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La vicenda di XM24

Presentiamo la discussione fatta con alcun* compagn* di XM24 in merito all’occupazione dell’ex Caserma Sani e al suo significato politico di resistenza alla mire economiche-repressive di Cassa Depositi e Prestiti, Procura e Comune di Bologna. (Il 16 gennaio l’Xm24 è stato sgomberato. Per aggiornamenti: www.ecn.org/xm24/ ndr)

Domanda: Parlateci della nuova occupazione.

L’aver scelto di occupare l’ex caserma Sani (situata nel quartiere della Bolognina n.d.r.) non è stata una scelta casuale ovviamente. Innanzitutto era uno dei quattro posti oggetto della trattativa col Comune seguita allo sgombero di Xm24, trattativa che, per incapacità e mancanza di reale volontà politica dell’amministrazione, ha portato ad un nulla di fatto. Restavano però valide le ragioni di “occuparsi” della Sani: una sfida per tutt* noi, più ampia rispetto al risolvere il solo bisogno di spazio per Xm24, una possibilità per quella parte di città che si è vista sottrarre spazi di autodeterminazione ed un’occasione per restituire alle/agli abitanti del quartiere (e non solo!) un luogo chiuso e “sequestrato” da decenni alla città. Poi c’è la determinazione nel voler mantenere la nostra presenza in Bolognina per contrastare gli appetiti degli speculatori, le convergenti iniziative fasciste, nonché le logiche securitarie promosse dall’amministrazione. Ricordiamo ad esempio che quest’estate l’attuale sindaco di Bologna, Virginio Merola, e l’Associazione Nazionale Costruttori Edili di Bologna hanno organizzato un presidio “bloccadegrado” davanti all’area Staveco (altra ex-caserma in corso di svendita) per protestare la lentezza degli enti statali centrali nell’offrire in pasto agli speculatori i beni pubblici demaniali.[1] A Merola va anche il “merito” di aver superato Cofferati nello sgombero di spazi occupati nei suoi due mandati (Bartleby, Labàs, Atlantide, Xm, le tante occupazioni abitative in particolare quelle di Social Log e Asia, gli innumerevoli sfratti che ancora oggi procedono senza sosta). Un “record” che, in una città come Bologna, porta come detto alla svendita dei beni pubblici e lascia alla polvere tutti gli altri stabili sgomberati con la forza. Nella Bolognina, la gentrificazione e la cementificazione hanno portato alla trasformazione di un quartiere operaio in un quartiere per chi ha soldi da spendere. Lo sgombero di XM24 rientra in queste trasformazioni; ormai lo dicono anche i siti che fanno l’occhiolino alla speculazione immobiliare: “comprate! comprate! adesso che non c’è più il centro sociale i prezzi saliranno!” Ma noi ci siamo ancora, che brutto dispetto!

Domanda: I rapporti con il vicinato?

Da quando abbiamo aperto i cancelli dell’ex Caserma Sani, abbiamo cercato subito un confronto con i nostri nuovi vicini. Peraltro divers* di noi sono , tecnicamente, “vicini”.
Pur essendoci stata all’inizio diffidenza causata principalmente dall’informazione falsata da parte dei mass-media tradizionali, abbiamo spiegato le nostre intenzioni, la nostra storia, cosa ci ha portato ad arrivare lì e soprattutto a far passare l’idea che non avremmo fatto un uso privatistico dello spazio, bensì offrivamo la possibilità di rendere finalmente fruibile un’area di fatto da sempre chiusa all’accesso per i residenti della zona. Non è detto che avremo mai il consenso e la fiducia di tutto il vicinato ma piano piano nel tempo si è impostata una relazione di reciproco rispetto. Inoltre il Laboratorio di Urbanistica LaBurba,un collettivo di architett*, urbanist*, antropolog* e molto altro, già attivo nella ricerca sulle trasformazioni della città, ha dato vita ad uno studio volto a ricostruire le vicende urbanistiche dell’area dimostrando gli interessi speculativi e le intenzioni di Comune e Cassa Depositi e Prestiti (attuale proprietaria dell’area).[2] e [3] Alcuni vicini o persone che sono passate a trovarci ci hanno raccontato le loro storie di quando erano impiegate nell’area. La caserma fino alla fine della seconda guerra mondiale è stata principalmente uno stabilimento di produzione industriale di carne in scatola, capace di approvvigionare le altre caserme ed i militari al fronte. In seguito è stato utilizzato come “hub logistico”, diremmo oggi, per il casermaggio, ovvero mobilio per le caserme e residenza per ufficiali e sottufficiali. È importante ricordare come l’Associazione Inquilini e Assegnatari dell’Unione Sindacato di Base (ASIA-USB) avesse organizzato un presidio nel Gennaio del 2013 per il recupero dell’ex Caserma Sani a scopo abitativo;[4] tale proposta cadde nel vuoto per volontà della proprietà, ovvero Cassa Depositi e Prestiti.

Domanda: Per quanto riguarda i progetti?

Prima di tutto l’ex caserma ha ospitato partecipatissime assemblee cittadine, che trasudavano il bisogno vitale di spazi liberi dall’oppressione e dal profitto. Il laboratorio di urbanistica ha promosso nei fine settimana passeggiate guidate esplorative all’interno dell’area raccontandone la storia, con l’obbiettivo di sensibilizzare la collettività sulle possibilità di questo polmone verde sequestrato alla città. Si è consolidata inoltre un’assemblea di educatori/educatrici ed insegnanti che ha avviato un’inchiesta sui bisogni educativi del quartiere. Via via sono ripartite diverse attività e laboratori che abitavano gli spazi dell’ex-mercato di via Fioravanti: la palestra popolare Stevenson, lo spazio yoga e tessuti, il mercato contadino, frigotecniche, Lab57 Antiproibizionista etc.. Ci teniamo però a sottolineare, come abbiamo fatto sin dall’apertura della caserma, che la nostra volontà è stata fin da subito di non riproporre quello che era Xm24 in Fioravanti “assegnando” i vari spazi ai collettivi pre-esistenti ma costruire un percorso collettivo allargato, in cui potessero emergere nuove idee e progetti. Ora che siamo sotto minaccia di sgombero imminente le attività procedono in forma più precaria.

Domanda: In merito allo sgombero e le attività repressive in corso?

Tre giorni dopo l’occupazione dell’ex Caserma Sani, Cassa Depositi e Prestiti ha presentato una denuncia per occupazione abusiva alla Procura di Bologna. Il GIP Panza e il Procuratore Amato hanno di seguito disposto il sequestro preventivo dell’immobile, giustificato perché non ci sarebbero, secondo loro, “ragioni sociali per l’occupazione” e anzi questa andrebbe in “spregio al diritto di proprietà costituzionalmente garantito.” Tali parole trovano il plauso dell’assessore alla sicurezza urbana Aitini che spinge per un intervento della questura contro noi occupanti. Le menzogne della magistratura e dell’amministrazione comunale rientrano nella logica di voler criminalizzare e distruggere l’autogestione, l’orizzontalità e quello che stiamo costruendo dal 15 Novembre fino ad oggi. Nonostante loro, quello che siamo determinat* a costruire è un percorso ancora più aperto di contro-progettazione su tutta l’area della Sani, non solo sugli stabili attualmente liberati da XM24, che sia immediatamente in opposizione e alternativa al progetto di Comune e CDP, che con dei tavoli di lavoro tematici faccia nascere progetti strutturati che possano abitare e prendersi cura dell’area. Il nostro auspicio è che l’ex-caserma diventi un presidio anti-militarista, di ecologia politica ed autogestione. Anche se dovesse arrivare lo sgombero, questo percorso non si arresterà. XM24 e ciò che di nuovo è nato nella ex caserma continuerà la sua sfida al nulla che avanza!

Redazionale

NOTE

[1] Link: http://www.bolognatoday.it/cronaca/ance-emilia-bloccadegrado-merola-ex-staveco.html
[2] Link: http://www.ecn.org/xm24/wp-content/uploads/2019/12/Ex-Caserma-Sani-reportage-fotografico.pdf
[3] Link: http://www.ecn.org/xm24/wp-content/uploads/2019/12/SvendereCitta.pdf
[4] Link: https://www.ilmanifestobologna.it/wp/2013/02/bologna-le-mani-sulla-caserma-sani-il-gioiello-del-demanio/