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Dave Eggers – Il Cerchio

EGGERS, Dave, Il Cerchio, Milano, Mondadori, 2013.

– I segreti sono bugie

– Condividere è prendersi cura

– la privacy è un furto

Questi gli slogan della più potente società di IT (information Technology) del mondo – The Circle, nel romanzo di fantascienza distopica di Dave Eggers del 2013. Annullamento di se stessi, abolizione della privacy, continua e incessante condivisione di tutta la propria vita.

Se hai segreti di cui vergognarti o che possano essere deleteri per la convivenza, puoi condividerli e liberarti scoprendo che non sono solo i tuoi segreti; oppure sarai controllato costantemente, qualsiasi sia il tuo ruolo sociale, sicché le guerre, gli abusi, i crimini saranno annullati: sarai il grande fratello di te stesso e consapevolmente ti renderai trasparente a tutti rispondendo in tempo reale delle tue azioni. Le similitudini con la filosofia dei colossi tipo Google, Facebook e tutti i social network sono evidenti. il 1984 orwelliano assume aspetti ancora più pervasivi nell’epoca moderna.

La protagonista, Mae, una 24enne di provincia, laureata in psicologia, sarà assunta dalla società grazie alla sua ex amica di studi. L’ingresso nell’azienda comporta l’entrata a far parte di una comunità esclusiva e di un campus (modellato su quelli della Silicon Valley) dove gli aspetti che sembrano inizialmente brillanti e levigati diventano progressivamente sempre più sinistri e opprimenti. The Circle riesce a infondere nei dipendenti e poi in tutta la nazione la filosofia della trasparenza: i dipendenti vengono valutati in base a quanti “zing” (post o tweet) producono quotidianamente mentre politici, imprenditori e amministratori accettano di essere controllati tramite programmi e/o apparecchiature indossate per lo scopo, acquisendo di conseguenza popolarità per la loro volontaria trasparenza: qualsiasi cittadino può monitorare tutti i giorni dell’anno il lavoro dei propri amministratori pubblici; le sedute del senato sono in diretta, le attività commerciali sono costantemente seguite da followers, ecc.

Mae, totalmente impregnata di questa filosofia aziendale, a poco a poco scala le vette della società, riuscendo così ad aiutare la sua famiglia al quale è molto legata (suo padre è affetto da sclerosi multipla e l’assicurazione sanitaria rifiuta di pagare le cure specifiche) grazie alla copertura assicurativa di primo livello offerta dall’azienda, a patto che anche i genitori consentano al loro continuo e ininterrotto monitoraggio, apparentemente per scopi sanitari. Le figure ribelli, come l’ex fondatore Ty “Kalden” e l’ex ragazzo di Mae, Mercer, un bravo e creativo artigiano “manuale”, che rifiutano qualsiasi contatto anche indiretto con le applicazioni ed i social del Cerchio, vengono descritte dalla comunità dei “Circler” come cavernicoli legati ad un passato ormai obsoleto e perdente. Eppure a poco a poco i presunti benefici sociali sbandierati dalla società diventano un incubo che trasforma le personalità degli individui, annullando qualsiasi carattere individuale, trasformando le persone in automi e modificando radicalmente la loro percezione della realtà in base agli smile ed ai frown provenienti dai social network e dalle app che avviluppano i loro corpi anche tramite visualizzatori retinici o braccialetti da polso.

Le ipotesi visionarie del suo fondatore Ty “kalden” vengono stravolte a tal punto che lui stesso rinnega la sua creazione, lasciando spazio ai suoi ex soci: i cinici Baley e Stenton. Il nuovo progetto SeeChange, realizzato grazie ad una microcamera ad alta definizione venduta a prezzi stracciati, consente a chi la indossa di porsi volontariamente al controllo del mondo intero creando una escalation della filosofia della “trasparenza” dai toni Goebbelsiani, a tal punto che tutta la vita democratica, dalle elezioni ai referendum, verrà gestita dal colosso informatico che acquisisce un potere immenso, superiore a qualsiasi governo. Il progetto seguente, chiamato SoulSearch, sfruttando la potenza di fuoco dei social network interattivi legati alla società, consente inoltre di rintracciare qualsiasi persona che volontariamente cerca di sottrarsi al controllo del cerchio in qualsiasi punto del pianeta in meno di 20 minuti, perché ricercata, latitante o semplicemente perché ritiene la privacy ancora un valore da difendere (ne farà le spese lo stesso Mercer). Il progetto, realizzato dalla stessa Mae, si trasformerà in un incubo.

Il tema del controllo pervasivo, già affrontato dalla fantascienza distopica per svelare provocatoriamente i sistemi di violenza e controllo nonché i processi di manipolazione e repressione che caratterizzano la società contemporanea sia in contesti totalitari ed autoritari sia in realtà democratiche (accennavamo prima al capolavoro di Orwell) è gia stato trattato dai grandi scrittori e sceneggiatori del passato e del presente, sia in campo letterario sia cinematografico. Ricordiamo a titolo di esempio il bellissimo racconto “rapporto di minoranza” del 1956 di Philip Dick, nonché i magistrali romanzi di Bradbury e Huxley (rispettivamente Fareneith 451 e Il Mondo Nuovo). Nella cinematografia, oltre alle trasposizioni sul grande schermo dei romanzi appena accennati (la prossima serie TV di Brave New World è prevista per il 2020), possiamo fare riferimento ad un piccolo gioiello dove (cosa non sempre scontata) i “rivoluzionari” vincono: The Final Cut, un film del 2004 scritto e diretto da Omar Naim ed interpretato da due grandi attori : Robin Williams e James Caveziel.

In tempi recenti l’uso pervasivo della rete e le applicazioni informatiche di tracciamento, non possono non renderci inquieti verso un futuro in cui molti, credendo di far del bene agli altri ed a se stessi, decidono di sottoporsi volontariamente alla cosiddetta trasparenza e “tracciabilità”, favorendo, nel migliore dei casi, il conseguimento di ingenti profitti per le multinazionali del settore tecnologico/informatico.

Ritornando al libro The Circle notiamo che le sue tematiche seguono quelle del suo precursore televisivo Black Mirror, serie di successo basata sulle distorsioni patologiche della tecnologia pervasiva che, lungi dal “connettere” le persone nel senso di unirle ed avvicinarle, le rendono sempre più dipendenti ed atomizzate, infondendo quella schizofrenia latente in cui la realtà ed il virtuale si confondono in un tutto indistinto, contribuendo a creare patologie sociali inedite.

Dal testo di Egger, pessimista sia nelle premesse sia nel finale, è stato tratto, infine, nel 2017 un film con protagonisti Tom Hanks ed Emma Watson. La trasposizione cinematografica, molto fedele nelle premesse, lascia il campo ad un finale differente e forse più ottimista.

Flavio Figliuolo