di surrogato della Azienda per la Tutela della Salute (ATS). I militari fanno tamponi, analisi e aprono ospedali da campo. Evidentemente hanno attrezzature, medici e specializzazioni mediche che sarebbero di per sè risorse di una sanità pubblica e che si tenevano come proprietà militare. L’esercito che continua la sua funzione di produttore di malattie del corpo umano, degli animali e della Terra, come al Salto di Quirra. L’esercito che continua, da Arbatax a Quirra, le sue esercitazioni militari vietando la circolazione, la pesca , la spiaggia per tutto il mese di novembre. L’esercito che continua a mantenere le servitù militari in migliaia di ettari di mare e terreni dalla Maddalena a Capo Teulada. L’esercito che usufruirà della produzione di bombe NATO prodotte ancora dalla RWM di Domusnovas dopo l’embargo ricevuto a causa delle vendite all’Arabia Saudita.

OPPOSIZIONE AI CAMPI DI CONCENTRAMENTO PER MIGRANTI. La ORS Svizzera è conosciuta in Europa come responsabile della gestione dei campi di detenzione di persone migranti. Da Aprile di quest’anno gestisce il CPR di Macomer (aperto a Gennaio); fin da subito era iniziato un volantinaggio di informazione. Il 1 Febbraio circa, cinquanta persone si sono ritrovate a manifestare a Macomer contro questa vergogna e, nelle settimane seguenti, in città si è costituita autonomamente l’ “Assemblea NO CPR: ne’ a Macomer ne’ Altrove”. Questa Assemblea è riuscita a costruire un osservatorio e un rapporto con le persone recluse. Da luglio fino al 30 Ottobre vi sono stati una serie di presidi sotto la Prefettura di Nuoro – da cui dipende il CPR. Come nella storia dei lager per le etnie non ariane, il sistema “concentrazionario” ha sotto-campi come a Monastir o negli alberghi e agriturismi fuori mano – usati per sistemare il surplus di detenzione. La sanità interna nei campi non garantisce la divisione tra positivi e negativi da Covid-19. Su centinaia di persone sbarcate, all’inizio vi erano solo 5 positivi; adesso sono decine. La funzione della polizia è quella di recintare questa umanità, impedendo qualsiasi contatto esterno – vedi la solidarietà attraverso donazioni di ricariche telefoniche, coperte, alimenti-, e sedando con la violenza qualsiasi protesta (come quella di richiesta del tampone e delle verifiche mediche).

I PASTORI dopo la rivolta del 2019 per il misero prezzo del latte da parte dell’industria e delle catene di distribuzione, stanno pagando il prezzo della repressione. Un ministro leghista , mentre prometteva l’adeguamento del prezzo da 62 centesimi ad un euro, perseguiva i comportamenti dei pastori portando migliaia di denunce per blocco stradale, danneggiamenti e sequestro di persona. I Decreti Sicurezza firmati ad hoc pochi giorni prima, avevano prodotto il risultato di stabilire i rapporti di forza a favore dell’industria. I pastori avevano continuato la lotta senza più confronti e con la forza indebolita da accordi firmati da persone mai delegate dal movimento. I tribunali di Nuoro e Oristano stanno processando secondo quanto stabiliscono i Decreti Salvini. Ora c’è chi ha deciso di riprendere la lotta per lo stesso obiettivo. Evidentemente la vittoria della Lega a Cagliari non ha portato alla rassegnazione.

IL MOVIMENTO è vivo ed ha aperto spazi di discussione, informazione e proposizione – come NurKuntra, Ncat Murigu, Bentruxu (oggi Maestrali)-, oltre ad indire una campagna di solidarietà ai prigionieri nelle carceri dell’isola.

Ultima ciliegina sulla torta del disordine sotto il cielo: da quattro mesi lo Stato non riesce a riprendersi il suo Graziano Mesina, uccel di ….bosco forse ! Tantos Augurios a Kent’annos.

Antonio Lombardo

Barbagia di Ollolai 1/11/2020